PIZZOLI

Violenza sessuale di Pizzoli, 4 indagati e ancora tanti dubbi

Si ipotizza che la giovane sia stata ferita con un oggetto

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Violenza sessuale di Pizzoli, 4 indagati e ancora tanti dubbi
L’AQUILA. Uno stupro «selvaggio». Una «pratica estrema».

E’ questa l’ipotesi, al momento più accreditata, sullo stupro di sabato notte nel piazzale di una discoteca a Pizzoli. Il locale rimarrà chiuso per 10 giorni, come stabilito dal questore «per motivi di ordine e sicurezza» e intanto le indagini, coordinate dal pm David Mancini, proseguono.
Nelle ultime ore il numero degli indagati è salito: da uno a quattro. Al militare di 22 anni originario della provincia di Avellino si sono aggiunte, infatti, altre tre persone. Due commilitoni del giovane (un aquilano e un irpino) e la fidanzata di uno di questi due. Fin da subito la procura ha acceso i riflettori su tutti e quattro ipotizzando un ruolo nella vicenda anche degli amici. Se all’inizio si sospettava che gli altri ragazzi avessero solo coperto l’amico, adesso, invece, si ipotizza anche un loro coinvolgimento nella violenza sessuale che prende i contorni di un vero e proprio, atroce , stupro di gruppo. Questo vorrebbe dire, dunque, che il militare ritrovato ancora nudo a pochi passi dalla ragazza, distesa sulla neve e che «sembrava morta» come ha raccontato chi l’ha soccorsa, non abbia agito da sola.
Quando domenica all’alba i giovani sono stati portati in caserma sono stati ascoltati per ore ma è stato subito evidente che qualcuno mentiva. Discordanti, infatti, le varie versioni e dunque una certezza ha preso piede: qualcuno sta mentendo. Il principale sospettato ha prima negato il rapporto sessuale, poi ci ha ripensato e ha raccontato i dettagli di una passione amorosa corrisposta e consenziente. Ma nessuno al momento crede che i fatti siano andati realmente in questo modo.
Nei giorni scorsi l’auto dei ragazzi è stata sequestrata e i Ris di Roma hanno effettuato rilievi tecnici. All’interno è stato trovato anche un capello della vittima. Gli investigatori, però, non credono che lo stupro possa essere avvenuto nell’abitacolo della vettura anche perché mancano segni di trascinamento del corpo. Per il momento si ipotizza che la violenza sia stata consumata lì dove la ragazza è stata ritrovata, quasi morente, spogliata e sporca di sangue. Al vaglio dei periti anche gli indumenti sporchi di sangue del giovane e le risposte potrebbero arrivare già nelle prossime ore.
Gli inquirenti sostengono anche che le ferite riportare dalla vittima, sia interne che esterne, non siano conseguenza di uno stupro ‘tradizionale’ ma che la giovane sia stata violentata con l’ausilio di un oggetto. E’ mistero su cosa sia stato utilizzato. Nessun dettaglio in queste ore lo fornisce la giovane studentessa di Tivoli, ancora ricoverata al San Salvatore. Il suo stato di choc è tale che alle prime e delicate domande degli inquirenti ha risposto con troppi «non ricordo». Ma c’è anche il sospetto che la giovane donna sia stata costretta a bere alcolici, il suo tasso alcolemico, infatti, al momento del ricovero è risultato molto elevato. verrà ascoltata probabilmente nei prossime giorni.