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Chieti, il Ministero dell’Interno mette sotto accusa la gestione del Comune

Rilievi sono stati mossi alla gestione Di Primio ma anche a quella Ricci

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il sindaco Di Primio

Il sindaco Di Primio

CHIETI. Altro che vento siberiano. C’è un verbale dell’ispezione amministrativa del Ministero dell’Interno, effettuata la scorsa estate, che rischia di essere una gelata destabilizzante per il Comune di Chieti.

Se ne parla a mezza voce tra i consiglieri comunali ma pochi l’hanno visto, anche se è arrivato ormai da qualche giorno al sindaco, ai revisori dei conti, alla Regione Abruzzo (settore autonomie locali), alla Corte dei Conti nazionale ed abruzzese, al Prefetto di Chieti e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Si tratta di una lettera riassuntiva di quattro pagine con una ventina di punti di contestazione e con allegato un cd pieno di spiegazioni e riferimenti legislativi sugli argomenti trattati.
 Si va dalle 7 contestazioni con rilievi molto articolati sul Bilancio, ai 5 punti dedicati alla gestione del personale più altri 2 sui dirigenti ed 1 sul segretario generale, più altri 2 per le società partecipate Teate servizi e Chieti solidale. A quanto se ne sa, il materiale è così ampio e dettagliato che servirà molto tempo per valutarlo bene punto per punto e riguarda sia la fine dell’amministrazione Ricci che l’inizio di quella del sindaco Di Primio: è certo però che il taglio dei rilievi è molto critico e che il Comune esce malconcio dalla vera e propria Tac effettuata sulla macchina organizzativa, con bocciature senza appello sulla gestione finanziaria, sul Bilancio e sul personale.
Troppa confusione, troppi mutui, eccessiva anticipazione di cassa (cioè prestiti chiesti alle banche), debiti fuori bilancio finanziati con mutui (non si può fare), difficoltà ad incassare tributi e crediti, troppi pignoramenti presso il tesoriere, gestione approssimativa del personale. Insomma un vero terremoto che viene dal Ministero dell’Interno all’epoca diretto da Roberto Maroni e che mette in difficoltà l’amministrazione Di Primio, anche se in realtà ci sono critiche anche per il suo predecessore Francesco Ricci che avrebbe contratto troppi mutui con conseguenze sulla liquidità attuale. Solo per fare un esempio della confusione che regna nei conti, gli ispettori hanno scoperto un disallineamento tra i bilanci di Teate servizi e quelli del Comune. Se Palazzo d’Achille iscrive un credito di 953 mila euro verso la società partecipata, ci si aspetterebbe che nell’altro bilancio ci fosse un debito di altrettanti 953 mila euro. E invece di debito ce ne sono solo 556 mila. «Si, confermo, la relazione è arrivata da qualche giorno, ma causa l’emergenza neve non l’ho ancora letta – dichiara il sindaco raggiunto telefonicamente a bordo di un Bobcat – e non riguarda solo la mia amministrazione. Valuteremo con calma e decideremo come muoverci.” Come in tutti i documenti di questo tipo, non si può prendere per oro colato la relazione, prima di ascoltare - rilievo per rilievo - le risposte e le controdeduzioni del Comune. Certamente il gelo di questi giorni non consentirà una risposta rapida, ma intanto è caccia al documento, con le prime polemiche dei consiglieri di maggioranza all’oscuro di tutto e di quelli dell’opposizione “noi l’avevamo detto».
Sebastiano Calella