PESCARA

Pineta dannunziana decimata dalla neve: centinaia di alberi danneggiati

Occorre un censimento, una stima dei danni e azioni per rinvigorire il polmone verde

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Pineta dannunziana decimata dalla neve: centinaia di alberi danneggiati
PESCARA. L’incuria, l’abbandono, i parassiti, il disinteresse, poi il cemento ed ora la neve.

C’è il rischio che la pineta dannunziana -un patrimonio storico e culturale prima ancora che ambientale- scopaia per sempre? Diciamo che il pericolo è fondato ed il rischio c’è : è reale. Magari la pineta del Vate non scomparirà domani né l’anno prossimo ma chi sarebbe in grado di scommettere che tra 10 anni sarà ancora lì? Già perché le condizioni più che precarie degli esemplari di conifere presenti nella vasta area verde della città sono davvero appese ad un filo. Ed ora dopo le nevicate eccezionali i danni sono ancora tutti da stimare. Sono moltissimi i rami caduti, gli alberi interi abbattuti dal peso della coltre bianca. Da una veloce perlustrazione potrebbe essere stato danneggiato il 10% del patrimonio forse di più. La colpa è anche della incuria e dell’abbandono degli alberi che non sono mai stati potati forse negli ultimi dieci anni e dunque sono cresciuti senza regole, magari storti e dunque più soggetti a crollare. La mancanza di manutenzione poi ha già mietuto vittime poiché molti alberi che potevano salvarsi -se curati- sono invece morti per sempre.
Si parla di verde pubblico ma la verità è che è sempre di meno e l’amministrazione non è sembrata in grado di poter custodire il gioiello che dopo il restyling del 2006 è stata lasciata all’abbandono. Eppure di fondi pubblici ne sono piovuti molti da quando la pineta è diventata “Riserva”.
Ora il Comune ha avviato una ricognizione per capire se vi sono pericoli nella completa apertura del parco, anche se alcune aree andrebbero meglio transennate. Inoltre bisogna stimare i danni subiti e magari iniziare a porvi rimedi sempre che non si sia già deciso ai piani alti che l’incuria è una scelta ben ponderata. Quando i pini saranno tutti scomparsi sarà più facile edificare.
I tentativi di cementificare si sono già palesati ma per ora l’iter amministrativo è stato fermato perchè viziato.
A porre l’attenzione sulla pineta dannunziana è anche Adele Caroli la consigliera indipendente che invita il Comune a fare un vero e proprio censimento della piante presenti.
«Credo che sia importante agire subito – spiega Caroli – in modo da far partire l’opera di conta dei danni e successivamente di recupero e rimboschimento, in coincidenza con l’arrivo della primavera. I danni subiti all’interno dei parchi e della pineta dannunziana sono stati ingenti. La salvaguardia del verde cittadino non deve avere colore politico, e non deve essere condita da polemiche perché i parchi e la pineta rappresentano un patrimonio unico e di tutti, ma che deve però essere preservato e salvaguardato. Per questo però l’importante è fare in fretta».
La domanda fondamentale però rimane sempre la stessa: si vuole davvero salvare la pineta?