LA RELAZIONE

Comune L’Aquila «mancano imparzialità e legalità». Ecco la macchina amministrativa nel 2011

«Riscontrate gravi criticità» dalla Commissione Controllo

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Il sindaco Cialente

Il sindaco Cialente

L’AQUILA. «Mancato rispetto dei principi di imparzialità, liceità ed a volte di legalità nella gestione del personale, incarichi dispensati a iosa, ordini del giorno difficili da interpretare».

Sono alcune delle “anomalie”  della macchina amministrativa de L’Aquila, spuntate fuori  dalla relazione  annuale 2011 della  V Commissione Garanzia e Controllo. Domani il presidente Enzo Lombardi  presenterà in Consiglio il testo integrale.
La commissione ha monitorato e vigilato la gestione del personale del  Comune (24 sedute) e la ricostruzione post sisma (15 sedute) riscontrando criticità di non poco conto.
La relazione mette a nudo una macchina amministrativa in affanno e disorganizzata. La lista delle cose che non vanno è lunga e corposa; si va «da bandi di concorso per il reclutamento di personale a tempo determinato basati sulla sola valutazione dei punteggi attribuiti con autodichiarazione, agli ordini del giorno difficili da interpretare, alla disorganizzazione tra gli uffici, alla deficiente gestione del sito internet, a controlli sulle gestioni, spesso inefficienti, disinvolte e dispendiose delle società partecipate».
 
«ARRAFFARE  IL POSSIBILE»
«L’anno 2011 è stato caratterizzato dalle gravi criticità che hanno investito i settori nevralgici del funzionamento della macchina comunale e dell’andamento della ricostruzione della Città de L’Aquila». Parola di Enzo Lombardi.
Il numero uno della Commissione vigilanza evidenzia nella gestione del personale il mancato rispetto dei principi di imparzialità, liceità, opportunità ed, a volte, anche di legalità.
Basti pensare, sottolinea  «ai cambi di profilo per i quali è stata addirittura modificata, ad hoc, la pianta organica dell’Ente, le abnormi progressioni di carriera, l’attribuzione senza procedure di mansioni superiori, i bandi di concorso per il reclutamento di personale a tempo determinato basati sulla sola valutazione dei punteggi attribuiti con autodichiarazione dei concorrenti, l’abnorme attribuzione e gestione degli incarichi dirigenziali».
Procedure che hanno evidenziato  secondo Lombardi, come al centro della gestione,  vi fosse «da parte di pochi la volontà irrefrenabile di “arraffare” il possibile».

ODG INCOMPRENSIBILI

Un altro deficit riscontrato dall’organo di controllo riguarderebbe lo stato di attuazione delle mozioni e degli ordini del giorno approvati dal Consiglio Comunale.
 La Commissione ha rilevato che spesso le proposte di ordini del giorno sono strutturate in modo da renderne difficoltosa l’interpretazione e quindi, l’attuazione. Perciò ha  proposto di dare più sostanza alla parte dispositiva degli ordini del giorno. A complicare le cose, la procedura della nomina del responsabile del procedimento di mozioni ed odg, al quale la norma assegna il limite di 30 giorni per la loro esecuzione. Termine che  non viene rispettato, rendendo così impossibile al sindaco di poterne riferirne al Consiglio Comunale lo stato di attuazione.
 
TRASPARENZA  KO

C’è poi la disorganizzazione logistica dell’Ente, aggravata dalla mancata informatizzazione dei servizi e da una inefficiente gestione del sito internet.
A monte, sottolinea Lombardi, «c’è una forte reticenza alla integrale pubblicazione di tutti gli atti e le notizie da organizzare on-line nonostante gli obblighi di legge».
 
CONTROLLI MANCATI
A completare il quadro si aggiungono il mancato riutilizzo degli immobili di proprietà comunale al posto di nuove strutture da affittare come sedi di uffici, la materia complessa e delicata dell’assistenza alla popolazione sulle tematiche abitative provvisorie dei progetti C.A.S.E., M.A.P., Fondo Immobiliare, affitti concordati, casette di legno, Contributi di Autonoma Sistemazione (C.A.S.) e l’assenza di un valido regime di sistemi di controlli incrociati per evitare abusi. Così come viene riscontrata la carenza di  controlli sulle gestioni, spesso inefficienti, disinvolte e dispendiose delle Società partecipate. 
«Si aggiungono», conclude Lombardi, «i rapporti fortemente problematici con il sistema commissariale e la Struttura Tecnica di Missione, i ritardi e le inefficienze della ricostruzione, le lungaggini ed i costi diretti ed indiretti (quelli dei cittadini!) della cosiddetta filiera Fintecna, Reluis e Cineas, le problematiche inerenti il ripristino strutturale e la riattivazione del Centro Servizi Anziani».
 
Marirosa Barbieri