TORTORETO

Tortoreto, dirigente comunale indagato per peculato

Il sindaco: «indignato e sorpreso»

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Il sindaco Generoso Monti

Il sindaco Generoso Monti

TORTORETO. Finisce sotto inchiesta della Procura di Teramo ed il sindaco è all’oscuro di tutto.

Il dirigente del settore Finanze del Comune di Tortoreto è stato prelevato dal posto di lavoro questa mattina da due ufficiali della polizia giudiziaria della Guardia di Finanza che gli hanno notificato il divieto di dimora nel territorio comunale.
«Sono indignato per l’accaduto e spero che la magistratura faccia chiarezza» il commento del sindaco Generoso Monti . Il primo cittadino dopo l’accaduto avrebbe raggiunto con il segretario generale dell’ente, Maria Grazia Scarpone, l’ufficio del sostituto procuratore inquirente a Teramo per chiarire la questione ed acquisire maggiori dettagli. Il sindaco mantiene il riserbo sulla questione e dice di non conoscere l’entità del presunto utilizzo di denaro pubblico da parte del dirigente e a che cosa servisse.
«Il magistrato», dice Monti, «davvero gentile ed ospitale, ci ha ricevuti ma non ci ha potuto dire più di tanto per ovvi motivi legati alla segretezza dell’indagine. Si è limitato a parlarci di una condotta illecita».
Una cosa però è certa. Il sindaco intende attivare le procedure di controllo amministrativo come la rivisitazione della contabilità pregressa interpellando la banca a cui è stato affidato il servizio di tesoreria dell’Ente per fugare ogni dubbio.
«Sono indignato per l’accaduto», conclude il primo cittadino, «quando abbiamo saputo dell’arrivo in Comune di due ufficiali della polizia giudiziaria che hanno obbligato il nostro dirigente ad allontanarsi dal posto di lavoro notificandogli il provvedimento con cui gli vietano la dimora a Tortoreto e quindi di restare dietro la scrivania del suo ufficio, siamo rimasti sbalorditi. Sono un sindaco che si è fatto rimborsare in un anno appena 27 euro per le spese di trasferta. Ora, venire a sapere di un presunto tentativo di distrazione di denaro pubblico mi lascia senza parole».
Stando alle ultime indiscrezioni, come riferiscono le agenzie stampa, il dirigente avrebbe tentato di acquistare un auto di grossa cilindrata per circa 100mila euro. Il reato ipotizzato su cui sta indagando la procura di Teramo è di peculato