ODISSEA DRAGAGGIO

Pescherecci incagliati, porto impraticabile. A marzo possibile chiusura totale

Testa: «una sconfitta per la città». Domenica sera una imbarcazione si è incagliata

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4791

 Pescherecci incagliati, porto impraticabile. A marzo possibile chiusura totale
PESCARA. Le recenti mareggiate ed il perdurare dei ritardi per il dragaggio del porto hanno fatto sì che la situazione dei fondali sia gravemente peggiorata.

Lo specchio acqueo, che comprende la darsena commerciale di levanete e il porto canale, continua ad essere interessato da insabbiamento con formazione di banchi sempre più estesi e irregolari che costituiscono un pericolo per la navigazione.
Gli ultimi rilievi batimetrici speditivi effettuati nei mesi di dicembre e gennaio hanno certificato l’impraticabilità dello scalo pescarese.
Per questo ieri il comandate della Capitaneria, Luciano Pozzolano, è stato costretto ad adottare una nuova ordinanza restrittiva per quanto riguarda l’ingresso e l’uscita al porto vietate alle unità da traffico e da pesca con pescaggio superiore ai 2,50 metri in presenza di condizioni meteo marine non ottimali (vento forza 4, 11/16 nodi e onde altre tra 1,50 e 1,25 metri).  In assenza delle condizioni di sicurezza i comandanti dei motopescherecci in ingresso potranno ormeggiare presso le banchine del porto commerciale. Il transito nel porto canale nella parte più interna è comunque consentito ad una sola unità per volta, così come il transito nella darsena di levante, attraverso l’imboccatura di sud est.
L’ordinanza è stata firmata a seguito dell’ennesimo insabbiamento registratosi domenica sera: il motopesca Biancamaria si è incagliato mentre usciva dal porto di Pescara diretto ad effettuare una battuta di pesca. L’episodio è avvenuto alle ore 22.30 nei pressi del molo di levante.
Episodi del genere, assicurano dalla Capitaneria, si verificano di sovente ed i comandanti dei motopescherecci, oramai esperti, riescono a disincagliarsi con i propri mezzi, ma questa volta è stato necessario l’intervento della motovedetta Sar della Capitaneria di Porto di Pescara che ha aiutato il peschereccio a liberarsi in due ore. Dopo aver effettuato i controlli di sicurezza di routine il motopesca con a bordo personale della Capitaneria di Porto ha tentato di guadagnare il largo riuscendoci, con estrema difficoltà, solo dopo numerosi tentativi.
La situazione ormai sembra completamente compromessa per lo scalo pescarese.
Facili previsioni inoltre dicono che la situazione peggiorerà in maniera esponenziale la prossima settimana quando per alcuni giorni ci sarà la piena del fiume Pescara che porterà alla foce detriti e terreno. Dunque alla fine di febbraio il porto potrebbe essere davvero completamente impraticabile se non si avvieranno nel frattempo le opere di aspirazione della sabbia, peraltro bloccate dalla inchiesta della procura antimafia de L'Aquila.
 Il commissario al dragaggio, Guerino Testa, non ha preso bene l’ultima ordinanza del comandante Pozzolano e ha parlato «dell'ultimo pesantissimo colpo, evidentemente inevitabile», che lo scalo ha dovuto subire per garantire la sicurezza di tutti gli operatori che ruotano attorno a questa struttura.
«La limitazione delle attività nello scalo è l'ennesima sconfitta della città», ha detto ancora Testa, «dopo il lavoro scrupoloso che abbiamo portato avanti da giugno a dicembre che ci aveva consentito di arrivare al dragaggio della darsena commerciale. Il mio obiettivo resta proprio quello: il dragaggio. Non ho alcuna intenzione di sottrarmi al rispetto della legge (che abbiamo sempre rispettato) ma è assolutamente indispensabile andare avanti e farlo speditamente. Chiedo quindi alle istituzioni, a tutti i livelli e di qualsiasi colore politico, di fare in modo che ciò avvenga, liberando il porto dai mille lacci e lacciuoli che lo stanno portando alla morte».

ANCORA UN INSABBIAMENTO IN PORTO
Continuano gli insabbiamenti nel Porto di Pescara a riprova del fatto che le condizioni dello scalo sono estremamente difficili e proibitive. Questa volta l’incaglio ha riguardato il motopeschereccio Letizia.  L’episodio è avvenuto alle ore 14.40 circa nei pressi del Molo di Levante. Anche questa volta è stato necessario l’intervento della Motovedetta della Capitaneria di Porto di Pescara che ha aiutato il peschereccio, sul quale è imbarcato il personale della stessa Capitaneria, a liberarsi in due ore. Tale operazione ha coinvolto anche il motopeschereccio Nonno Giovanni che ha agevolato il disincaglio.
(ultimo aggiornamento 18.38)