IL DOCUMENTO SEGRETO

Comune di Chieti: si rischia il dissesto. Ecco i rilievi del Ministero

Nelle 150 pagine già “secretate” tutti gli errori contestati ad amministratori e dirigenti

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Chieti - Foto Roberto De Liberato

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CHIETI. Rischio casse vuote al Comune di Chieti. Il verbale ispettivo del Ministero delle Finanze, arrivato pochi giorni fa è stato subito misteriosamente reso inaccessibile.

Il rapporto spiega in 150 pagine che per la Giunta Di Primio c’è poca speranza di sopravvivere alla mancanza di liquidità dovuta ai debiti, alle spese incontrollate e ai debiti. Non si parla ancora di dissesto né di dimissioni anticipate dell’amministrazione di centrodestra, ma l’unica via d’uscita sembra essere quella di prendere coscienza che questo tipo di gestione del Comune non può continuare così. Il problema è tutto qui: o la Giunta si muove e recupera i crediti che ha (dalle bollette agli oneri di urbanizzazione) oppure chiude la baracca perché non ha più soldi in cassa.
Gli ispettori del Ministero ripetono fino alla noia che i mali del Comune hanno sicuramente origini antiche e si sono aggravati per le diminuite rimesse dello Stato (anche a causa dei decreti attuativi del federalismo fiscale). Ma poi scontano una certa irresponsabilità di alcuni dirigenti che insistono a firmare determine di spesa facendo affidamento su residui attivi anche non più esigibili, e soprattutto dipendono dalla scarsa, scarsissima capacità di incassare dai morosi le bollette dell’acqua e della Tarsu, gli oneri di urbanizzazione, l’Ici di tutti i cittadini evasori e così via. Insomma le casse comunali sono vuote perché mentre non si riscuote il dovuto, si spende allegramente, senza controllo e infischiandosene dei richiami del Collegio dei Revisori dei conti (che spesso viene citato e lodato per la sua attività di controllo, peraltro disattesa dalla Giunta, almeno secondo gli ispettori) e del responsabile della ragioneria del Comune. Lo stesso collegio così scriveva il marzo dell’anno scorso ai dirigenti dei vari settori (pag. 48 della relazione ispettiva):«per garantire la liquidità sufficiente per i pagamenti, vi invito ad attivare ogni utile procedura di riscossione». E a maggio replicava: «spiace constatare che a tutt’oggi nessun dirigente o responsabile di Staff ha comunicato notizie sugli incassi di aprile e sulle azioni intraprese per la riscossione dei residui attivi di competenza», invitando di nuovo i dirigenti ad attivarsi. Intanto a giugno faceva presente che la mancata riscossione stava “portando l’Ente in uno stato di continua tensione di liquidità finanziaria, tanto da essere costretto a ricorrere ad un’anticipazione di cassa per 13 mln e 893 mila euro, quasi al limite massimo consentito».
E a fine mese di giugno comunicava che «la situazione di cassa è peggiorata e risulta essere molto preoccupante», evidenziando i settori principali del mancato incasso dei crediti: «meno trasferimenti dello Stato, Regione inadempiente per le spese sociali e culturali, anticipazione concessa a Teate servizi, oneri di urbanizzazione delle cooperative, multe stradali, Ici, Tarsu e bollette dell’acqua affidate a Teate servizi».
Negli ultimi sei mesi nulla è migliorato, semmai i debiti sono aumentati così come l’anticipazione di cassa (cioè lo scoperto bancario che costa un botto di soldi) e i residui attivi sono stati ancora utilizzati come il paravento per operazioni che ora sono state segnalate alla Corte dei Conti. Ora dunque la Giunta Di Primio dovrà fronteggiare questa emergenza, che va ben oltre la neve, ma la sua maggioranza non sembra proprio consapevole dei pericoli che corre il Comune e del rischio di nuove elezioni. Infatti si disinteressa di questa bocciatura del Ministero e pensa di più al prossimo congresso provinciale del Pdl, dove candida Roberto Melideo, l’assessore comunale alle Finanze e al Bilancio. Anche l’opposizione finora è stata poco incisiva e aspetta solo l’esito del suo ricorso al Tar contro il Bilancio, annunciato entro marzo. Intanto l’opinione pubblica viene tenuta all’oscuro: si prevede un risveglio difficile.

Sebastiano Calella