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Pizzoli, stupro selvaggio fuori la discoteca. Sospetti su un militare

La ragazza di 20 anni è stata ritrovata nella neve priva di sensi

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Pizzoli, stupro selvaggio fuori la discoteca. Sospetti su un militare
L’AQUILA. Lui nega ma gli indizi contro di lui sarebbero schiaccianti. Nega la violenza ma non il rapporto sessuale che sarebbe stato consenziente.

Il ragazzo, militare in una vicina caserma, sarebbe il sospettato numero uno del brutale stupro avvenuta nella notte tra sabato e domenica nel parcheggio discoteca Guernica di Pizzoli.
Vittima una ragazza di 20 anni, studentessa universitaria in città ma originaria di Tivoli, che ha rischiato di morire non solo per le lesioni subite ma anche assiderata, visto il freddo pungente di questi giorni che arriva a molti gradi sotto lo zero.
Agghiacciante la testimonianza del titolare e del buttafuori della discoteca che agli investigatori hanno raccontato come hanno scoperto la ragazza e come loro stessi hanno scoperto il ragazzo lì vicino. La giovane era riversa nella neve, immobile «sembrava morta» ed erano evidenti le macchie di sangue sui vestiti e sulla neve. Il 118 è stato chiamato immediatamente.
Secondo il racconto del buttafuori la ragazza era priva di sensi e per questo sono state tentate manovre per rianimarla, senza riuscirci. Il cuore batteva ancora per questo c’erano speranze. Poi agli inquirenti il buttafuori ed il proprietario della discoteca, sopraggiunto in un secondo momento, hanno raccontato che lì vicino hanno notato un ragazzo ancora con i pantaloni abbassati e con alcune macchie sugli abiti. «Macchie di sangue», hanno detto sicuri i due unici testimoni.
Al gestore della discoteca il ragazzo ha raccontato di essere militare di fuori ma in servizio all'Aquila ed ha aggiunto che l’indomani sarebbe dovuto andare al lavoro. Gli altri lo hanno invitato ad attendere i carabinieri.
Intanto domenica la ragazza è stata operata all’ospedale San Salvatore de L’Aquila per suturare le ferite provocate dalla violenza che sarebbe stata «particolarmente selvaggia». I carabinieri hanno ascoltato una quindicina di persone per cercare di ricostruire l’accaduto. I contorni sono ormai chiari e si parla senza mezzi termini di una brutale violenza consumata ai margini di un luogo di festa e di svago, al freddo e al buio di un parcheggio affollato.
Lo stupro sarebbe avvenuto intorno alle 3.30 quando all'interno del locale da ballo vi erano ancora tante persone e per questo in molti potrebbero essersi accorti dell’accaduto. Interrogati anche gli amici del ragazzo sospettato.
E’ probabile che anche oggi saranno ascoltati altri militari del 33/Esimo Reggimento di artiglieria terrestre "Acqui" dell'Aquila, visti poco prima all'interno della discoteca parlare con la giovane vittima.
Il principale indiziato invece nega la violenza e parla di un rapporto consensuale ma dovrà spiegare probabilmente nelle prossime ore insieme al suo avvocato per quale motivo la ragazza è stata lasciata nelle neve, priva di sensi ed il perché di quel sangue. Se il rapporto è stato consensuale gli inquirenti vogliono capire perché il ragazzo non l’abbia assistita e soccorsa ma abbandonata sull’asfalto, come un animale.
Anche le amiche della vittima sono state ascoltate ma pare non si siano accorte di nulla anche se avrebbero fornito indicazioni importanti per dissipare la nebbia che ancora avvolge questa violenza che ha già destato reazioni e indignazione.