PESCARA

Pescara, riparte il ripascimento morbido della riviera con l’aiuto del Wwf

L’anno scorso lo stop a causa dell’inchiesta della magistratura

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Pescara, riparte il ripascimento morbido della riviera con l’aiuto del Wwf
PESCARA. Il Comune di Pescara è pronto a riavviare il ripascimento morbido della riviera sud.

La sabbia necessaria verrà prelevata dalla spiaggia libera antistante l’area della Madonnina, sul lungomare nord, senza interferire con la presenza dell’uccello Fratino, grazie alla collaborazione e al coinvolgimento del Wwf che aiuterà il Comune a identificare, proteggere e isolare le aree interessate dalla nidificazione della specie protetta, ma al tempo stesso ad attingere all’arenile per ricaricare il litorale di Porta Nuova.
L’ anno scorso il Comune avevamo cominciato, operando in collaborazione con l’Azienda del porto turistico Marina di Pescara, cercando di portare sull’arenile la sabbia dragata dallo stesso porto turistico ma, nonostante le analisi favorevoli dell’Arta, l’intera procedura è stata bloccata dall’apertura di un’inchiesta da parte della magistratura che ravvisò la presenza di ipotetici inquinanti in quella sabbia, che è stata rimossa, fermando ogni altra operazione visto che ormai si era arrivati a ridosso della stagione balneare e si doveva consentire agli operatori di lavorare e di iniziare l’estate.
«Questa volta», annuncia l’assessore Isabella Del Trecco, «abbiamo deciso di ricorrere a una procedura molto più tradizionale, ossia il prelievo della sabbia necessaria, 11mila metri cubi, direttamente dall’area della Madonnina che oggi di fatto rappresenta un deposito naturale e dove peraltro si sono riformate anche delle piccole dune». Nei giorni scorsi l’Arta, su incarico del Comune, ha già effettuato i prelievi per verificare la qualità del materiale e ha già certificato l’assenza di elementi inquinanti, che dunque consentirebbero l’utilizzo di quella sabbia, come del resto è avvenuto già decine di volte negli anni passati.
«Ma per noi resta il doppio ostacolo rappresentato dalla nidificazione dell’Uccello Fratino che è divenuta ormai specie stanziale sulla spiaggia di Pescara», ricorda Del Trecco, «lo stesso ostacolo che lo scorso anno ci ha impedito di ricorrere alla sabbia della Madonnina, facendoci optare per una soluzione diversa. Questa volta, purtroppo, non abbiamo alternative e per questa ragione abbiamo deciso di coinvolgere e farci affiancare dallo stesso Wwf per tutelare il Fratino ma, al tempo stesso, consentire quel ripascimento che è ormai vitale e improcrastinabile per un ampio tratto della riviera sud di Pescara».
Ieri mattina c’è stato il primo sopralluogo direttamente sul posto, passando dal molo nord. In sostanza il prelievo della sabbia dovrebbe cominciare dall’altezza del terzo trabocco proseguendo in direzione mare, ma fermandosi prima della riva, e arrivando a una profondità di 50 centimetri. «In tal modo non interferiremo con i nidi del Fratino, che si trova più a monte», assicura l’assessore.
Il Wwf effettuerà nelle prossime ore un ulteriore approfondimento ornitologico del ‘caso’, al fine di individuare con precisione millesimale l’area del Fratino, e garantire lo svolgimento in tranquillità delle operazioni di prelievo della sabbia. Entro giovedì il progetto approderà all’esame della giunta, con uno stanziamento pari a 150mila euro, quindi si potrà avviare le procedure di gara con l’obiettivo di realizzare il ripascimento a primavera. L’operazione interesserà tutti gli stabilimenti compresi tra il Fosso Vallelunga e il confine con Francavilla al Mare, ovvero quelle che sono rimaste escluse lo scorso anno dall’intervento.