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Sentenze amianto: le vittorie di Vasto e Torino. Menna: «problema irrisolto»

La battaglia silenziosa dei lavoratori a rischio

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Sentenze amianto: le vittorie di Vasto e Torino. Menna: «problema irrisolto»
VASTO. Condanne, risarcimenti per le vittime di amianto, leggi non rispettate.


Ivo Menna, rappresentante delle relazioni esterne del Comitato Esposti ad Amianto di Vasto pone l’accento sul problema all’indomani della sentenza di condanna a 16 anni dei vertici dell’azienda Eternit, emessa dal tribunale di Torino per la strage dei lavoratori vittime dell’amianto. Il tribunale ha condannato il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, 65 anni, ed il barone belga Louis De Cartier, 91 anni che furono a capo della multinazionale Eternit.
Anche Vasto come Torino, ricorda Menna, fu teatro di una battaglia giudiziaria intrapresa dall’ex Sova, un coordinamento di lavoratori che per lunghi anni sono stati a contatto con l’amianto a Punta Penna e che avevano intentato una causa nei confronti di un’ azienda. «Il calvario nelle aule dei tribunali iniziò nel 2003 quando i lavoratori chiesero il diritto al risarcimento e alla salute dei lavoratori esposti all'amianto. Nell'aprile 2008 il Tribunale di Vasto dà ragione ai lavoratori e condanna Inps e Inail che si erano opposti. I due enti fanno ricorso alla Corte di Appello che, però, conferma il primo grado di giudizio».
Questa sentenza che vede riconosciuto il diritto in termini di risarcimento di malattia è stata frutto della ostinazione determinazione e tenacia dei lavoratori che hanno fatto ricorso persino al Capo dello Stato nel 2008 con una lettera «chiedendo un suo intervento autorevole per rompere il muro del silenzio».
Solo alla fine, il 4 agosto 2009 la Regione Abruzzo promulga la legge regionale n. 11 che prevede le norme per la individuazione e lo smaltimento dell'amianto, la sorveglianza sanitaria dei lavoratori ex esposti ad amianto, l’utilizzo dei dati del Registro regionale sugli effetti neoplastici causati dall’esposizione all’amianto, la raccolta di dati sanitari ed amministrativi da strutture ospedaliere ed Inail, relativamente alle patologie correlate all’amianto.
«Nonostante queste piccole vittorie giudiziarie, il problema non è destinato a scomparire», conclude Menna, «la strage continuerà ancora perché addirittura in tutta Europa il picco delle morti raggiungerà i 350.000 entro il 2020. L’amianto esistente all’interno degli stabilimenti produttivi è stato illegalmente sversato fuori e il suo degrado favorisce la contaminazione sulla popolazione attraverso la inalazione».