IL CASO

Fontanelle, Pettinari (Codici): «sconfitta totale, medito di lasciare»

Ieri sera nuova assemblea nel quartiere di via Caduti per Servizio

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Fontanelle, Pettinari (Codici): «sconfitta totale, medito di lasciare»
PESCARA. «Lo dico seriamente. Sto pensando di fare un passo indietro, le istituzioni ci hanno abbandonato».

Domenico Pettinari, segretario provinciale di Codici è «stanco» e «amareggiato». Ieri sera una nuova riunione del quartiere. Non sono mancate testimonianze e denunce. Il sindaco Luigi Albore Mascia ha ammesso che «tanto è stato fatto e tanto si deve ancora fare» e mentre si cerca di ridisegnare il nuovo profilo urbanistico c’è chi punta l’attenzione sui problemi noti.
Come Pettinari che si dice convinto che si sia tornati indietro nel tempo. Mascia «è l’unico che in questi mesi», ammette il segretario dell’associazione, «ci è stato veramente vicino e che, per quanto di competenza, ha fatto quello che ci aveva promesso».
Per il resto il segretario di Codici parla di «sconfitta totale»: «ci hanno tolto quello che ci avevano dato dopo la fiaccolata del 26 novembre scorso, non abbiamo più il pattugliamento notturno, non ci sono più sfratti e si continuano a concedere gli arresti domiciliari negli alloggi popolari che dovrebbero essere assegnati a persone con tutti i requisiti».
L’aria che si respira a Fontanelle in queste settimane è effettivamente diversa da quella che si respirava dopo la grande manifestazione popolare che aveva smosso l’intero quartiere e che aveva fatto reagire i cittadini onesti. Ieri non sono mancate testimonianze drammatiche, come quella di una donna paralitica costretta a stare in casa perché i coinquilini danneggiano continuamente l’ascensore. La donna accudisce anche il padre malato. O quella della signora Anna, che «per 10, 20 euro venivo a pulire la sede dell’associazione. Ma mi hanno minacciata, se torni lì a lavorare mi hanno detto che mi faranno male». O il signore Croce, 75 anni, che ha chiesto con le lacrime agli occhi «non ci abbandonate».
«Se non ho ancora mollato tutto», ammette Pettinari, «è proprio per quelle lacrime. Ma oggi devo dire, con un forte dolore, che abbiamo perso su tutta la linea. Devo ringraziare solo il Comune, che adesso ci ha garantito l’installazione delle telecamere di videosorveglianza».
«Abbiamo perso, la gente ha perso», non si dà pace il segretario di Codici, «dopo la fiaccolata siamo arrivati a quanto scongiurato. E la gente ieri sera l’ha capito, gli attivisti ora mi chiedono ‘che cosa facciamo adesso’? Il parroco Massimiliano De Luca mi ha chiesto: ‘’cerchiamo di capire cosa non funziona, dov’è che si inceppa il meccanismo. Dove si blocca tutto, cosa sta succedendo?’’ Sono stato ad un passo, ieri sera, dal dire: cari amici, abbiamo perso, io mi tiro indietro».
Pettinari se la prende con la questura e la prefettura (e ieri è stato attaccato dal consigliere provinciale Gianni Teodoro: «quello che dice Pettinari è profondamente falso»), ma anche con Ater, responsabile degli alloggi popolari, la Regione (che dovrebbe versare i soldi per gli sfratti).
«Io l’ultima dimostrazione di coraggio l’ho data ieri sera, ho fatto i nomi e i numeri civici di quelli che stanno ancora lì dentro e delinquono. Siamo stati abbandonati come i cani». Ha paura?
«Più che paura direi mi sento e ci sentiamo abbandonati, è una sensazione diversa, che ti fa provare dolore, dolore interiore. Abbiamo dato all’Ater una lista nera con 8 sfratti da eseguire, sono passati due mesi ed è tutto fermo. Ieri sera mi sono sentito rispondere che hanno bisogno di tempo per darci risposte. L’Ater non ha una visione globale di quello che accade nei loro alloggi. Che hanno fatto 4 sfratti e non hanno tolto le persone più problematiche a me non serve… non hanno risolto nulla».
Ma Codici ha scoperto anche che per alcuni casi di abusivi «noti da anni» in realtà «non è mai partita nessuna querela» necessaria poi a mettere in moto la macchina dello sfratto.
Il Comune ancora oggi assicura in una nota la Regione ha garantito che ci sono 100 mila euro per procedere. «Ieri niente di tutto questo è stato detto. Nessuna rassicurazione in merito. Da quanto ne so io i soldi non ci sono, ci hanno preso in giro, non so chi. Accetto la sconfitta ma sto male», chiude Pettinari. «Qui tutti stiamo rischiando».
a.l.