LIBERALIZZAZIONI

Chieti, ordine degli avvocati in sciopero: «i diritti non sono merce»

Giovedì e venerdì astensione dalle udienze

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Pierluigi Tenaglia

Pierluigi Tenaglia

CHIETI. L’ordine degli Avvocati di Chieti incrocia le braccia giovedì 23 e venerdì 24 febbraio contro la liberalizzazione della professione forense.

Anche l’avvocatura teatina si unisce alle due giornate di sciopero proclamate a livello nazionale dall'Organismo di rappresentanza politica dell'Avvocatura italiana. Ad annunciarlo il presidente dell’ordine, Pierluigi Tenaglia.
L’Ordine contesta diverse misure legislative che in nome della liberalizzazione vanno a svilire la categoria. La prima novità riguarda il tirocinio (che precede l’esame di stato obbligatorio per svolgere la professione), fissato a 18 mesi di cui sei potranno esser svolti presso le università di appartenenza e durante la fase ultima degli studi, quando lo studente è un laureando e quindi in procinto di laurearsi.
La seconda novità liberalizzazioni riguarda il preventivo della prestazione richiesta che l’avvocato deve obbligatoriamente presentare ai propri clienti prima di accettare l’incarico. Poi c’è la questione tariffe. Le norme sulla liberalizzazione vogliono abolire le tariffe minime e massime. Questo potrebbe provocare, secondo i professionisti, un servizio più scadente. Infine sarà possibile per le società di capitale entrare come soci di maggioranza negli studi professionali.
«Le proposte legislative sul campo», commenta Tenaglia, «sono  lungi dall’essere effettivamente liberalizzatrici sono soltanto punitive e depressive per una categoria professionale fondamentale per la tutela dei diritti dei cittadini. Per il presidente, inoltre, i provvedimenti in materia di giustizia che piuttosto che ridurre il contenzioso giudiziario e la durata dei processi, di fatto prevedono una serie di oneri e di attività burocratiche meramente formali a carico degli avvocati».