IL CASO

Tancredi, socio di Chiodi, procuratore delle società cipriote finite nel crac

L'ennesimo scandalo giudiziario che mina la credibilità di Chiodi e lo insidia

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Gianni Chiodi

Gianni Chiodi

TERAMO. «Il commercialista Carmine Tancredi, socio di Gianni Chiodi, è anche il procuratore delle due società cipriote coinvolte nel crac Di Pietro».

A dirlo dalle pagine del suo blog è il capogruppo Idv alla Regione Abruzzo, Carlo Costantini che pubblica l’estratto di una visura camerale di una delle due società. Dalle carte viene fuori che il socio dello studio del presidente della Regione, Giani Chiodi, è anche il procuratore di una delle società, la Dreamport Enterprises, «con ampia delega ad operare per suo nome e conto, incluso il potere di versare presso la Banca di Teramo il deposito provvisorio del capitale sociale».
La cipriota Dreamport Enterprise che detiene il 99% delle quote della Kappa Immobiliare srl (la società con sede legale nello studio commerciale Chiodi- Tancredi), risulta coinvolta nel crac finanziario da 3 milioni di euro che ha portato all’arresto di 4 imprenditori teramani, lo scorso gennaio.
I quattro sono stati arrestati al termine di una complessa e articolata indagine che ha permesso di scoprire un sistema finalizzato a svuotare società dei loro beni per poi portarle al fallimento. insomma l'ipotesi è il fallimento controllato per distrarre beni.
Infatti, i soldi dopo essere stati sottratti ai creditori dei fallimenti, venivano depositati su conti svizzeri in banche inglesi e, infine, in due società cipriote, proprietarie di quasi tutte le quote delle società Kappa Immobiliare e De Immobiliare con sede legale presso lo studio Chiodi-Tancredi in pieno centro a Teramo.

Difficile credere che Chiodi e Tancredi non si parlino pur essendo soci. Anche perchè lo stesso presidente ha ritenuto di coinvolgere "politicametne" il socio di studio investendolo della revisione di Abruzzo Engineering, la società che doveva essere chiusa e che invece la politica ha deciso di salvare nonostante i numerosi scandali nei quali è finita. Tancredi era stato incaricato di stilare una relazione per 10mila euro di cui nessuno ha mai avuto contezza. Inoltre Tancredi è stato incaricato, sempre da Chiodi, a trattare in nome e per conto della Regione Abruzzo con la Banca Europea per gli investimenti partecipando a numerosi incontri internazionali

UNA PROCURA SPECIALE
Dalla visura camerale pubblicata da Costantini emerge «che il livello di collaborazione nell’operazione del socio di Chiodi non è circoscritto alla sola ospitalità della sede legale delle società», dice il consigliere d’opposizione. «Il socio del presidente della Regione e’ anche il procuratore al quale le due societa’ cipriote sembrano aver fornito ampia delega ad operare per loro nome e conto».
E infatti nel documento si legge che «il signor Stelios Savvides della Dreamport Enterprises nella sua qualità di amministratore…nomina e costituisce quale suo procuratore speciale il dott. Carmine Tancredi affinchè in nome vece e conto della società abbia a partecipare all’atto costitutivo della società a responsabilità limitata da denominarsi “Kappa Immobiliare srl” con sede in Teramo e capitale sociale di euro 10.000».
In un altro passaggio del documento si precisa il tipo di attività svolta dalla società immobiliare e «l’assoluta discrezionalità» concessa al procuratore speciale.
«La società avrà come oggetto sociale principalmente l’attività», si legge, «che potrà essere svolta direttamente o indirettamente per conto proprio o di terzi nel campo immobiliare finalizzata all’acquisto ristrutturazione e realizzazione, alla gestione, vendita e locazione di immobili di qualsiasi genere, natura uso o destinazione…rimanendo nella più ampia discrezionalità del nominato procuratore stabilire altre attività anche non connesse con la principale. Il nominato procuratore nel determinare l’attività della società dovrà per quanto possibile attenersi alla bozza di statuto che gli è stata trasmessa potendo comunque discostarsene in uno o più punti nella sua assoluta discrezionalità».
Con la visura, infine, la società autorizza Tancredi, «per nome e per conto della società mandante a sottoscrivere una quota di partecipazione del valore nominale fino al 99% del valore nominale dell’intero capitale sociale».

IL VERSAMENTO
Dalle carte risulta anche che Carmine Tancredi abbia chiesto di versare presso la Banca di Teramo Credito Cooperativo (per la costituzione della società a responsabilità limitata) l’importo complessivo di euro 10.000 per conto dei soci sottoscrittori un cittadino di Roseto Degli Abruzzi (quota di partecipazione 100 euro) e Dreamport Enterprises (9.900 euro).
«Non sta a me esprimere valutazioni o giudizi che non siano strettamente politici», conclude Costantini, «ma proprio sul piano politico la questione ha assunto, dal mio punto di vista, dimensioni tali da imporre una presa di posizione da parte del presidente Chiodi che ha il dovere di spiegare agli abruzzesi se c’entra o se non c’entra nulla e nel caso (assolutamente auspicabile) in cui dichiari di non entrarci nulla, deve comunque chiarire se ritiene compatibile quello che accade nel suo studio professionale con la carica di presidente di Regione che continua a ricoprire».

IL CRAC
Lo scorso gennaio finiscono in carcere i fratelli Maurizio e Nicolino Di Pietro, di 51 e 64 anni, e Guido Curti, 50 anni, e all'obbligo di dimora Loredana Cacciatore, 47 anni, moglie di Curti con l’accusa di bancarotta fraudolenta ed evasione fiscale.
I 4 avevano messo in piedi, ricostruisce la procura, una maxi truffa ai danni di Erario, banche, società di leasing e decine di imprenditori. Il meccanismo funzionava in questo modo, secondo l’ipotesi accusatoria: i proventi della vendita dei beni delle 4 società dichiarate successivamente fallite (tutte riconducibili ai Di Pietro, a Curti e alla moglie) venivano depositati all’estero, passavano per Cipro (Paese a fiscalità privilegiata) e finivano su alcuni conti svizzeri. Il giro di denaro seguiva questo percorso: una volta sottratto ai creditori dei fallimenti, era depositato su conti svizzeri poi in banche inglesi e, infine, nelle due società cipriote Dreamport Enterprises e Ruclesarn Investments Limited, proprietarie di quasi tutte le quote delle società Kappa Immobiliare e De Immobiliare.
Queste ultime hanno sede legale nello studio del presidente della giunta regionale Gianni Chiodi e del suo socio commercialista Carmine Tancredi. Per l'accusa sono queste società il terminale dei soldi derivati da quattro fallimenti. Carmine Tancredi, socio del presidente della Regione Gianni Chiodi non è indagato. La Procura ha posto sotto sequestro preventivo le quote delle società coinvolte nella vicenda.
Marirosa Barbieri