OMICIDIO MELANIA REA

Parolisi, ‘Chi l’ha visto?’ insiste sulla giornalista-postina

Salvatore in cella tra risate e lettere d’amore

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Parolisi, ‘Chi l’ha visto?’ insiste sulla giornalista-postina
TERAMO. Il fratello di Melania, Michele Rea, e lo zio Gennaro, ancora una volta ospiti della trasmissione televisiva ‘Chi l’ha visto?’

Eccesso di presenzialismo: li ha accusati persino Salvatore Parolisi, intercettato in carcere mentre parla con il suo compagno di cella. «Siamo qui solo perché vogliamo la verità», hanno ribadito i parenti. «Non siamo egocentrici, è lui che tiene all’immagine e scommettiamo anche che sarebbe disposto a fare un film se qualcuno glielo chiedesse».
«Noi aspettiamo giustizia», ha detto il papà di Melania al telefono. «Io non commento il nulla (riferendosi alle frasi di Salvatore intercettate «i miei suoceri sono dei cafoni ignoranti»). So solo che avevo una figlia stupenda».
Ieri sera la trasmissione di Rai 3 è tornata a parlare anche della ‘giornalista postina’ di Mediaset, di cui si era già occupata sette giorni fa. La circostanza era stata seccamente smentita da Salvo Sottile, conduttore di Quarto Grado, ma il programma di Federica Sciarelli ha mostrato le lettere contestate e la relazione dei carabinieri.
«Io questa persona non la giudico una giornalista…se ne vedono di cotte e di crude», ha detto Michele Rea prima di essere bloccato dalla Sciarelli che ha preferito non andare oltre.
Nella relazione dei carabinieri delle Marche si dice che Parolisi «per eludere la sorveglianza aveva usato all’occorrenza altre utenze telefoniche, sia pubbliche che appartenenti ad amici chiedendo di fare altrettanto a Ludovica». Sempre alla giovane amante avrebbe chiesto di evitare il più possibile di parlare al telefono o in macchina perché sospettava intercettazioni in corso.
«Parolisi», ha riferito sempre la trasmissione di Rai3 leggendo il verbale dei carabinieri, «prima dell’arresto aveva affidato ad una giornalista di Mediaset, con la quale aveva instaurato un forte legame di amicizia, il compito di prendere contatti proprio con Ludovica P. attraverso l’invio di una lettera».
La lettera è stata letta integralmente ieri sera. Questo il testo: «Cara (nome giornalista, mai riferito da Rai3) la busta chiusa non è per voi ma tu sai a chi mandarla. Mi raccomando che arrivi a destinazione. Chiamala ma non dirle della lettera, vedi quando è che lavora, vedi se sta in ferie, aspetta che torna a lavoro….inventati una scusa. Volevo sentirti…come stai, tutto a posto? Stai ancora a lavoro? Quando vai in ferie? Quando ritorni? Ok ….Ciao (nome giornalista) ti voglio bene come una sorella, non deludermi . Spero che la lettera che abbia scritto non sia troppo pesante, ho un po’ esagerato ma è così che mi sento. Verranno dei giorni migliori. Ho scritto dei pensieri che vorrei fossero scritti non tutti ma…digli a (nome nascosto da un bip) di correggerli perché io non sono bravo a scrivere. Ci saranno migliaia di errori, non chiamatemi ignorante che vi sento ahahahaha (risata)».
Subito dopo è stata letta anche la lettera che Parolisi ha inviato a Ludovica. «Ti ho mandato questa lettera tramite (nome giornalista) perché sul mio verbale di accusa non posso avere nessunissimo contatto con te. Se riceverai questa lettera mi raccomando non lo dire a nessuno e non fidarti di nessuno, non esporti, non voglio che gli altri ti giudicano. Sei una persona in gamba, sai come affrontarli e denuncia quei bastardi che hanno pubblicato le tue foto, sono dei mercenari di merda prima o poi tutte queste cattiverie le pagheranno. Se vuoi scrivermi fai come me, scrivi una lettera a (nome della giornalista), nella stessa busta ne metti una più piccola, sigillata, e gli chiedi di spedirmela, così non la leggeranno».
Ma oltre a questa lettera c’è anche un altro fatto di «grande interesse» per gli inquirenti, come si legge a pagina 34 dell’informativa: «la giornalista insieme ad uno scrittore hanno redatto una lettera facendola spacciare come scritta e inviata a loro via email da Parolisi la sera prima del suo arresto. La lettera è stata letta la sera dell’arresto in un programma televisivo». Nella missiva, riferisco i carabinieri, «il militare chiedeva giustizia, si professava innocente e dichiarava il proprio amore per la moglie e la figlia».

IL BACIO TAGLIATO
La procura ha inoltre scoperto che la stessa giornalista aveva ottenuto da Ludovica un filmato girato nel corso di una cena di fine corso. A questa cena avevano preso parte sia Ludovica che Parolisi. Quest’ultimo aveva fatto un discorso e poi baciato la sua amante davanti a tutti, soldatesse e militari. «Su richiesta delle ragazze» la giornalista avrebbe tagliato il bacio, perché ritenuto troppo compromettente e dannoso, sia per Parolisi che per la caserma.
I parenti di Melania hanno ribadito che tutti gli elementi che stanno emergendo, dalle telefonate con l’amante, alle lettera, alle chat porno, sarebbero da ritenersi fatti privati se Melania non fosse stata uccisa. «Dal momento che è tutto oggetto di indagine», ha commentato lo zio Gennaro, «riteniamo che siano cose rilevanti ai fini dell’inchiesta e non fatti privati». La scoperta delle chat porno da parte di Melania, secondo gli inquirenti, potrebbe essere un valido movente per giustificare il tragico omicidio.
Agli atti c’è inoltre anche una intercettazione ambientale della sorella di Parolisi dell’agosto scorso: «me ne sono accorto adesso di avere un fratello bugiardo, che razza di fratello tenevo, ora me ne sono accorta, comunque ora si è ritrovato tutto contro e così ora deve andare, fa niente, basta che si finisce in grazia di dio».
Da altre intercettazioni, anche recentissime, inoltre c’è la conferma che Parolisi in carcere continua a ricevere lettere dalle ammiratrice e lui è particolarmente compiaciuto da questo risvolto.
Nei giorni scorsi, intanto, il gip ha rigettato la richiesta di arresti domiciliari avanzata dai legali del caporal maggiore. Per il tribunale, infatti, «l’indole mite dell’indagato», così come descritto dai suoi difensori, «sarebbe precedente al delitto». Dopo la morte di Melania, invece, il militare ha «adottato una condotta portata a inquinare le prove e ad escludere che fosse un buon marito. L’arma del delitto inoltre non è stata ancora trovata e si sospetta che ci sia ancora margine per inquinare le prove.
Fatti privati? La conduttrice della trasmissione ha smentito seccamente dicendo che quanto stanno riferendo in queste settimane è tutto contenuto negli atti dell'inchiesta e non si tratta più di atti segreti.
a.l.