IL CASO

Stadio Cornacchia: la pista è a pezzi. I 2 milioni per il rifacimento buttati al vento

Il sale per sciogliere la neve e i chiodi per fissare i teloni hanno distrutto le corsie

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Stadio Cornacchia: la pista è a pezzi. I 2 milioni per il rifacimento buttati al vento
PESCARA. I lavori di stendimento dei teloni antineve hanno provocato profonde buche sul rettilineo d’arrivo della nuova pista dello stadio di Pescara

In questo caso il maltempo c’entra fino a un certo punto, perché la pista di atletica leggera dello Stadio Adriatico Cornacchia di Pescara è stata seriamente danneggiata dai lavori di stendimento dei teloni di protezione del manto erboso, compiuti per riparare il campo dalla neve. Un guaio non da poco visto che appena 3 anni fa, in occasione dei Giochi del Mediterraneo, erano stati investiti 2 milioni di euro per la ricostruzione ex novo.
Dopo che la neve è stata spalata, le società di atletica che si allenano sull’anello dell’Adriatico Cornacchia hanno trovato la sgradita sorpresa della presenza di buchi sparsi sul rettilineo d’arrivo della pista. I lavori di fissaggio dei teloni hanno prodotto dei profondi fori, del tutto ignorati evidentemente dai responsabili, che non hanno tenuto conto degli enormi danni procurati alla pista, importante patrimonio dell’intera atletica italiana e abruzzese, che ogni anno vi organizzano manifestazioni di campionato e meeting vari.
La pista ospita anche l’intensa attività di allenamento di alcuni atleti di interesse nazionale e delle cinque società pescaresi di atletica presenti nell’impianto.
Ma non è finita qui, perché oltre a causare i fori, c’è chi ha pensato bene di spargere del sale per accelerare lo scioglimento della neve, elemento fortemente corrosivo per il manto della pista. Inoltre, sono state utilizzate attrezzature per le gare di atletica, come gli ostacoli, per fissare i teloni sul prato.
La coesistenza con il calcio ha ormai raggiunto livelli critici per l’intero movimento dell’atletica pescarese, già costretta a fare i conti con le numerose chiusure infrasettimanali dell’impianto, per via dell’organizzazione delle partite, e con i danneggiamenti causati dal lancio di petardi da parte dei tifosi locali della Curva Nord.
Ora, anche la presenza di buche, che mettono a rischio la stessa agibilità di una delle piste storiche dell’atletica italiana.
Il consigliere nazionale della federazione di atletica leggera, Augusto D’Agostino, esprime tutto il suo disappunto per i nuovi danni riportati dalla pista: «Questo fatto mi lascia disorientato, perché una pista di tale valore economico, costata 2 milioni di Euro, e di tale importanza a livello nazionale e internazionale, ha subito danni di notevole gravità, che ne hanno ridotto l’efficienza tecnica. Ora», prosegue D’Agostino, «faremo i dovuti passi verso le istituzioni competenti, affinché intervengano per ripristinarne la funzionalità».
Ed ora chi paga?