I VELENI DIMENTICATI

Tollo, la discarica dei veleni. L’assessore Tiberio: «rischi in caso di esondazione»

«Nell'area sicurezza precaria»

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Tollo, la discarica dei veleni. L’assessore Tiberio: «rischi in caso di esondazione»
TOLLO. «Un problema c’è,eccome. Se il fiume Venna esonda, il materiale tossico nei sacconi si potrebbe riversare tutt’attorno».

Va dritto al punto l’assessore comunale all’Ambiente ed energia di Tollo, Luigi Tiberio, riguardo ai rischi ancora presenti sul sito dell’ex discarica tra Tollo, Miglianico e Francavilla, meta anni fa di un incontrollato via vai di camion contenenti rifiuti tossici.
La bonifica del sito è stata fatta ma i 337 sacchi pieni di scorie sono in sicurezza, “provvisoria”. In realtà aspettano di essere portati via definitivamente da anni. Servono soldi per trasportarli altrove, smaltirli secondo la legge, e la Regione Abruzzo, più volte sollecitata, non ha mai provveduto.
«Il problema c’è»,dice Tiberio, ma la Regione sembra non considerare l’operazione Tollo una priorità. 

«RISCHIO ESONDAZIONE»
Potrebbe accadere che il fiume Venna possa esondare e questo potrebbe coinvolgere l’area del capannone dove ci sono i sacchi e trascinarne i contenuti. L'assessore Tiberio non reputa questa evetualità probabile ma solo possibile.  «E’ successo in passato che il fiume in piena sia esondato allagando l’area in questione. Non mi risulta però che il capannone fosse coinvolto».
Che si tratti di uno stato di sicurezza precaria lo dice il termine stessso: “messa in sicurezza provvisoria”, uno status che richiede continui controlli monitoraggi ed un termine transitorio di giacenza dei rifiuti che invece albergano lì da anni.
Tiberio descrive le operazioni di sicurezza messe in campo per isolare i big bags. «E’ stato fatto un rialzo del piano», racconta, «su cui c’erano i sacchi, appunto per metterli più al riparo da un’esondazione del fiume. Poi, sono stati posti doppi teli di polietilene sui big bags in modo da impermeabilizzarli. Intorno è stato fatto un recinto che dovrebbe rendere la zona inaccessibile».
Un’area talmente sicura ed inaccessibile ma il giornalista Gianni Lannes, nell’ambito della sua inchiesta sulla discarica, riuscì ad entrare nel capannone e ad avvicinarsi ai teli.
Da allora, assicura Tiberio, «sono stati eseguiti controlli sullo stato dei sacchi. A meno che non si verifichi una tromba d’aria che trascini via i sacchi, o un’esondazione, la situazione dovrebbe reggere».
Poi, l’assessore dice di aver visto «dai big bags lacerati, una polvere metallica». In realtà nei 337 sacconi c’è molto di più. Si tratta di «alluminio, fanghi da lavorazione del cuoio (5.267.710 kg), scorie di fusione materiali non ferrosi (3.341,480 kg), scorie fusione materiali ferrosi (132.140 kg), alluminio presente come azoturo, piombo pari a 1.997 mg/Kg, berillio, arsenico, mercurio, tallio in concentrazioni elevate, ammoniaca cloruri eccedenti la norma e di due campioni tossici e nocivi».

TOLLO NELLA MENTE DELLA REGIONE?
Non v’è certezza sul fatto che l’operazione Tollo sia scomparsa completamente dai pensieri della Regione. Una cosa è però acclarata: in tutti questi anni, l’Ente ha fatto spallucce dinanzi al problema. Secondo Tiberio, «il piano di bonifica regionale che si riferisce a discariche solide urbane non prevede nulla in merito a Tollo». Forse, chissà, la Regione potrebbe aver riservato a Tollo un capitolo speciale, o forse niente. L’assessore ha forti dubbi:«bisognerebbe chiedere all’Ufficio Bonifiche della Regione se hanno previsto l’operazione di completamento dei lavori di bonifica a Tollo», dice, «ma credo che la risposta sarà negativa».
Sui motivi dello stallo ci sono molti dubbi. Potrebbe trattarsi della mancanza di soldi in Regione o di qualche intoppo burocratico. L’obiettivo del Comune è chiaro: «qualcuno deve occuparsene», precisa Tiberio, «l’assessore regionale all’ambiente Mauro Di Dalmazio dovrebbe prendere in considerazione questo fatto». Anche il sindaco di Tollo, Angleo Gialloreto, assicura di muoversi in questa direzione.
Marirosa Barbieri