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Comune Chieti, per il Ministero:«bilanci comunali a rischio»

La relazione degli ispettori ha evidenziato forti criticità che minano la stabilità dell’ente

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Comune Chieti,  per il Ministero:«bilanci comunali a rischio»
CHIETI. «Da quanto riportato nel corso del lavoro, appare evidente che la gestione finanziaria dell’Ente, alla data della verifica, presenta diverse criticità sostanziali».

«Soprattutto in termini di solidità e di sostenibilità del bilancio non solo nel medio, ma anche nel breve periodo».
Iniziano così le conclusioni finali della lunga relazione che gli ispettori del Ministero dell’Economia hanno inviato al Comune di Chieti e che Primadanoi.it ha anticipato ieri. Il consiglio-invito è chiaro: «appare improcrastinabile un’azione di risanamento delle finanze comunali che tenda a contenere e riorganizzare la spesa corrente e ad aumentare in modo drastico il tasso di riscossione delle entrate. Ma preliminare a queste azioni appare necessaria un’attività straordinaria di riaccertamento dei residui» per arrivare alla verità sui soldi da riscuotere, annullando quelli di dubbia esigibilità. Rischia infatti di essere drogato un bilancio che consente spese fidando su introiti che non arriveranno più. La verifica ministeriale, che si è svolta lo scorso anno dall’11 luglio al 5 agosto, ha dunque messo sotto accusa l’indebitamento del Comune e il ricorso agli artifici contabili, come quelli di utilizzare i residui attivi di ieri – alcuni definiti anche di «dubbia esigibilità» perché troppo vecchi – per pagare oggi spese correnti. Una diagnosi che è molto simile a quella dei Revisori dei conti del Comune, che sul rendiconto 2010 espressero dubbi di questo tipo, ma furono tacciati di allarmismo e di partigianeria. Al contrario, alla pagina 41 delle circa 150 di cui consta il verbale, il Ministero cita espressamente «il notevole lavoro dei Revisori» sui residui, che sono uno dei mali dell’amministrazione finanziaria del Comune. Questo dell’uso disinvolto dei residui è però solo uno dei difetti, anche se tra i più gravi, riscontrati nella relazione del Ministero pervenuta da alcuni giorni al Sindaco. Dopo aver lodato la collaborazione e la disponibilità dei dipendenti comunali di tutti i livelli, gli ispettori ripercorrono la storia dei bilanci dal 2006 al 2011, analizzando in filigrana tutte le vicende più o meno importanti dell’amministrazione comunale, dai tempi del sindaco Ricci a quelli attuali di Umberto Di Primio.
Scorrono così il lodo arbitrale con la Neturbà, il contenzioso con la Provincia per l’affitto dell’Istituto d’arte, le contorsioni per il teatro Marrucino (che deve riscuotere ancora dalla Regione un mucchio di soldi), le bollette dell’acqua non riscosse, così come gli oneri di urbanizzazione e tutti i soldi che i privati avrebbero dovuto pagare al Comune e che non hanno pagato. Il che ha messo e mette in grave crisi il funzionamento della macchina comunale e dei servizi. Solo per il 2010 ci sono 10 milioni di residui da incassare: 2,1 mln dall’Ici, 7,3 dalla Tarsu, e Irpef per 437 mila euro. Mentre il totale dei residui attivi riportati nel titolo 5° del bilancio dimostra che «in definitiva una parte consistente dei residui attivi riguarda crediti esigibili verso soggetti privati e ammonta a 65,9 mln così divisi: 37 mln da privati per interventi pubblici, 22 mln da servizio acquedotto, 10 mln – come detto – per Ici, Tarsu e Irpef, 1,3 mln per oneri di urbanizzazione».
 Il tutto a causa dell’incapacità di incassare il dovuto. Insomma un giudizio molto pesante che fotografa le criticità della gestione dei bilanci da parte della struttura tecnica del Comune ed un comportamento superficiale della classe politica che ci amministra. La cronaca ci racconta di consiglieri più interessati alle baruffe in Consiglio ed alle polemiche interne che ad una seria lotta all’evasione contributiva ed alla distribuzione equa delle risorse sempre più scarse. E’ inutile poi lamentarsi del Piano neve che non funziona, se questo andazzo amministrativo consente ai “furbi” di non pagare, relega chi paga al ruolo di “fesso” e non consente di attrezzare servizi efficienti.

Sebastiano Calella