LA SENTENZA

Bonifica Saline, Comune Montesilvano condannato dal Tar

Rifondazione: «conferma della cialtronaggine del centrodestra»

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Bonifica Saline, Comune Montesilvano condannato dal Tar
MONTESILVANO. Il Comune di Montesilvano condannato a pagare 5 mila euro (più altri 3 mila di spese legali) alla Regione Abruzzo.

La questione ruota intorno alla demolizione di alcune baracche sul fiume Saline. La scoperta venne fatta nell’estate del 2010 e il Comune chiese alla Regione di provvedere alla pulizia dell’area dove giravano liberi anche due cavalli. Ma l’Ente regionale chiese a Cordoma di sbrigarsela da solo perché la faccenda era di propria competenza. Alla fine la questione è arrivata anche al Tar e i giudici del tribunale amministrativo hanno dato ragione, su tutta la linea, alla Regione riconoscendogli anche un danno d’immagine dal momento che  «la vicenda è stata pubblicizzata dalla stampa locale e non avendo il Comune provveduto ad alcun intervento correttivo o di autotutela». Chiara e senza dubbi, quindi, per i giudici la «colpa del Comune di Montesilvano», palese la «violazione di legge e la persistente negligenza comportamentale».
Ma per Maurizio Acerbo e Corrado Di Sante di Rifondazione Comunista la vicenda è da ritenersi come «il solito teatrino del centrodestra», mentre nessuno mette in sicurezza la discarica di Villa Carmine.
«La vicenda farebbe sorridere», commentano il consigliere regionale e il segretario provinciale, «se non ci trovassimo davanti ad un Sito d’Interesse Nazionale di bonifica,  ovvero la discarica lineare di rifiuti più lunga d’Italia, e se non ci trovassimo davanti a gravi inadempienze del sindaco Cordoma e della stessa  Giunta di centrodestra guidata da Chiodi. Inadempienze sottolineate nero su bianco più volte dallo stesso Ministero dell’Ambiente a più mandate».
 Infatti il 6 dicembre 2010 il Ministero aveva intimato  alla Regione Abruzzo di procedere al commissariamento  del comune di Montesilvano e alla nomina di un commissario ad acta per la produzione dei risultati del Piano di caratterizzazione e alla messa in sicurezza della discarica di Villa Carmine  per la “reiterata inerzia” e  le gravi ed annose inadempienze della giunta comunale di centrodestra.  Già nel 2004 il Wwf aveva segnalato al Ministero che la situazione del sito stava ulteriormente peggiorando con discariche diffuse sulle sponde del fiume Saline. Addirittura non si è riusciti neanche a completare il posizionamento dei teli impermeabili sulla discarica di Villa Carmine e ad effettuare il Piano di caratterizzazione per il monitoraggio di dettaglio dei contaminanti di questo sito specifico, un intervento avviato nel lontano 2005.
Nel 2007 e poi nel 2008 il Ministero aveva espresso giudizi molto duri su questa situazione arrivando a dare 15 giorni di tempo al Comune di Montesilvano per adempiere, senza riuscire a smuovere praticamente nulla.
«Nel frattempo la discarica di Villa Carmine», continuano i due esponenti di Rc, «continua a riversare il percolato nel fiume Saline, arrecando ripercussioni sulla salute dei cittadini, sull’ambiente fluviale e non ultimo sul nostro mare». È trascorso più di un anno dalla conferenza dei servizi presso il Ministero dell’Ambiente  e più di sei mesi dalla interrogazione di Rifondazione presentata in Regione Abruzzo, interrogazione ancora in attesa di risposta,  e nulla è stato fatto.
 «Questa è un’ ulteriore conferma della cialtronaggine del centrodestra montesilvanese e in Regione. È ora di voltare pagina a cominciare da Montesilvano nelle prossime elezioni di primavera», chiudono Acerbo e Di Sante.