OVINDOLI

Emergenza neve, Ovindoli «danneggiata da tam tam mediatico e scene apocalittiche»

L’amministrazione chiederà lo stato di calamità: «abbiamo le ossa rotte»

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 Emergenza neve, Ovindoli «danneggiata da tam tam mediatico e scene apocalittiche»
OVINDOLI. «Se l’andamento turistico invernale fosse una disciplina sciistica, questa sarebbe sicuramente la discesa libera».

Il primo cittadino ovindolese Pino Angelosante, commenta così, con sottile sarcasmo, la difficile situazione in cui si trova, fin dal mese di dicembre, la rinomata località sciistica marsicana. Un settore in calo e fortemente altalenante, quello del turismo invernale, soggiogato da una pluralità di fattori ostativi.
Riconoscendo un indubbio “effetto Monti” sulle vacanze degli italiani, un ruolo chiave ha giocato la scarsità di neve ad inizio stagione; carenza che ha portato al tracollo delle presenze durante il periodo natalizio.
«La montagna ovindolese ne è uscita con le ossa rotte e non è un eufemismo – sottolinea il sindaco – considerando che le vacanze di Natale corrispondono ad una percentuale molto importante dell’intero incasso stagionale. Fortunatamente, grazie alla presenza di un impianto di innevamento artificiale potenziato ed assolutamente efficiente, la flessione è diminuita tra Capodanno e l’Epifania, dove si è registrato il tutto esaurito».
Una boccata di ossigeno che, tuttavia, è rimasta contingentata ad un lasso temporale troppo breve.
Attualmente infatti in quello che è, per tradizione, il periodo ottimale per le settimane bianche, nonostante il susseguirsi di giornate assolate e nonostante lo stato delle piste e degli impianti sia invidiabile, sembra non registrasi affatto un’inversione di tendenza anzi, paradossalmente, fioccano le disdette per…troppa neve.
«Indubbiamente l’emergenza neve c’è stata», assicura il sindaco, «ma è stata affrontata quasi in tempo reale, mettendo in campo tutti i mezzi e le risorse a disposizione del Comune, dimostrando il massimo livello di operatività».
Ed invece, «a remare contro», secondo Angelosante, hanno contribuito «il disservizio esteso dei mezzi di trasporto e la disinformazione». Per il primo cittadino «il suggestionante tam tam mediatico che, avvalendosi di toni apocalittici ed immagini drammatiche, ha raccomandato scrupolosamente, insieme alle previsioni meteo catastrofiche del fine settimana, di on mettersi in viaggio con il rischio di trovare strade ed autostrade impraticabili anziché suggerire, attenendosi così maggiormente alla realtà dei fatti ed al buon senso, di muoversi equipaggiati di prudenza, pneumatici termici e catene da neve».
Il risultato è che, allo stato attuale, l’indotto su cui si regge l’intera località montana, quello del turismo invernale, è «stagnante e paralizzato ulteriormente da fattori non intrinseci».
Nel prossimo Consiglio comunale verrà formalizzata l’istanza di riconoscimento dello stato di calamità naturale per fare in modo che la neve, da risorsa e ricchezza, non diventi una problematica.