LA RELAZIONE

Corte dei Conti: «Gli enti pubblici recuperino sobrietà, senso etico e sociale»

Vice procuratore Perin: «tenere alta la guardia nella ricostruzione aquilana»

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Corte dei Conti: «Gli enti pubblici recuperino sobrietà, senso etico e sociale»
ABRUZZO. Il maggior numero di denunce arrivate nel 2011 alla Procura della Corte dei Conti abruzzese riguarda la gestione del Servizio Sanitario.

«E' necessario chiamare alle loro responsabilità quegli amministratori e agenti pubblici che, senza giustificazione, male amministrano, provocando in tal  maniera un danno finanziario», ha chiesto il procuratore regionale della Corte dei Conti, Fausta Di Grazia, in occasione della cerimonia di apertura dell'anno giudiziario contabile che si è tenuta presso il complesso monumentale di San Domenico, nel centro storico dell'Aquila. L’enumerazione dei disservizi, degli sprechi, delle disfunzioni di questo settore si rileva «stancamente ripetitivo», ha spiegato  il vice procuratore generale Massimo Perin nella relazione annuale in occasione della inaugurazione dell’anno giudiziario 2012.Non vanno meglio le cose nelle varie amministrazioni pubbliche colpevoli di tenere troppo spesso «un approccio superficiale», ha sottolineato il vice procuratore. Talmente superficiale da non preoccuparsi «dei risvolti dei comportamenti illegittimi». La nota dolente viene rappresentata dai debiti fuori bilancio, «conseguenza di somme corrisposte per risarcimenti a terzi che erano stati ingiustamente lesi in anni precedenti». E così a pagare sono sia i cittadini, ha rilevato Perin, ma anche le nuove amministrazioni «che quei danni non avevano prodotto». Tutti danni causati, dalla «poca attenzione prestata a iniziative gestorie che richiedevano ben altra attenzione (ad esempio, licenziamenti immotivati di dipendenti, espropri mal realizzati, spese non regolarmente impegnate, contestazioni con le imprese affidatarie di lavori pubblici, ecc…)».

Ma la casistica degli illeciti riscontrati è lunga e disegna con precisione comportamenti scorretti che incidono sulle casse pubbliche. Così nel mirino della procura ci sono finiti gare per appalti di opere pubbliche senza procedure concorsuali ma con affidamenti diretti dei contratti, consulenze improprie, sovrabbondanti o sostitutive dell’attività di apparati amministrativi e tecnici pur dotati delle relative professionalità, riconoscimenti retributivi privi di base giuridica e di oggettivi riscontri sui benefici per l’amministrazione, mancata utilizzazione di costose apparecchiature e di beni pubblici in genere, gestione impropria di beni immobili.
Istruttorie «rilevanti», così le ha definite il vice procuratore Perin, hanno riguardato la mancata acquisizione di tributi comunali, acquisti d’immobili non utili alle esigenze dell’amministrazione, gestione da parte di alcuni Comuni, attraverso società private, delle apparecchiature di controllo della velocità, cessioni di beni immobili pubblici con trattamento veramente favorevole per la controparte privata, disordine amministrativo contabile con rilevanti illiceità segnalate dall’Ispettorato Generale di Finanza, assunzioni illegittime negli enti pubblici, cattiva gestione da parte di alcuni Comuni delle sanzioni amministrative depenalizzate.
E poi ancora realizzazione di opere pubbliche mal progettate, indebite acquisizioni di fondi pubblici di origine comunitaria, fondate su documentazione falsa e irregolare, liquidazione di rimborsi al personale pubblico in assenza di regolari documenti giustificativi, dissennate operazioni di indebitamento per far fronte alla spesa corrente, dimenticandosi che il ricorso all’indebitamento è limitato ai soli investimenti. 

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Oltre alle fattispecie di peculato che possono essere scoperte quando all’interno dell’amministrazione funzionano i controlli, sono emersi anche «gravi fenomeni legati alla corruzione, alla concussione e all’abuso».
«Queste fattispecie spesso sono legate al sistema degli appalti pubblici», ha sottolineato il vice procuratore, «e, in un momento come quello attuale, dove nella regione sono impiegate enormi risorse per la ricostruzione post terremoto è indispensabile tenere alta la guardia, per evitare che queste risorse diventino l’occasione di arricchimenti privati in danno della collettività».
È mantenuta alta l’attenzione sulle segnalazioni pervenute in ordine al non corretto uso di risorse pubbliche per la ricostruzione avviata dopo il terremoto dell’aprile 2009, «anche se l’attualità di questi danni», ha chiarito Perin, «richiesta per l’avvio dell’azione di responsabilità, spesso necessita di previi accertamenti da parte della Magistratura penale, perché sono presenti reati contro l’amministrazione».
In ogni caso, la Procura presta attenzione ai procedimenti penali, riguardanti il recente sisma, i quali comporteranno sviluppi anche sul piano della responsabilità amministrativa.

«NESSUNO E’ SALVO»
I fenomeni di danno all’Erario sono stati riscontrati sia nella gestione della spesa come in quella dell’entrata, nella conservazione del patrimonio pubblico come nell’utilizzazione di esso.
«Tale stato di cose, sempre frequente nell’amministrazione, non sembra risparmiare alcun tipo di struttura, né alcuna specie di ufficio, né alcun genere di funzione e neppure alcun centro di spesa, a livello sia centrale sia decentrato, o locale, o di Enti istituzionali. Le cause di tale situazione non sempre sono riconducibili esclusivamente a responsabilità gestoria. Molte volte, infatti, l’insorgenza di concreti e gravi pregiudizi appare favorita da legislazione errata, regolamentazioni eccessive, superate, oscure, ovvero contraddittorie; da procedure macchinose, lente e dispersive; da improprie ripartizioni o, addirittura, da duplicazioni di competenze; da deficiente organizzazione di singoli uffici; da cattiva distribuzione di personale; da carenze riscontabili negli organi tecnici; dalla mancanza di seria incisività dei controlli interni, perché occorre ricordare che i controlli “di facciata” non sono utili a niente. scegliere gli amministratori secondo seri criteri di professionalità e di merito, non inquinati da altre logiche perverse; instaurare o ripristinare una seria disciplina nell’ambito di ciascuna struttura; istituire e mantenere efficaci sistemi di controllo sull’acquisizione, l’uso ed il consumo di beni materiali».
Per il vice procuratore «nessuna riforma può essere destinata al successo e sortire gli effetti voluti se non è preceduta e accompagnata dal necessario recupero della sobrietà, del senso etico e sociale da parte di chi è chiamato a darle concreta attuazione».

I NUMERI
Il 1° gennaio 2011 la Procura regionale aveva un carico di 1.406 istruttorie, alle quali si sono aggiunte altre 1.180 nuove vertenze, conseguenza di denunce e segnalazioni pervenute durante l’anno.
Le archiviazioni sono state 1.070 ed il carico al 31 dicembre 2011 è risultato di 1.494 istruttorie. Gli atti di citazione in giudizio, con i quali sono state chieste condanne per euro 4.439.855,82, sono stati 22, con un’istanza di sequestro conservativo e un giudizio per resa di conto.
Alessandra Lotti

CORTE DEI CONTI ABRUZZO Relazione 2012