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Botta e risposta Carichieti-sindacati. Domande ancora sul tavolo

Sicurezza e stipendi le due questioni cardine

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Il dg Roberto Sbrolli

Il dg Roberto Sbrolli

CHIETI. I sindacati chiamano. Carichieti risponde?

Fabi, Fiba Cisl, Cgil Fisac, Ugl credito e Uilca Uil tornano a  chiedere chiarimenti «sull’aumento degli stipendi dirigenziali, sull’annunciato rinnovamento aziendale e soprattutto sulla sicurezza  dopo le ultime due rapine in Madonna delle Piane e a Chieti Scalo». Da Carichieti: «compensi immutati. Rinnovamento in vista».
E’ un botta e risposta tra Carichieti e sindacati. Dopo le domande delle sigle arrivano le precisazioni a stretto giro dell’azienda.
«La politica di remunerazione viene decisa non dal Cda ma dall’assemblea dei soci», precisa la banca, «a livello di gruppo i compensi di amministratori e sindaci si sono ridotti del 15%, mentre a livello di Carichieti sono rimasti immutati, i compensi degli organi dell’alta direzione sono stati riparametrati agli attuali livelli di mercato, riguardo al rinnovamento di cui per i sindacati non vi è traccia sono stati intrapresi nel corso del 2011 numerose attività finalizzate alla riorganizzazione interna. L’anno 2012 sarà un anno in cui la Cassa sarà di sostegno all’economia del territorio in un momento così difficile».
La replica della Cassa arriva dopo una serie di domande ed osservazioni presentate dai sindacati. In particolare le sigle chiedevano quali fossero i dettagli sul nuovo progetto territoriale, quali ragioni tecniche, organizzative e produttive  ci fossero  alla base «dei numerosi trasferimenti di personale a fronte delle recenti rapine» che hanno interessato alcune succursali della Carichieti.
Ma le sigle chiedevano anche lumi sui progetti per il personale di Bologna «a fronte dell’apparente disimpegno in atto sul fronte delle cessioni del quinto» e sull’aumento di circa il 10% dei compensi del 2010 agli amministratori e sindaci, contro «il solo +1%» delle retribuzioni dei dipendenti.
In riferimento ai dati aziendali e di bilancio, le parti si sono impegnate ad avere un confronto sulle risultanze contabili non appena completato il bilancio annuale e il 19 marzo ci sarà un nuovo incontro. Il direttore generale, assicurano i sindacati, «ha anticipato che dalle prime risultanze i dati sono molto confortanti».
 I sindacati intanto tornano ad insistere sulla sicurezza dell’Istituto. Da anni chiedono di predisporre una accurata attività di prevenzione basata su una adeguata valutazione dei rischi.
«Le dinamiche delle ultime due rapine perpetrate ai danni della Carichieti», dicono, «verificatesi a breve distanza l’una dall’altra (Madonna delle Piane e di Chieti Scalo) evidenziano una  pericolosa carenza organizzativa, già segnalata dalla Banca d’Italia. La conoscenza approfondita da parte dei malviventi dell’esatta allocazione di armadi e la loro dimestichezza nel percorrere un vero e proprio labirinto delle Filiali, denotano dei punti deboli per la sicurezza, che a nostro avviso non sono correttamente valutati».
Le sigle denunciano anche «la deficitaria organizzazione di talune attività, non ultima quella di gestione delle tesorerie delle sedi periferiche, nelle quali lavoratrici e lavoratori possono trovarsi in situazioni di pericolo o oggetto di truffa».