ESCLUSIVO - IL DOC INTEGRALE

Casse comunali in pre-dissesto: il mistero della riscossione “lenta”

E arriva un regalo di Natale fuori tempo che forse fa tirare un sospiro di sollievo

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3278

  Casse comunali in pre-dissesto: il mistero della riscossione “lenta”
CHIETI. C’è forse una spiegazione nel silenzio ostentato dall’amministrazione comunale di Chieti sulla bocciatura del bilancio da parte degli ispettori del Ministero delle Finanze.

Il sindaco si appresterebbe a comunicare che la cassa del comune non è così in crisi perché sono arrivati – come regalo inatteso e tradivo di babbo Natale – 5 mln di euro di un vecchio progetto attivato dal suo predecessore Francesco Ricci, che in questo caso Di Primio ringrazierà.
Dunque possibile scampato pericolo immediato sulla liquidità, ma le risposte che l’amministrazione comunale dovrà dare sono riferite alle irregolarità denunciate dagli ispettori ministeriali. E non possono essere nascoste da un annuncio positivo solo per un aspetto del tutto casuale. Proprio per questo il Pd, attraverso il segretario comunale Enrico Iacobitti, ha chiesto la convocazione urgente di un consiglio comunale dedicato esclusivamente alla discussione della relazione, che oggi PrimaDaNoi.it pubblica integralmente.
Quello che all’uomo della strada non torna in tutta questa vicenda è il “conto della serva”. Cioè tutti comprendono che se non si incassa, non si può spendere e che se si spende si crea il debito. La domanda è: perché non si riesce ad incassare? Tradotto: se esiste Teate servizi, e prima c’era la Soget, quale può esser la spiegazione della mancata riscossione delle bollette dell’acqua, dell’Ici e degli oneri di urbanizzazione?  La risposta è complessa ed in parte la spiegazione può essere che nella maggioranza l’ala dura degli ex Forza Italia non crede in Teate servizi e la vorrebbe chiudere («è una creatura della sinistra, deve morire…»), mentre più possibilisti sono altri che chiedono da tempo di approvare il piano industriale che c’è, ma che non viene portato in consiglio per timore di imboscate. Nell’incertezza, l’amministrazione non fa niente e di fatto penalizza il cittadino onesto che paga e favorisce gli evasori per necessità o per vizio. Invece probabilmente le casse comunali avrebbero potuto risolvere già da tempo molti problemi, solo se avesse mostrato maggiore fiducia ed attenzione nell’organizzazione di Teate servizi, che tra i suoi compiti ha proprio quello della riscossione. Al contrario, i dirigenti del Comune si ostinano a spendere facendo riferimento ai residui passivi, alcuni di dubbia esigibilità, come contesta la relazione ministeriale.
In realtà questo problema dei residui si può dividere in tre parti. Ci sono quelli della Soget, che prima gestiva il recupero dell’Ici, della Tarsu, della Tosap, le multe ecc. e che sono molto consistenti, ma che non saranno noti prima del prossimo 31 dicembre, data in cui scadrà la proroga per la contabilizzazione definitiva e la chiusura del contratto. Solo allora si saprà chi ha pagato e chi no e se sono state attuate correttamente tutte le procedure per la conservazione dei crediti.
 In mancanza di queste procedure, si potranno accertare eventuali responsabilità. Proprio per accelerare i tempi di riscossione, Teate servizi ha chiesto al Ragioniere capo del Comune di poter subentrare e quindi di provvedere al recupero degli importi. Sembra infatti che, rispetto alle procedure della Soget, sia più facile per Teate servizi procedere direttamente al recupero forzoso delle somme anche con iscrizioni ipotecarie, senza far ricorso al giudice (come dovrebbe fare la Soget).
Il secondo problema da affrontare è il recupero degli oneri di urbanizzazione delle cooperative che negli anni 80 hanno realizzato gli alloggi Peep. In bilancio risultano crediti per circa 1,6 mln, ma la vicenda è molto combattuta e per alcuni questi oneri non vanno pagati. Anche su questo da Teate servizi è arrivata una proposta dettagliata, ma non è stata portata all’attenzione del Consiglio e quindi tutto è fermo. Il terzo problema è la mancanza di volontà politica di affidare a Teate servizi il recupero dei residui attivi: basterebbe trasferire alla società copia del carteggio per attivare tutte le procedure. E’ vero che dall’invio di un sollecito all’incasso concreto dei soldi possono trascorrere, nella peggiore delle ipotesi, anche due o tre anni, ma almeno così si evita il rischio di perdere di vista la posizione debitoria ed anche di farla cadere in prescrizione.
Perché allora non si riscuote? E’ forse questo uno dei veri motivi della guerra contro Teate servizi. Ma a vantaggio di chi? Non certo dell’onesto cittadino che paga tutte le bollette, ma che in cambio riceve servizi scarsi perché molti altri non pagano.
Sembra che in tutto questo vi sia uno scarso controllo della Giunta sul personale dirigente che con le sue scelte mette a rischio la stabilità dei conti e la liquidità delle casse comunali. In realtà l’uso dei residui vecchi per il pagamento di spese di oggi non creerebbe danni, se questi residui ci sono veramente in quanto provenienti da economie realizzate o da spese non più sostenute. Queste somme dovrebbero però andare a finire nell’avanzo di gestione del Comune, ma qualcuno, per non perdere questi soldi che rientrerebbero nel calderone dell’ente, preferisce mantenere il residuo. Così all’occorrenza lo può utilizzare, gestendo una fetta di potere che non gli appartiene perché non è stato eletto. Anche in questo settore si aspettano risposte dal sindaco.
Sebastiano Calella

MIN. ECONOMIA Relazione Comune Di Chieti