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Consorzio Mario Negri Sud: piano di salvataggio della Provincia di Chieti

L’ente pubblico dona un immobile da 20 milioni di euro alla ricerca

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Consorzio Mario Negri Sud: piano di salvataggio della Provincia di Chieti
CHIETI. Trasformazione del Consorzio in una Fondazione e contestuale donazione dell'immobile di S. Maria Imbaro dalla Provincia alla Fondazione.

Sono i punti cardine del Piano di salvataggio del Consorzio Mario Negri sud che il Presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio e il Consigliere Paolo Sisti hanno presentato questa mattina a Lanciano nel corso di una conferenza stampa.
Il Presidente Di Giuseppantonio ha illustrato una vera e propria road map che porterà e definire tutti i passaggi entro il prossimo mese di novembre, previa adozione di atti e delibere da parte di tutti i soggetti interessati, ovvero i Soci del Consorzio. Sia per la stima del patrimonio del Consorzio, che attualmente è negativo per 1,8 milioni di euro, che per la valutazione dell'immobile, che ha un valore intorno ai 20 milioni di euro, si ricorrerà ad una perizia giurata.
Altro passaggio fondamentale nell'ambito della road map è il ripiano delle perdite pregresse che avverrà da parte dei tre soci i quali, ciascuno per la propria quota, formano  attualmente il Consorzio ovvero l'Istituto Mario Negri di Milano, la Provincia di Chieti e la Regione Abruzzo.
Il Consorzio è tra i primi dieci istituti di ricerca in Italia per valore delle pubblicazioni scientifiche ma con un passivo di bilancio di oltre 2 milioni di euro che mette a rischio i suoi 150 lavoratori.
Giovedi' 23 febbraio arrivera' in Abruzzo il direttore e fondatore del Mario Negri di Milano, Silvio Garattini, per il cda del Consorzio Mario Negri Sud e l'incontro con la commissione Bilancio della Provincia di Chieti, che da mesi lavora nei tavoli tecnici per salvare il Mario Negri Sud.
«La donazione da parte della Provincia di Chieti dell'immobile avra' un vincolo modale sulla destinazione d'uso per la ricerca - ha detto il capogruppo del Pdl e componente della commissione Bilancio, Paolo Sisti - vigileremo in qualita' di soci paritari sull'attivita' dell'Istituto come e' giusto che sia, ma in campo ci sono persone e professionisti serissimi».
 Alla conferenza stampa hanno partecipato alcuni ricercatori del Mario Negri Sud che hanno sottolineato l'importanza del contributo della Provincia, in quanto «l'immobile potra' essere utilizzato come garanzia per i prestiti che l'Istituto chiedera' alle banche, ad esempio, per poter accedere a bandi del Ministero che richiedono un anticipo della spesa».
    
«La scelta di trasformare il Consorzio in Fondazione deriva dalla necessità di dotare il Consorzio di una veste giuridica più adatta a svolgere l'attività di ricerca scientifica», ha detto il Presidente Di Giuseppantonio, «la Fondazione, infatti, per sua intrinseca natura, essendo ente senza scopo di lucro per previsione normativa, è destinata ad avere un ambito di consenso e legittimità maggiore in tutti gli ambiti sia istituzionali che sulla collettività: basti pensare al maggior raggio d'azione sui progetti di ricerca in ambito nazionale od europeo o alla maggiore capacità di attrarre liberalità, cioè donazioni, dai privati. Per quanto riguarda l'immobile, è bene sottolinearlo,  ci sarà un vincolo modale: ciò significa che la  Fondazione non potrà deliberare di venderlo ovvero di destinarlo ad altre finalità».
 «E' necessario che la  Fondazione sia in grado nel tempo di assicurare una gestione equilibrata per evitare il depauperamento del suo patrimonio. Per quanto riguarda la Provincia di Chieti credo che mai un Ente di queste dimensioni abbia investito 20 milioni di euro sulla ricerca: noi lo facciamo in maniera convinta, consapevoli della necessità di conservare un patrimonio di professionalità e competenze scientifiche di altissimo livello. Ma dev'essere chiaro - ha voluto evidenziare il Presidente Di Giuseppantonio - che il Negri Sud per andare avanti, al di là della Fondazione e della donazione dell'immobile, dovrà necessariamente raggiungere il traguardo che venne posto 32 anni fa, all'atto della sua nascita: ovvero la sua trasformazione in un campus nel quale entrino anche altri soggetti, penso ad esempio all'Università e altre istituzioni di ricerca. In questo senso lancio un appello alla Regione affinchè riconosca al territorio di Lanciano il polo della ricerca e su tale polo promuova insediamenti di quel genere».