EMERGENZA

Porte a chiusura stagna per difendere la città dall’esondazione del Pescara

A breve saranno installate delle sirene

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L'esondazione del 1992

L'esondazione del 1992

PESCARA. La città vuole farsi trovare pronta ad una eventuale esondazione: al vaglio nuove misure di emergenza.

Si pensa alla realizzazione di porte automatiche a chiusura stagna da installare in tutti i siti critici della città, posti a ridosso del fiume, come golena sud-via delle Caserme, o il ponte Capacchietti.
Oppure al sollevamento degli argini del fiume, ma soprattutto all’individuazione di quelle squadre operative che, dinanzi a una minaccia immediata di esondazione del fiume, si occuperanno dell’eventuale evacuazione di abitazioni o attività aperte al pubblico, del posizionamento di barriere per chiudere al traffico le strade e di far risuonare l’allarme con ampio anticipo per dare ai cittadini l’opportunità di allontanarsi dalle aree più a rischio. Sono alcune delle misure messe nero su bianco ieri nel corso della riunione convocata dalla Protezione civile del Comune di Pescara per essere pronti a fronteggiare un’eventuale esondazione del fiume.
Una eventualità non così remota, dicono gli esperti, considerando le abbondanti nevicate dei giorni scorsi, e il prossimo scioglimento delle nevi, associati al mancato dragaggio del fiume. Se la neve si scioglierà tutta insieme ed in fretta ci sarà un ingrossamento incontrollato di tutti i fiumi  che non sono “abituati” ad un carico enorme di acqua. E le immagini di 20 anni fa, quelle dell'incredibile esondazione del 1992, sono ancora vive: se la città si facesse trovare nuovamente impreparata sarebbe veramente imperdonabile. In questi anni poco è stato fatto e adesso si cerca di correre ai ripari, prima che sia troppo tardi.
L’amministrazione comunale ha già predisposto un Piano anti-esondazione, individuando 15 eventuali punti di criticità lungo l’intero corso del fiume, con particolare attenzione alla parte più a valle dove ci sono insediamenti residenziali e attività commerciali di notevole richiamo, come nel centro storico, zone che, in caso di allerta, dovranno essere subito attenzionate, sapendo a priori chi fa cosa, ossia quali Enti e quali soggetti sono incaricati di attuare interventi di tutela dei cittadini che rappresentano la nostra priorità. Fra l’altro il Piano ricalca sostanzialmente le aree che, in occasione dell’esondazione del ’92, furono ricoperte dal fiume, anche se con alcune modifiche dettate dai cambiamenti geo-morfologici del territorio, corrispondenti ad esempio al nuovo insediamento commerciale di Megalò, che nel ’92 non c’era, o all’insabbiamento del fiume.
Ma una delle prime misure è l’installazione in città di sirene d’allarme che dovranno essere attivate quale misura di preallerta per la popolazione. Quando si sentirà il suono della sirena, i cittadini capiranno, ad esempio, di dover spostare, entro un’ora al massimo, le proprie vetture eventualmente lasciate in sosta nei parcheggi delle due golene, nord e sud.
«Il primo passo dev’essere però lo stato d’allerta», ha detto Fiorilli, «oggi il Centro Idrografico sembra sia in grado di fornire un preavviso anche di 4 ore su una possibile piena del fiume, un tempo più che sufficiente per adottare misure per fronteggiare l’evento». Alla Capitaneria di porto spetta il compito della messa in sicurezza dei pescherecci per evitare che, quelli fermi nel porto canale, vengano trascinati via dalla piena, mettendosi di traverso e creando un’ostruzione sotto i ponti. Poi si sta prevedendo il possibile posizionamento preventivo di new jersey nei punti eventualmente critici: quando scatta l’allarme le popolazioni residenti lungo l’argine dovrebbero essere invitate ad allontanarsi o, perlomeno, a sistemarsi nei piani più alti delle abitazioni.
Per le soluzioni a lunga scadenza si pensa alla realizzazione e installazione di porte automatiche a chiusura stagna da sistemare, ad esempio, nel varco che dal parcheggio della golena sud porta direttamente in via delle Caserme, in via Orazio, o a ridosso del ponte Capacchietti, senza dimenticare il progetto già in itinere di rifacimento degli argini, collegato alla costruzione del Ponte ex Camuzzi.
Una nuova riunione si terrà il prossimo 29 febbraio per verificare le adesioni al Protocollo d’intesa.