ORTONA

Sequestrata struttura ai Ripari di Giobbe, Wwf contro il Comune: «immobile per 10 anni»

Ieri il sequestro: «adesso l’amministrazione si costituisca parte civile»

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La struttura sequestrata

La struttura sequestrata

ORTONA. Il Wwf chiede al Comune di rimediare ai troppi anni di immobilismo: «si costituisca parte civile»


L’associazione è molto soddisfatto dopo il sequestro da parte della Guardia di Finanza di una struttura ritenuta abusiva all'interno del camping ai Ripari di Giobbe di Ortona (il camping resta aperto e non ha subito alcun provvedimento).
Ieri il Reparto Operativo Aeronavale ha sequestrato l’ immobile turistico di quasi 300 metri quadri: un abuso edilizio «abilmente mascherato da ristrutturazione», dicono gli inquirenti.
La realizzazione della struttura ha comportato la violazione della normativa a tutela del demanio, dei vincoli paesaggistici ambientali e di quella disciplinante le costruzioni nelle zone sismiche.
L’intervento della Guardia di Finanza è scaturito da una dettagliata denuncia di alcuni mesi fa da parte delle guardie particolari giurate volontarie del Wwf che avevano segnalato massicci lavori edili in una zona vincolata in quanto situata in prossimità della costa, sottoposta a tutela ambientale, paesaggistica ed a rischio idrogeologico.
«L’amministrazione comunale di Ortona», denuncia Fabrizia Arduini, referente locale del Wwf, «in tutti questi anni ha dimostrato di non voler dirimere le questioni legate al Camping dei Ripari di Giobbe a cominciare dall’accesso libero dei turisti sulla spiaggia che viene ancora oggi negato dal gestore del Campeggio e che di fatto ha trasformato la spiaggia di tutti in un luogo ad esclusivo uso privato del camping. Non è possibile che siano sempre e solo le associazioni e i cittadini a farsi garanti dei beni comuni e del diritto ad usufruirne».
L’amministrazione di centrodestra, da parte sua, ha sempre sostenuto di avere le mani legate e non poter prendere provvedimenti. Così per anni la struttura ricettiva ha continuato a incassare l’obolo per far entrare i turisti.
«E’ giunto il momento», chiede Arduini, «che l’amministrazione comunale di Ortona si assuma le proprie responsabilità politiche sulle tante vicende irrisolte dei Ripari di Giobbe a cominciare da un gesto concreto: la costituzione del Comune di Ortona come parte civile nel procedimento giudiziario a carico dei responsabili del Camping ai Ripari di Giobbe».
Ines Palena, presidente del Wwf Zona Frentana e Costa Teatina assicura che l’associazione ambientalista «sarà sempre attenta a segnalare alle autorità le speculazioni e gli attentati alla nostro paesaggio costiero che ancora aspetta di essere tutelata con l’istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina». Il Wwf ringrazia «la professionalità della Procura della Repubblica di Chieti e della Guardia di Finanza, capaci di giungere a conclusione di una complessa attività di indagine e dimostrando entrambi di essere attenti ai reati contro l’ambiente ed il patrimonio collettivo».