EMERGENZA NEVE

Emergenza neve: gli alpini rientrano in caserma. Soccorse 700 persone

Si cerca di tornare alla normalità ma non mancano disagi e problemi

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  Emergenza neve: gli alpini rientrano in caserma. Soccorse 700 persone
ABRUZZO. 90 interventi in 12 giorni: 700 persone soccorse, 100 uomini al lavoro con 8 mezzi.


Dopo l’ultimo intervento per raggiungere e portare fieno a dei cavalli in una stalla bloccata da giorni, gli uomini e i mezzi speciali del 9° reggimento alpini, impegnati da 12 giorni per l’emergenza neve in Abruzzo, hanno iniziato oggi a rientrare nella sede stanziale della caserma “Rossi” a L’Aquila. Sono oltre 90 gli interventi che i 100 uomini e i 8 mezzi cingolati BV 206, particolarmente adatti al movimento sui terreni innevati, hanno effettuato nella zona della Marsica, a partire dalla serata del 3 febbraio, quando l’abbondante nevicata aveva reso impraticabile le strade e i collegamenti nella regione abruzzese.
Gli interventi degli alpini, svolti sotto il coordinamento della Prefettura dell’Aquila e in collaborazione con i Vigili del Fuoco e le locali Forze dell’Ordine, sono stati caratterizzati nei primi giorni da attività di soccorso, trasporto e assistenza ad oltre 700 persone rimaste bloccate o isolate dalla neve molto alta sull’autostrada e sulla strada statale 82. In particolare i nuclei di intervento messi in campo dal reggimento, grazie alla presenza di personale medico militare, hanno effettuato oltre 25 interventi di soccorso e trasporto in ospedale di persone in condizioni sanitarie critiche quali: cardiopatici, dializzati, colpiti da ictus e disabili.
Uno schieramento di uomini e mezzi ridislocati ad Avezzano, San Vincenzo Valle Roveto, Sulmona e Atri che ha raggiunto tempestivamente molti paesi e frazioni rimaste isolate effettuando 20 attività di trasporto viveri, medicinali e generi di prima necessità e molti interventi di ripristino della viabilità. Sono scesi in campo anche gli specialisti degli alpini, come gli sciatori che grazie alla loro capacità di muoversi sulla neve hanno tratto in salvo, trasportandola in barella, un’anziana disabile e hanno consegnato viveri e medicinali ad alcuni casolari rimasti isolati per giorni ed anche gli esperti neve e valanghe che hanno effettuato diversi sopralluoghi e valutazioni del manto nevoso nelle zone a rischio della Valle del Sagittario.
Infine, ma non meno importanti, gli oltre 20 interventi portati a termine negli ultimi giorni a favore di allevamenti di bestiame, ovini, bovini e cavalli, rimasti isolati per molti giorni con gli animali in sofferenza a causa della mancanza di viveri e acqua.
Intanto a L’Aquila il prefetto Giovanna Maria Iurato, considerato che sono cessate le precipitazioni nevose e che le strutture operative della Protezione Civile non hanno prorogato lo stato di allerta per i prossimi giorni, ha ufficialmente chiuso il Centro Coordinamento Soccorsi, attivato nella giornata del 3 febbraio presso la Sala Operativa di Protezione Civile della Prefettura per la gestione di tutti gli interventi connessi all’amministrazione dell’emergenza maltempo vissuta nella nostra provincia.
SI CONTANO I DANNI
Intanto in tutto Abruzzo si continuano a contare i danni e i vari Comuni avanzano richiesta di stato di calamità. Dai primi calcoli si scopre che la neve costerà a Pineto ben 300mila euro: alberi e rami caduti, oltre 30 automezzi impegnati 24 ore su 24, danni al patrimonio viario e infrastrutturale sono solo alcune delle voci di spesa che Palazzo di Città dovrà sostenere non appena la coltre bianca lascerà spazio alla normalità.
«E’ un duro colpo per le casse comunali – ha commentato in proposito il primo cittadino di Pineto –, che già languono per il costante assottigliarsi dei trasferimenti statali e regionali delle risorse finanziarie. I problemi sono lì, sotto la neve e quando i funzionari comunali si recheranno sui luoghi interessati per accertare e quantizzare i danni provocati dalle nevicate sarà certamente il tempo di rivedere numerosi aspetti».
Ma i disagi continuano. Pescara ha vissuto una giornata senza dubbio difficile per la ripresa delle attività ordinarie. Fronte caldo sul traffico, soprattutto nella zona dei Colli, dove pochi genitori hanno raccolto l’invito del Comune ad accompagnare i propri figli a scuola a piedi. «Tra le 8 e le 8.30», segnala l’assessore Fiorilli, «abbiamo registrato un forte aumento del flusso veicolare, soprattutto nella zona di via Colle Marino e via Pizzoferrato, a ridosso del liceo scientifico e dell’Istituto Acerbo. Meno problemi invece a Porta Nuova e in centro, dove l’afflusso è stato più controllato. A coordinare la situazione è stato un esercito di agenti della Polizia municipale che, coordinati dal tenente colonnello Mario Fioretti, si sono posizionati dinanzi a tutti i plessi scolastici di nostra competenza e agli incroci più strategici, per favorire la fase di deflusso».
A Montesilvano giovedì riapriranno le scuole di ogni ordine e grado sul territorio, ma non verrà effettuato il servizio di trasporto con lo scuolabus soltanto per i plessi del Colle, a causa del ghiaccio sul manto stradale.
Il cimitero invece non potrà essere riaperto neanche domani, probabilmente l’apertura dei cancelli slitterà a sabato 18 febbraio.
A Giulianova da questa mattina è entrato in azione uno speciale mezzo meccanico, necessario per evitare danni alla basolatura, per liberare completamente Corso Garibaldi e quindi le vie laterali del Centro Storico, anche con il supporto degli operai comunali e del personale della “Giulianova Patrimonio”. Continua anche lo spargimento del sale tanto nelle ore diurne quanto in quelle notturne per limitare i problemi costituiti dalla presenza del ghiaccio. Liberati i piazzali nei pressi dell'ospedale civile, del Palazzo di Giustizia, del Liceo scientifico e delle scuole, compresa l'area in prossimità della pista di atletica leggera. Intervento anche sul parcheggio di via XXIV Maggio, nei pressi della caserma dei Carabinieri, e sul piazzale del Santuario della Madonna dello Splendore. Si sta pure provvedendo relativamente agli alberi colpiti dalla nevicate ad opera della “Giulianova Patrimonio”.
A Roseto al termine della riunione con i tutti i dirigenti scolastici e i dirigenti dell'Ufficio tecnico e dell'Ufficio scolastico del Comune, il sindaco Enio Pavone, con la condivisione di tutti i partecipanti, ha deciso che domani si possono riaprire i due Istituti Superiori "Moretti" e " Saffo" e gli Asili Nido comunali di Via Manzoni (Mariele Ventre), di Via Accolle e la sezione comunale presso la scuola Maria Assunta in Via Nazionale.
Prorogata invece la chiusura di tutte le Scuole Medie, Elementari e Materne fino alla giornata di giovedì.
«Dobbiamo procedere per gradi alla riapertura delle scuole perché non siamo ancora nelle condizioni di garantire il trasporto con gli scuolabus su tutto il territorio – ha spiegato il sindaco Enio Pavone – Domani riapriranno i due Istituti Superiori, Moretti e Saffo dove sono state ripristinate le condizioni di sicurezza. Facciamo inoltre riaprire tutti gli Asili nido Comunali perché riusciamo a garantire non solo condizioni di sicurezza ma anche il trasporto con gli scuolabus».
Nelle frazioni interne le strade sono si state riaperte, ma in molte di esse è difficile transitare a doppio senso. Ad Avezzano scuole superiori in attività domani, fatta eccezione per l'Itc (istituto tecnico commerciale) che resta chiuso per problemi all'impianto di riscaldamento. Neve e freddo record, la colonnina di mercurio ha fatto registrare temperature siberiane, hanno mandato in tilt la caldaia facendo mancare all'appello per il ritorno alla normalità delle lezioni l'Istituto tecnico commerciale. Tutto ok, invece, nelle altre scuole: gli istituti d'Arte, per Geometri, Industriale, Agrario; i Licei Classico, Scientifico e delle Scienze umane.