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Chieti, conti disastrati del Comune: il sindaco si difende e attacca il centrosinistra

«La relazione del ministero affossa il centrosinistra»

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Chieti, conti disastrati del Comune: il sindaco si difende e attacca il centrosinistra
CHIETI. «Ma quale pre-dissesto e quale incapacità della mia amministrazione».

«Al contrario di quanto dice l’opposizione, la relazione del Ministero delle Finanze critica i conti del centrosinistra e conferma che è giusta la strada intrapresa dalla mia Giunta per il risanamento del bilancio del Comune di Chieti».
Con una mossa politica a sorpresa, il sindaco Umberto Di Primo attacca e non si difende, ribalta le critiche dell’opposizione (e di parte della sua maggioranza) e interpreta le critiche degli ispettori ministeriali come «un contributo alla sua opera di risanamento dei conti, che va dai tagli degli sprechi, all’efficientamento della macchina amministrativa, alla pulizia del bilancio dai residui, all’aumento della riscossione ed al controllo della spesa. La relazione degli ispettori ministeriali è giustamente critica nei confronti di come è stato gestito il Bilancio del Comune, ma si riferisce alla gestione Ricci e non alla mia».
Posizione condivisa ed illustrata anche dall’assessore alle Finanze Roberto Melideo, con una breve sintesi dei punti critici della relazione che «ha preso in esame la gestione dell’Ente dal 2006 al 2010, in pratica solo il periodo della Giunta precedente».
In realtà non è proprio così, perché sotto la lente degli ispettori c’è anche il bilancio di previsione del 2011 della Giunta in carica, ma una piccola forzatura non guasta per accreditare la tesi che la colpa è di chi “ci ha preceduto”.
Sotto questo punto di vista, la posizione dell’amministrazione era politicamente prevedibile ma è indubbio che la situazione dei conti comunali e la possibilità di uscire dalle criticità rilevate dagli ispettori non dipendono da queste polemiche di retroguardia, ma dalle iniziative messe in campo per fronteggiare la crisi di liquidità delle casse comunali. Il sindaco ha elencato gli interventi di risanamento ed i risparmi: 20 auto vecchie rottamate, la diminuzione dei dirigenti, il taglio del direttore generale, la mancata sostituzione dell’auto blu, meno mutui, accatastamento della centrale Enel per riscuotere quell’Ici mai pagata, aumento del 30% della riscossione e così via, la volontà di recuperare i soldi erogati in più al personale per le oltre 700 progressioni di carriera forse illegittime.
Ma il suo occhio è sembrato più rivolto al presente che al futuro, come se la strategia complessiva del risanamento avesse lo sguardo corto. Perché se è vero che la riscossione deve aumentare, confligge con questo progetto il calvario di Teate servizi (il braccio tecnico della riscossione), il cui piano industriale ritarda ancora ed il cui efficientamento per la riscossione è limitato all’assunzione di un solo responsabile del settore. Per cui è sembrato un pò forzato lo slogan: «la sinistra punta il dito su di me, ma farebbe meglio a puntarlo allo specchio» con cui Di Primio ha riassunto la sua posizione. Più efficace è stato invece il suo intervento sugli aspetti tecnici del bilancio e sulle azioni di risanamento, come la riduzione dei residui attivi per 19 mln e di quelli passivi per 17 mln, la scarsa incidenza dei debiti fuori bilancio, il mancato aumento della spesa corrente. Restano però tesi i rapporti con i Revisori dei conti «che erano più indulgenti con il centrosinistra» e rimane difficoltosa la soluzione per Teate servizi visto «che ci sono a disposizione solo 2,1 mln per coprire quelle spese di funzionamento». Insomma: «la situazione è difficile e non lo abbiamo mai nascosto – ha concluso il sindaco – ma il nuovo bilancio che stiamo preparando è già in lavorazione secondo le indicazioni del Ministero. E dopo, viste le ristrettezze che si annunciano, daremo spazio solo alle priorità, tra cui la spesa per il sociale».
 Il problema che ora si pone non è tanto della disponibilità personale del sindaco ad operare in questa direzione, ma della tenuta della sua maggioranza che è sfilacciata e poco attenta a questi problemi. Ieri infatti Di Primio è stato lasciato solo a rispondere agli attacchi delle opposizioni (il Pd ha rilanciato l’accusa di aver lanciato allarmi inascoltati) e a difendere la gestione del centrodestra. «Sono abbastanza presuntuoso da pensare di farcela anche da solo», ha chiosato con una battuta lo stesso sindaco quando gli è stata fatta notare l’assenza dei suoi amici politici di riferimento. E oggi Consiglio comunale: subito il banco di prova per la tenuta della sua maggioranza e la credibilità di queste iniziative di risanamento.

Sebastiano Calella