LA DIFESA

Stupro di Pizzoli, «il militare non voleva ucciderla»

Rapporto consenziente, dice la difesa. Il militare «è un bravo ragazzo»

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Stupro di Pizzoli, «il militare non voleva ucciderla»
AVELLINO. Nel pomeriggio di ieri l’avvocato Alberico Villani di Avellino ha ricevuto l’ordinanza di custodia cautelare del suo assistito. «Siamo sorpresi per l’accusa di tentato omicidio», commenta a PrimaDaNoi.it.

Svolta per il presunto stupro di Pizzoli avvenuto  nella notte tra l'11 ed il 12 febbraio fuori alla discoteca Guernica. Ieri mattina Francesco Tuccia, originario di Montefredane, un comune di poco più di duemila anime, è stato prelevato dalla caserma Campomizzi e, espletate le formalità di rito, portato nel carcere aquilano. Poi un nuovo trasferimento, poco più tardi, nel penitenziario di Teramo dove si trova una sezione dedicata ai soggetti reclusi per reati attinenti i reati di stupro e violenza sessuale. Una sezione dove i carcerati non rischiano di essere aggrediti dagli altri ‘ospiti’ dal momento che per la legge del carcere questo è uno dei reati che non viene perdonato.
Ma l’accusa mossa nei confronti del giovane campano non è soltanto quella di violenza sessuale ma se n’è inserita un’altra: tentato omicidio. La richiesta era stata avanzata dal legale della vittima che aveva già evidenziato nei giorni scorsi che le modalità dei fatti potevano configurare accuse anche più gravi della "semplice" violenza sessuale.
«Siamo sorpresi per questo capo di imputazione», spiega l’avvocato Villani a PrimaDaNoi.it, «ho appena letto l’avviso di garanzia e devo dire che questa difesa non concorda con l’impostazione accusatoria. Sarà un bel processo, cercheremo di verificare tutte le accuse mosse nel corso delle indagini preliminari per poi arrivare al processo».
Eppure la giovane vittima, una studentessa di Tivoli ancora ricoverata in ospedale a causa delle «gravissime lesioni», così le chiama il pm Mancini, riportate agli organi genitali, ha raccontato alla mamma di aver avuto la netta sensazione che il suo carnefice volesse ammazzarla. «Quelli mi volevano uccidere», è stata una delle frasi riferite a poche ore dal fatto. 

«NESSUNA VOLONTA’ OMICIDA»
«Non c’era nessuna volontà omicida», ribadisce Villani. «Il giovane non aveva alcuna intenzione di uccidere e lo dimostra il fatto che non si è allontanato dalla discoteca. Dopo aver consumato il rapporto sessuale, consenziente, non è scappato, non è fuggito, ma è ritornato all’interno del locale, non si è sottratto alle proprie responsabilità e punteremo tutto su questo punto».
E che il ragazzo sia tornato in discoteca dopo l’aggressione viene confermato anche dall’accusa. Secondo le indagini dei carabinieri, infatti, Tuccia, dopo essere uscito dal locale insieme alla vittima ritornerà in sala dopo dieci minuti, sporco di sangue.
Nessuno ha invece notato la giovane che qualche minuto dopo sarà soccorsa fuori dal proprietario del locale e dagli uomini della sicurezza, priva di conoscenza in una pozza di sangue e con un quadro clinico che consiglia al personale del pronto soccorso l’immediato accompagnamento in ospedale, ove sarà sottoposta ad intervento chirurgico urgente.
Proprio l’aver visto i ragazzi insieme durante la serata ha indotto gli addetti alla sicurezza a trattenere il sospettato sino all’arrivo dei Carabinieri, chiedendo chiarimenti sull’accaduto ad un interlocutore che si è trincerato di volta in volta dietro risposte di comodo.

«SI E’ SPAVENTATO»
Il pm David Mancini sostiene che  la ragazza sarebbe stata seviziata con l'utilizzo di un oggetto che non e' mai stato ritrovato. Diversa l’opinione della difesa che ribadisce: «è stato un rapporto sessuale consenziente». Il ragazzo ha raccontato che durante le fasi preliminari la ragazza avrebbe cominciato a perdere sangue e che nessun oggetto sarebbe stato utilizzato.
Secondo l’avvocato, Tuccia non ha lasciato la giovane a terra morire ma «si è spaventato proprio per l’abbondante fuoriuscita di sangue. Stiamo parlando di un ragazzo di venti anni e mezzo non di un uomo grande e grosso. Non aveva alcuna intenzione di sparire, lo ripeto».
Si aspettava di essere arrestato? «Sapeva che poteva succedere come no…adesso ci prepariamo all’interrogatorio di garanzia che dovrà avvenire entro martedì. Tuccia è un ragazzo di un’ottima famiglia di modeste origini», sottolinea ancora il legale.
Intanto arriverà nelle prossime ore dal 33/esimo Reggimento dove prestava servizio il giovane fino a ieri mattina (è rimasto regolarmente in caserma in tutti questi giorni tra il presunto stupro e l’arresto) la «sospensione cautelativa». Un provvedimento, dicono i vertici, volto a «tutelare lo stesso indagato e per salvaguardare l'immagine della forza armata cui appartiene».
Fino a ieri sera, conferma il legale, nessun provvedimento era stato ancora notificato. «Lui è un caporale in ferma breve», chiude Villani. «Ha scelto quella vita per guadagnarsi un tozzo di pane».
Alessandra Lotti