ACCUSE IN TV

Mediaset respinge le accuse: «nessuna postina per Parolisi e l’amante»

I parenti di Melania: «non abbiamo mai capito la doppia vita di Salvatore»

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Salvo Sottile

Salvo Sottile

TERAMO. Mentre i legali avanzano la richiesta di arresti domiciliari per il caporal maggiore continua lo scontro a distanza tra le trasmissioni televisive che da mesi seguono il caso.


Il giallo di Melania Rea trovata morta il 20 aprile in un bosco di Ripe di Civitella e sullo sfondo accuse reciproche tra due trasmissioni concorrenti. Per il caso che si avvia all’inizio del processo non c’è pace. Dopo l’eco mediatico, la presenza costante dei vari protagonisti davanti alle telecamere (dal principale indagato fino all’amante di quest’ultimo) adesso c’è anche lo scontro, a distanza, tra due programmi di canali concorrenti che si lanciano accuse reciproche.
Il giornalista Salvo Sottile ieri ha risposto alla denuncia di Federica Sciarelli che, con carte della procura di Teramo in mano, mercoledì sera aveva riferito che «una giornalista Madiaset» avrebbe fatto da ‘postina’ tra Salvatore Parolisi e l’amante Ludovica quando il primo era in carcere e gli veniva vietato ogni contatto con gli esterni. La donna, secondo quanto sarebbe emerso nel corso dell’indagine, riceveva le missive da Parolisi per poi consegnarle a Ludovica. Non è chiaro quante volte sia accaduto.
La presentatrice di ‘Chi l’ha visto?’ non ha mai reso pubblico il nome della giornalista, pur confermando di conoscerlo («andatevelo a cercare voi…»), né ha tirato mai in ballo la trasmissione Quarto Grado. La stessa ‘postina’, dice poi la Procura di Teramo, avrebbe anche confezionato una falsa lettera di Parolisi poi letta in trasmissione.
Ieri sera Salvo Sottile ha risposto a quelle accuse. In studio con lui anche Michele Rea e Gennaro Rea, fratello e zio della povera Melania, a dimostrazione, ha sottolineato il giornalista, che loro si fidano della trasmissione («Vi abbiamo sempre rispettato», ha detto il giornalista e loro hanno confermato).
«Voglio rispondere alle accuse di una signora di cui non voglio fare nemmeno il nome per non turbare...», ha continuato Sottile, accusando la Sciarelli di lanciare «teoremi» e gettare fango su una trasmissione concorrente. «Noi non ci facciamo intimidire», ha assicurato il giornalista, «né da questa signora né da altri. Lavoriamo seriamente e siamo un piccolo gruppo e diamo voci a tutti anche quelle più scomode».
Nessuna spiegazione nel merito di quanto denunciato (sulla pagina Facebook del giornalista alcuni telespettatori contestano la mancanza di una risposta concreta che smentisse le carte mostrate su Rai3), nessun riferimento alla presunta ‘postina’ e la presenza dei familiari Rea lascia intendere che comunque a loro una spiegazione dettagliata sia stata fornita. Lo stesso Michele, infatti, presente alla puntata di ‘Chi l’ha visto?’ si era detto sconcertato per le rivelazioni fatte dalla Sciarelli e aveva detto: «voglio proprio conoscerla questa giornalista…». «La conosci già», aveva assicurato la presentatrice.

«SCONCERTATI DALLA SECONDA VITA»
Ieri sera, sempre a Quarto Grado, si è tornato a parlare nuovamente della frequentazione di Salvatore Parolisi di siti di trans. «Sarebbe rimasto un fatto prettamente personale, questo», ha commentato l’avvocato che difende i Rea, Mauro Gionni, «se Melania non fosse morta». Si sospetta, infatti, che la giovane donna di Somma Vesuviana abbia potuto scoprire le chattate del marito e che questo possa essere il movente dell’omicidio.
Lo zio di Melania ha definito «inquietante» il fatto che si sia appreso che Salvatore Parolisi abbia chattato con le trans anche il 20 aprile, dalla caserma (dal proprio pc portatile con chiavetta). Quel giorno venne trovato il cadavere di Melania. «Forse Melania aveva scoperto la doppia vita del marito», ha commentato il fratello Michele, «e oggi mi sembra impossibile che noi non avessimo capito niente. Mai e poi mai avremmo potuto immaginare una cosa del genere. La vita tra Salvatore e Melania era tutt’altro. Non ci facciamo una ragione di tanta perversione». Lo zio Gennaro ha ringraziato gli inquirenti per «il lavoro certosino: gli indizi lo inchiodano». La criminologa Margherita Carlini, perito di parte della famiglia, ha invece tracciato un profilo della coppia Melania Salvatore: «lei aveva investito tutto sul matrimonio e aveva rinunciato a tutto. Passava le sue giornate in casa con la piccola Vittoria, si era staccata dai parenti andando a vivere in un’altra città. Non aveva una sua automobile e non era economicamente indipendente. Era una donna umiliata dai continui tradimenti ma tendeva ad auto accusarsi di quello che succedeva: aveva un senso di inadeguatezza che la portò anche a fare una dieta drastica».
Intanto i legali Valter Biscotti e Nicodemo Gentile hanno avanzato la richiesta di arresti domiciliari per Parolisi. Secondo loro a questo punto dell'inchiesta l'imputato potrebbe lasciare il carcere ed attendere l'udienza del 12 marzo prossimo a casa dei familiari a Frattamaggiore.
In quella data il gip, Marina Tommolini, deciderà sulla richiesta di rito abbreviato condizionato e fino ad allora, secondo la linea difensiva, Parolisi potrebbe rimanere agli arresti domiciliari.

Alessandra Lotti