SANITA'

Lanciano, ospedale Renzetti. Pino Valente: «urgono provvedimenti»

Il vice sindaco mette alle strette la Asl

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Lanciano, ospedale Renzetti. Pino Valente: «urgono provvedimenti»
LANCIANO. «Ridurre le liste d’attesa, rendere decorosa la degenza, migliorare le condizioni del nosocomio frentano».

E’ l’appello del vice sindaco di Lanciano Pino Valente (liste civiche Progetto Lanciano e Rinnoviamo Lanciano) alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti. Valente richiama l’attenzione sull’ospedale Renzetti. «Le criticità si moltiplicano», dice,«nonostante l’impegno encomiabile del personale medico e paramedico».
Una preoccupazione alimentata dalle lunghe liste d’attesa che mettono in ginocchio i pazienti, costretti a rivolgersi a strutture private per semplici esami di routine.
Anche per un esame di risonanza magnetica ci sarebbe da aspettare a lungo, sottolinea Valente, «pur essendo stato inaugurato in pompa magna il 5 luglio 2011 il servizio viene utilizzato solo per i ricoverati ed è preclusa agli esterni». Una situazione che potrebbe alimentare la cosiddetta emigrazione sanitaria dei pazienti costretti a recarsi agli ospedali di Vasto, Chieti, Campobasso,o nelle cliniche private per effettuare l’esame.
Eppure durante l’inaugurazione la risonanza magnetica fu definita un gioiello tecnologico dal direttore sanitario della Asl provinciale Amedeo Budassi che annunciava per settembre l’apertura del servizio per i pazienti interni e da ottobre per gli esterni. Oggi, invece, Valente lamenta ancora problemi.
«Non è possibile aspettare ancora tre mesi», dice Valente, «per far diventare la risonanza magnetica fruibile da parte di tutte quelle persone che necessitano sottoporsi a tale esame» e chiede che nell’attesa dell’arrivo del medico che ha accettato il trasferimento a Lanciano si utilizzi il personale interno trasferendo temporaneamente da Chieti o da Vasto del personale preparato per far entrare in funzione questo indispensabile strumento diagnostico.
A questo si aggiungono le condizioni della degenza ospedaliera fatta di camere con quattro pazienti e con bagno unico esterno e situazioni difficili per pazienti e familiari.
«E’ finito il tempo delle chiacchiere»,conclude il vice sindaco, «i nodi stanno arrivando al pettine e le condizioni di salute della sanità frentana sono comatose. Necessitano provvedimenti urgenti per invertire la rotta e per dare speranze ai tanti ammalati frentani costretti ad emigrare per curarsi».