TERREMOTO

Casette post sisma irregolari. Cialente sospende la demolizione. Ora la sanatoria?

La proposta: «proroga di 20 anni per tutte le strutture non a norma»

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Casette post sisma irregolari. Cialente sospende la demolizione. Ora la sanatoria?
L’AQUILA. Il sindaco de L’Aquila Massimo Cialente avrebbe sospeso le ordinanze di demolizione delle casette di legno post sisma abusive.

A dirlo è il consigliere comunale Roberto Tinari che chiede che il primo cittadino provveda a concedere le sanatorie, «laddove possibile, laddove non ci siano rischi o pericoli evidenti». Per il consigliere, le casette, «sono l’unico rifugio possibile, dopo il terremoto, per migliaia di famiglie che hanno deciso di non chiedere niente a nessuno e di costruirsi questa abitazione a proprie spese. Molti di questi cittadini si sono visti espropriare terreni di loro proprietà, non hanno mai ricevuto i relativi pagamenti e rischiano, visto che i provvedimenti di demolizione sono solo sospesi di dover addirittura eliminare la casetta faticosamente costruita».
Il problema delle casette abusive costruite in luoghi pericolosi è molto sentito a L’Aquila. All’indomani del terremoto i cittadini allo sbaraglio e senza una casa hanno messo su strutture abusive. Si tratta di  piccoli container e prefabbricati  per viverci o per riaprire subito attività. Soluzioni abitative provvisorie, si era detto, che adesso corrono il rischio di restare lì dove sono per decenni.
Il sindaco Massimo Cialente ha avviato un’intensa attività  di contrasto all'abusivismo edilizio post-sisma e non solo. Le indagini sono state affidate per il Comune de L’Aquila, dalla Procura stessa per il 90% al Corpo forestale dello Stato e per il restante 10% alla polizia municipale. La Forestale ha diviso il territorio in settori, cominciando i controlli proprio a partire dalla zona San Giuliano. Qui le indagini sono avvenute a tappeto e quasi sempre avviate grazie alle segnalazioni inviate alla Procura dai cittadini che notano un abuso.
Non sono mancate soluzioni diverse al problema, come quella del consigliere comunale del Fli Enrico Verini che propone di «non abbattere nulla, fare una proroga per 20 anni che consenta il mantenimento di tutti i prefabbricati non a norma, impedendo però che possano essere venduti, affittati, ereditati e soprattutto trasformati da casette di legno in palazzi di cemento e in cunei urbanistici di vere e proprie speculazioni edilizie».