LE STRANEZZE

Scuole chiuse e ordinanze contrapposte. Pescara si ferma, L’Aquila no. Perchè?

Sul mare scuole chiuse ancora oggi e domani. Cialente "in montagna" non ci pensa nemmeno

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Lama Dei Peligni

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ABRUZZO. Pescara, Montesilvano e Chieti scuole ancora chiusi per neve nonostante non nevichi da più di 40 ore. Con i relativi distinguo. Difficile trovare una comune coerenza.


I sindaci Mascia, Di Primio e Cordoma terranno le scuole chiuse ancora oggi e domani per la gioia dei giovani e l’ira dei genitori, soprattutto quelli che non possono contare su nonni baby sitter. Chiusi anche uffici pubblici e ferme dunqu etutte le attività connesse con il relativo strascico di polemiche e disagi.
Il sindaco Mascia ha chiesto al prefetto (ed è arrivato il sì) di tenere chiusi nella giornata di lunedì anche gli uffici pubblici per «ridurre al minimo gli spostamenti». A Chieti, invece, i dipendenti pubblici sono tornati al lavoro «a seguito di attenta valutazione dell’evolversi della situazione meteorologica e dopo aver acquisito ogni utile notizia dai rappresentanti dei vari Comuni della Provincia. Tenuto conto, altresì, che gli Enti interessati si sono impegnati a completare le operazioni di pulitura e sgombero, già in atto, degli spazi adiacenti gli stessi Uffici Pubblici nonché quelle di messa in sicurezza dei cornicioni degli edifici dal pericolo di caduta neve e formazione di ghiaccio».
L’Aquila, dove sicuramente in questi giorni è caduta più neve rispetto alla costa, oggi la città è ‘riparte’: tutti a scuola e uffici pubblici regolarmente in funzione. La macchina dell’emergenza targata Cialente ha lavorato meglio rispetto a quella dei colleghi che oggi non sono riusciti a restituire alle proprie città la completa funzionalità? Il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, ci ha sperato fino all’ultimo ieri di riuscire a far tornare sui banchi gli studenti questa mattina, ma poi alla fine ha dovuto firmare l’ennesima proroga. Tutti a scuola, però, domani mattina, martedì.
Irremovibile il sindaco di Francavilla, Antonio Luciani: già sabato ha annunciato la riapertura dei cancelli di tutti gli istituti scolastici ad inizio settimana. Su Facebook qualcuno suggeriva di tenerli ancora chiusi, almeno nella giornata di lunedì, dal momento che chi deve spostarsi dai comuni minori potrebbe avere qualche difficoltà ad arrivare in aula. Pronta la risposta di Luciani (che sulla sua pagina risponde a tutti): «stiamo pulendo e passando con i mezzi spargisale». Insomma nessuna deroga.  Problemi comunque ce ne sono stati, non tanto per la neve…ma a causa delle formiche. Come segnala una mamma di una alunna della scuola d’infanzia Piane, questa mattina i piccoli alunni sono stati rispediti a casa per colpa di un'invasione di formiche. Sono rimasti solo quelli arrivati tramite il pulmino. «Ma è possibile che non vi siete preoccupati di fare delle rilevazioni interne????? Avete pensato solo a quelle esterne???», protesta su Facebook la donna. «Lei si immagina i disagi arrecati ad una madre che si era organizzata sapendo che poteva lasciare la figlia a scuola e quindi sarei potuta andare a lavorare? Si offre lei come baby-sitter dell'ultimo minuto??? E non mi venga a dire che è un incidente di percorso, che può capitare...con tutta questa neve pensavo e davo per scontato che si facessero anche i controlli interni».
Immediata la replica di Luciani: «Ci siamo subito attivati per risolvere questa problematica. Problematica che comunque non interessa né mensa né refezione ma solo alcune aule che saranno prontamente disinfestate dalle formiche». Polemiche ad Avezzano, dove le scuole riapriranno domani: «è davvero una follia voler riprendere le lezioni», protesta Pierfrancesco Bencivenga, della Consulta provinciale degli studenti di L'Aquila e rappresentante degli studenti del Liceo Scientifico Vitruvio di Avezzano.  «Indiscrezioni dicono che sia per volere del prefetto Iurato che vuole un ritorno alla normalità. Se le scuole venissero riaperte ci sarebbero grossi rischi», sostiene Bencivenga: «si muoverebbe un'utenza di oltre 5000 studenti con genitori al seguito. Non si guardi solo ai ragazzi provenienti da altri paesi della Marsica per cui la situazione é impossibile, ma si pensi pure alle modalità di raggiungimento delle scuole da parte degli studenti di Avezzano. I marciapiedi sono impraticabili e quindi gli alunni sarebbero costretti a camminare in strada generando confusione per il traffico e situazioni di pericolo. Bisogna altresì valutare anche la situazione di molte famiglie i cui mezzi sono ancora sommersi sotto la neve». Stamattina lezioni ferme (sempre a causa della neve) anche ad Ortona, Lanciano, Sulmona, Giulianova, Bolognano. Solo a fine giornata si potrà capire se hanno fatto bene i sindaci che hanno preferito non rischiare o quelli che hanno aperto gli istituti per mancanza di precipitazioni nevose. I più arrabbiati in questi giorni sono stati i genitori, soprattutto nel pescarese. Si sono scagliati contro il sindaco Mascia (che, mandate giù le critiche, ha prorogato l’ordinanza) non comprendono la necessità di tenere i ragazzi a casa per così tanti giorni.
Insomma da queste scelte amministrative incoerenti tra loro è possibile tracciare giudizi sulle capacità organizzative e le risposte alla emergenza neve?
«Sindaci, per piacere», scrive Byron su PrimaDaNoi.it, «prima di fare ordinanze di chiusura per più di un giorno, pensateci bene. Ogni giorno di scuola è prezioso, e già questa settimana avremmo potuto avere le scuole aperte mercoledì e giovedì. E' ovvio che le scuole lunedì saranno chiuse, ma non fate ordinanze a lungo termine...».
«Riaprite queste scuole o il sindaco ci paghi le baby sitter», scrive invece Giorgio. «Noi dobbiamo lavorare non siamo dipendenti pubblici!!!!!»
«Posso capire i sindaci della Marsica», commenta invece Lore_45, «che hanno chiuso le scuole ma vogliamo parlare di Pescara, Montesilvano O Ortona?????? Non è che i sindaci temono che i loro piani antineve non siano perfetti e dunque è meglio far circolare meno gente possibile per strada??? Questa situazione è ridicola: per una emergenza, che per quanto annunciata non può più chiamarsi tale, non si può bloccare una nazione intera!!!»
«Adesso qualcuno si deve dimettere», scrive invece Cisbeo commentando i problemi dei bus della Gtm: «anche perché è evidente che la scelta sbagliata di non acquistare le catene o le ruote termiche abbia di conseguenza costretto il sindaco a chiudere anche le scuole. Molti genitori hanno protestato e si sono chiesti: perché sospendere le lezioni se le strade sono pulite? Ma se gli autobus non camminano come volete che migliaia di studenti arrivino a destinazione?»

*** QUI I COMUNI DOVE LE SCUOLE RIMARRANNO CHIUSE ANCHE DOMANI***