MOBILITA'

Pianeta bici: meno rischio sulle strade e proposte sulle piste ciclabili

«Anche il ciclista deve rispettare il codice della strada»

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Pianeta bici: meno rischio sulle strade e proposte sulle piste ciclabili
ABRUZZO. Il ciclista investito nei giorni scorsi a Tortoreto - ed ancora in coma – ripropone ancora una volta i dati drammatici dell’incidentalità stradale per le due ruote.

Un fenomeno che rischia di produrre assuefazione, come se questo livello di rischio fosse insito nella mobilità delle persone in bici. «Non è così – secondo il colonnello dei Carabinieri Alberto Guidoni, appassionato ciclista ed esperto di circolazione stradale – perché si può diminuire sensibilmente questo rischio sia agendo sulla psicologia e sulla sicurezza tecnologica del ciclista sia sulle infrastrutture stradali sia infine educando alla percezione del rischio attraverso una maggiore informazione. E comunque anche il ciclista è un utente che deve rispettare il Codice della strada al pari degli automobilisti».
Intanto le bici debbono procedere su unica fila, salvo che un ciclista sia minore di anni dieci e proceda sulla destra dell’altro. Le bici devono essere tenute il più vicino possibile al margine destro della carreggiata, anche quando è ammessa la marcia per file parallele, salva la necessità di svoltare a sinistra negli incroci senza semafori o sorpassare. Nell’incrocio tra strada e pista ciclabile in cui è previsto un semaforo speciale per la bici, quest’ultima si comporterà come un veicolo seguendo la traiettoria indicata dal suo semaforo. Senza semafori invece, sulle intersezioni semaforizzate i ciclisti debbono comportarsi come i pedoni. In strada è comunque vietato fare improvvisi scarti e “zig –zag” e occorre tenere libero l’uso delle braccia e delle mani reggendo il manubrio almeno con una di esse, senza limitarsi visuale e libertà di manovra, con divieto di farsi trainare e trainare veicoli.
Anche se non è tecnicamente ed economicamente proponibile una viabilità per l’utenza debole totalmente indipendente dalla viabilità normale, quantomeno è necessario garantire al ciclista la continuità territoriale in ambito urbano e periurbano, eliminando le barriere insormontabili: si tratta di attrezzare meglio le rotatorie e di rivalutare la rete stradale secondaria, realizzando così una progressiva estensione del territorio per le biciclette. In città dovrebbero essere aumentate le corsie separate per le bici sulle strade di scorrimento, potenziando anche le piste ciclabili sulle strade residenziali o di quartiere. E come all’estero, ai semafori si dovrebbero realizzare spazi di attesa davanti alle automobili, con la riqualificazione fisica e gestionale della strada al fine di far diminuire la pericolosità ciclabile. Il che significa anche il divieto assoluto della fermate brevi delle auto dove è presente il traffico ciclabile, la rimozione dei cassonetti dalla sede stradale, la pavimentazione in ottimo stato ed i tombini a livello, tutti elementi che possono contribuire alla sicurezza delle biciclette.
Di bicicletta e del suo uso in città si parlerà domani mattina in un incontro organizzato da Pescarabici alla libreria Feltrinelli. Sarà illustrato il rapporto sul questionario distribuito a settembre nel corso della Giornata Europea della Mobilità Sostenibile. Il questionario - hanno risposto oltre 500 persone - fornisce molte informazioni utili su quello che pensano i pescaresi dello stato delle piste ciclabili e delle politiche pubbliche per la mobilità sostenibile, e permette di sondare quali sono i provvedimenti più urgenti e attesi da attuare a favore dell’utenza ciclistica. Oltre ai risultati del sondaggio statistico, l’Associazione presieduta da Giancarlo Odoardi presenterà una valutazione di massima dello stato delle piste ciclabili di Pescara e proposte di interventi sulla redazione del Biciplan, ossia il piano di completamente e collegamento delle piste ciclabili cittadine e provinciali.