GAS & PETROLIO

Estrazione gas. Forest Oil cerca fornitori locali: «puntiamo sul territorio abruzzese»

La società inizia la ricerca sul web. Confindustria ringrazia

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L'impianto previsto (ricostruzione virtule)

L'impianto previsto (ricostruzione virtule)

CHIETI. Feroci le proteste dei cittadini e amministrazioni locali contro la Forest Oli e l’impianto di estrazione e produzione gas di Bomba ma l’azienda vuole puntare sul territorio, nonostante tutto.

Sabotaggi (mai identificati i responsabili), accuse, contestazioni e fermi no al progetto (come quelli della provincia di Chieti e di 19 Comuni della media Valle del Sangro): l’impianto nei pressi del Monte Pallano, nel Comune di Bomba, dai residenti della zona non viene visto di buon occhio. E se l’occupazione minima garantita è di appena 12 persone a tempo pieno per 11 anni, adesso si cerca di creare un indotto parallelo.
L’azienda ha più volte cercato di spiegare la propria posizione e chiarire anche i dubbi dei comitati cittadini. Le posizioni, però, sembrano inconciliabili. Adesso la Forest Oil fa un altro passo verso il territorio e annuncia che è alla ricerca di aziende locali disposte a fornire servizi. La selezione si farà sul web. «Verrà in questo modo incentivato», spiega la società, «lo sviluppo economico del territorio, grazie al coinvolgimento delle imprese locali e al ritorno occupazionale che ne deriverà».

La ricerca di fornitori è rivolta a una pluralità di imprese, attive in vari settori merceologici, dalle attività estrattive alle costruzioni, dal trasporto al commercio all’ingrosso. «In vista della conclusione dell’iter autorizzativo, riteniamo che questo sia il momento opportuno per entrare in contatto con potenziali fornitori che siano interessati a collaborare con Forest Oil», dichiara il general manager Giorgio Mazzenga.
E Confindustria Chieti ringrazia: «in un momento così difficile per la congiuntura economica, abbiamo voluto dimostrare il nostro appoggio al progetto Forest Oil, in grado di contribuire al rilancio dell’economia di Bomba e dei comuni limitrofi nella provincia teatina», sostiene il presidente Paolo Primavera.
In più sedi Confindustria ha ribadito che è a favore dello sviluppo industriale sostenibile in parallelo con la tutela delle aree protette e delle risorse naturali del nostro territorio ed è contro «tutti i tentativi di disinformazione portati avanti per creare nuove e infondate paure nella cittadinanza».
«Piuttosto che occuparsi di legalità e di tutela dei cittadini – aggiunge Primavera - si pensa a ostacolare la presenza di attività industriali, sia nuove che storiche, e ciò dimostra una visione limitata e miope che può creare danni irreparabili al nostro tessuto economico già fragile e stravolto dalla crisi economica globale. Opportunità come quella offerta dalla Forest Oil sono occasioni importanti di sviluppo; si tratta di un’azienda innovativa che, con l’ausilio di tecnologie avanzate e di alto profilo, apporterà, quotidianamente, notevole valore aggiunto al nostro territorio».
«La realtà è che l’impianto a Bomba, così come previsto nel progetto della multinazionale, contrasta con le prescrizioni del Piano della Qualità dell’aria di cui la Regione Abruzzo si è dotata con la giunta di centro sinistra», commenta il consigliere regionale Franco Caramanico (Sel), secondo cui la Commissione chiamata a giudicare sulla Valutazione di impatto ambientale deve tenere conto di «quelle che sono le indicazioni previste nel Piano. Ovvero che simili impianti, come quello della Forest, possono sorgere solo in nelle aree produttive attrezzate, una indicazione nella quale non rientra di certo la centrale della Forest Oil».