POLEMICHE NEVE

Dopo la neve arriva la pioggia di polemiche. «Mascia non pulisce i quartieri di sinistra»

Da L’Aquila a Teramo, da Montesilvano a Pescara le contestazioni

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Dopo la neve arriva la pioggia di polemiche. «Mascia non pulisce i quartieri di sinistra»
ABRUZZO. Critiche e proteste per come è stata gestita l’emergenza mentre le amministrazioni comunali usano toni trionfalistici e assicurano che tutto è stato fatto al meglio.


In situazoni di emergenza straordinaria disagi e difficoltà è charo che vi siano ma certe polemiche dovrebbero far comunque riflettere.
Le contestazioni arrivano da tutta la regione: c’è chi segnala ritardi, strade ancora sporche, disservizi e anomalie. A Teramo alcuni cittadini sono stati costretti a pagare pure il parcheggio delle auto…quelle rimaste intrappolate dalla neve. Lunedì mattina, segnala Marco Di Giovanni, coordinatore cittadino dell’Italia dei Valori, con la ripresa, per quanto possibile, delle attività lavorative e con la città ancora ostaggio della neve ghiacciata, con marciapiedi e vie laterali impraticabili, i teramani hanno trovato una ulteriore sorpresa: «parcheggi inaccessibili per i cumuli di neve quasi dappertutto, con il viale della Madonna delle Grazie pieno e con i rami degli alberi pericolanti». Ma in corso De Michetti, largo Madonna delle Grazie e via Savini c’erano anche i parcheggiatori. «Gli stalli non si vedevano neppure», sottolinea Di Giovanni, «c’erano tante auto ancora intrappolate e i cittadini avrebbero dovuto pagare il parcheggio? Per cosa? Perché non riescono a sbloccare le automobili o per il rischio di scivolare e cadere sul ghiaccio?»
A L’Aquila Roberto Tinari, consigliere comunale Dca, definisce invece «mortificanti» le affermazioni quasi trionfalistiche che il sindaco Cialente ha reso alla stampa fin dalle prime ore della seconda ondata del maltempo che ha colpito città. «Venerdì scorso, quando la neve ha cominciato a cadere, il primo cittadino faceva bella mostra di sé in tutte le televisioni (ospite anche nel programma del mattino di Rai Tre ‘Agorà’ di Andrea Vianello, ndr), sentenziando che la situazione era sotto controllo e che il Piano Neve stava funzionando alla perfezione».
In realtà sono state tante le segnalazioni arrivate: «nell’area di Coppito», sottolinea Tinari, «non si è visto uno spartineve per ore e ore, con disagi enormi per la popolazione, le cui proteste e segnalazioni cadevano nel vuoto. Tutti si trovavano nella triste condizione di vedere in televisione il sindaco che parlava di una macchina operativa che stava lavorando con ottimi risultati e, nel contempo, di non riuscire a muoversi dalle proprie abitazioni. Ancora una volta Cialente ha dimostrato di essere lontano dalla realtà».
Nelle nuove comunità sorte dopo il 6 aprile i cittadini hanno dovuto imbracciare la pala e provvedere da soli alla pulizia delle strade. I più giovani si sono mossi a piedi per fare la spesa anche ai più anziani.
Ma anche sulla costa non mancano polemiche. A Montesilvano Emanuele Mancinelli dell’Italia dei Valori sostiene addirittura che si sia proceduto alla pulizia delle strade «per censo»: «tra le traverse della principale via De Gasperi sono state pulite con evidente e maggiore intensità le vie con alta concentrazione di ville di lusso, abbandonate invece vie più popolari come via Adamello, via Montebianco e via Argentara - continua l'esponente montesilvanese dell'Italia dei Valori - ho ritenuto doveroso segnalare alla stampa tale accaduto, considerate le numerose segnalazioni fatte dai cittadini della zona, che in mancanza dello Stato hanno lodevolmente provveduto da soli a creare un piccolo sentiero per consentire perlomeno il transito pedonale - poi conclude - i cittadini della zona hanno anche più volte contattato l'ufficio comunale di riferimento per segnalare il disagio».
Per il consigliere Gabriele Di Stefano la scarsa pulizia stradale è stata sicuramente «la mancanza più grave»: «le arterie principali, via Vestina, via Verotti, Corso Umberto, la riviera, nel pomeriggio di domenica erano percorribili non senza grandi difficoltà. Cumuli di neve sono stati depositati ai lati delle carreggiate non permettendo agli automobilisti di accostare in caso di emergenza così come è accaduto su Corso
Umberto, all’altezza dell’incrocio con via Marinelli: un’autoambulanza è rimasta bloccata perché non riusciva a sorpassare le macchine in coda. In via Vestina, invece, i mezzi per la pulizia si sono visti solo intorno alle 13, mezzi che per altro non erano neanche idonei al piano neve. Ritengo, inoltre, che una più accurata e preventiva manutenzione del verde avrebbe potuto evitare la strage di piante che si è verificata in tutta la città, decine e decine infatti sono stati gli alberi caduti per il peso della neve».
A Pescara il Pd segnala più o meno la stessa situazione e denuncia «strani ritardi per zone coop e Ater»
«Scientifico disinteresse», dice il Pd, «del Comune nei confronti di quelle zone storicamente ‘di sinistra’ del quartiere Colli: le 800 famiglie delle cooperative Murri di Via Santina Campana, gli abitanti delle coop di via Di Girolamo, le case Ater di Via Maestri del Lavoro sono stati abbandonati per giorni interi o sgomberati dalla neve solo all’ultimo giro utile. Ci auguriamo che sia accaduto solo per caso» spiega la sezione territoriale del Pd, «e vogliamo sperare che nelle prossime ore questa cattiva sensazione venga smentita dai fatti e che l’incubo possa finire».
I consiglieri Maurizio Acerbo, Enzo Del Vecchio e Fausto Di Nisio bocciano totalmente l’operato del sindaco Mascia: «l’amministrazione si è dimostrata completamente inadeguata ed incapace di affrontare una “preannunciata emergenza” che ha comportato un massiccio ricorso alla decretazione d’urgenza con il solo scopo di lenire le proprie manchevolezze ed offrendo una immagine di Pescara ancor più
imbambolata di quanto già non lo sia».
I tre consiglieri definiscono inoltre «inutili, se non al limite dell’offensivo, le continue e divergenti comunicazioni dell’apparato comunale impegnato più a giustificare il proprio fallimentare operato che ad assistere e comunicare all’opinione pubblica la reale situazione determinatasi ed in via di evoluzione».
«Ancora una volta», chiudono i tre, «è andata in onda l’arroganza e la supponenza di chi si ritiene intangibile e che ogni appunto o critica, financo da parte di semplici cittadini o neutrali osservatori degli organi di comunicazione, diventa un atto di lesa maestà».
Resta poi da chiarire, e lo chiede anche lo stesso Partito Democratico, la gestione da parte dell’Aca che ha lasciato anche per 48 ore intere famiglie senz’acqua o con erogazione a singhiozzo: la conduttura di Strada Pandolfi si rompe con estrema frequenza e la mancata informazione sull’avvenuto guasto ha rassicurato per ore i cittadini dei Colli che invece, in presenza di una procedura più efficace, potevano organizzarsi. L’unica comunicazione è comparsa sul sito dell’Aca domenica mattina, 36 ore dopo la rottura della conduttura. Ieri altri problemi non solo per i residenti dei colli ma anche per quelli di Montesilvano. L’acqua tornata solo alle 18 dopo una giornata completamente a secco, ed è andata via poco dopo, sebbene l’azienda che gestisce il servizio aveva parlato di un nuovo blocco solo a partire dalle 21.30
Forse ora, dopo le passerelle, è arrivato il momento di risposte vere e documentate.