PESCARA

L’opposizione le chiama «consulenze», Mascia «incarichi». L’esposto scatta lo stesso

Pd e Idv vanno alla Corte dei Conti. La giurisprudenza è chiara la condanna probabile

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 L’opposizione le chiama «consulenze», Mascia «incarichi». L’esposto scatta lo stesso
PESCARA. Sembra quasi un storiella divertente: la minoranza protesta perché l’amministrazione comunale concede «consulenze senza evidenza pubblica» ed il sindaco risponde che non si tratta di «consulenze» ma di «incarichi».

Il cambio di definizione -che per i più sarebbero sinonimi- per la maggioranza di centrodestra invece fa la differenza:  «gli incarichi di progettazione» non sono consulenze e per questo non c’è bisogno di evidenza pubblica.
Dopo le risposte «evasive», «puerili» e «prive di consistenza» alle interrogazioni protocollate in Consiglio, Enzo Del vecchio e Fausto Di Nisio, Pd e Idv, passano al contrattacco.
Nel mirino ci sono diverse collaborazioni esterne ad alto contenuto di professionalità affidate dal Comune di Pescara ad altrettanti professionisti. Tutti casi finiti nell’esposto sono stati già oggetto di discussione pubblica in Consiglio e sono stati conferiti «senza espletare alcuna procedura di evidenza pubblica».
 Ma le risposte non hanno soddisfatto gli interroganti.
Il primo incarico contestato è quello affidata all’architetto Colletti: 14 mesi di lavoro e un corrispettivo di 39.200 euro. Per il sindaco non si tratta si una consulenza ma di un «incarico di progettazione».
Il secondo incarico sul quale Del Vecchio e Di Nisio chiedono l’accertamento della Corte dei Conti è invece quello affidato all’avvocato Grossi: sei mesi di incarico e 17.280 euro di compenso come recita il provvedimento sindacale 1126 dg del 3 luglio del 2009. Ma per il sindaco Mascia fu una «consulenza gratuita».
Il terzo incarico contestato è quello affidato a Silvano Console: in questo caso il professionista «ha sottoscritto un contratto ai sensi degli articoli 2222-2238 del codice civile dietro presentazione di fattura quando l’art. 90 D.Lgs 267/ 2000 precisa che “al personale assunto con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato si applica il contratto collettivo nazionale di lavoro del personale degli enti locali”».
Ci sono poi anche gli incarichi di consulenza, «tutte senza espletare alcuna procedura di evidenza pubblica» alla società Lidea (55 mila euro nel 2010, 63 mila euro nel 2011 e 63 mila euro nel 2012) e all’architetto Michele Lepore (25 mila euro nel 2010 e 32.500 nel 2011).
Del Vecchio ha ricordato che il tribunale di Pescara ha condannato il precedente sindaco per non aver espletato alcuna procedura di evidenza pubblica, come previsto dai vigenti regolamenti comunali, nel conferimento di una funzione. «Nell'interrogazione ho fatto questo esempio pensando che potesse servire a dirimere la questione», ha spiegato l’esponente del Pd, «ma il sindaco Mascia nella sua risposta ha ritenuto che e' stata fatta confusione tra incarichi dirigenziali e collaborazioni esterne, sorvolando sul fatto che le procedure di evidenza pubblica previste dalla legislazione vigente e dai regolamenti comunali riguardano entrambi i casi».
Del Vecchio ha inoltre evidenziato che l'amministrazione «invece di fare ricorso all'avviso pubblico ha preferito modificare il regolamento comunale. Resta in piedi, pero', la legislazione nazionale che prevede l'obbligo di procedere all'evidenza pubblica ed alla comparazione dei curricula. Inoltre i regolamenti comunali che regolano questa materia sono due, ma l'amministrazione ne ha modificato solo uno. Pertanto - ha concluso Del Vecchio- la violazione rimane nei confronti del regolamento comunale e della legge nazionali».

MASCIA:«ALLA CORTE DEI CONTI? LI ABBIAMO INVIATI NOI GLI ATTI»

«E’ stata l’amministrazione comunale che, esattamente un mese fa, ha già invato alla Corte dei Conti tutti gli atti inerenti gli incarichi e le consulenze stipulati dal nostro governo cittadino e contestati dai consiglieri Del Vecchio e Di Nisio chiedendo l’esame dei ‘casi’ e delle procedure seguite. E’ dunque evidente che i due consiglieri d’opposizione giungono in ritardo su un iter già ampiamente avviato».
E’ la risposta dell’assessore al personale, Marcello Antonelli che ha anticipato anche di inviare anche «tutti i contratti articolo 90 stipulati dalla precedente amministrazione, cioè quei contratti inerenti lo staff del sindaco che non consentivano ai soggetti di firmare atti, come invece sembra sia accaduto tra il 2003 e il 2009. Ma a far luce su ogni singolo aspetto della questione, valutando l’esistenza di un possibile danno erariale, sarà la magistratura contabile».