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Appalto alla Asl di Pescara, chiesto il processo per l’ex manager Balestrino

All’udienza preliminare anche Tea Di Pietro e Carlo Di Berardino della cooperativa Airone

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L'avvocato Gaetano Di Tommaso

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PESCARA. Si terrà il prossimo 6 marzo alle ore 9 l’udienza preliminare che vede tra gli indagati l’ex direttore generale della Asl di Pescara, Antonio Balestrino.

Il pm Gennaro Varone ha chiesto il rinvio a giudizio per lui ma anche per Tea Di Pietro, funzionario per l’approvvigionamento di beni e servizi dell’Asl di Pescara, e Carlo Di Berardino responsabile della cooperativa Airone. I tre sono accusati di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici in concorso e, secondo l’ipotesi accusatoria, Di Berardino sarebbe il beneficiario e ispiratore della manovra illecita.
I fatti risalgono al gennaio 2009. L’inchiesta è partita da un esposto dell’associazione Codici che aveva denunciato il mancato rinnovo del contratto a due psicologhe della Asl, ipotizzando il reato di interruzione di pubblico servizio. In realtà, poi, l’inchiesta, andata avanti anche con l’ausilio di perquisizioni e sequestri, si è focalizzata su altro aspetto, ovvero sull’appalto che la Asl affidò alla società cooperativa Airone, vincitrice della gara pubblica per il servizio di assistenza e gestione di un centro diurno e di una casa famiglia per pazienti psichiatrici. Su richiesta del responsabile della ditta Balestrino e Di Pietro avrebbero «attestato falsamente nella delibera del 14 gennaio 2009 la ricorrenza dei requisiti per l’estensione dell’appalto a quattro posti di semi residenzialità del centro diurno per pazienti con ‘doppia diagnosi’».
Il pm Varone ha chiesto che i tre vadano a processo. Sarà il gup Gianluca Sarandrea tra 20 giorni a decidere. L’avvocato Gaetano Di Tommaso, vice coordinatore dell’ufficio legale di Codici sta predisponendo la memoria per la costituzione di parte civile.