L'ORDINANZA

Emergenza neve, a L’Aquila l’ordinanza che fa discutere

Ecco tutti gli obblighi straordinari per i cittadini a causa dell’emergenza

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Emergenza neve, a L’Aquila l’ordinanza che fa discutere
L’AQUILA. Spalare, pulire e buttare il sale: gli aquilani devono fare tutto da soli.

Per aumentare la sicurezza cittadina il sindaco obbliga i cittadini a provvedere personalmente alla rimozione della neve. «Vietato spargerla», una volta rimossa, «o accumularla sul suolo pubblico», però. Dove metterla allora? E qualcuno fa il paragone con l’emergenza macerie post sisma, quintali di materiali da stipare chissà dove.
Se in altre città sono stati assoldati spalatori (assunti con contratti interinali con uno ‘stipendio’ di 10 euro lordi all’ora) L’Aquila va decisamente in controtendenza. L’obbligo di imbracciare una pala (e non solo) si estende, si legge nell’ordinanza «ai proprietari, agli amministratori o ai locatari di stabili, a qualunque scopo destinati, che insistono sulla pubblica via».
Sono loro che devono provvedere «per tutta la lunghezza degli stessi», allo sgombero della neve, alla rottura del ghiaccio, allo spargimento di materiale antisdrucciolevole nonché a evitare il versamento di acqua poiché passibile di congelamento. Insomma, un lavoraccio.
«La neve rimossa dai cortili o altri luoghi privati – prosegue il testo dell’ordinanza - non deve, in alcun caso, essere sparsa e accumulata sul suolo pubblico». Ma non è finito qui. I proprietari, gli amministratori e i conduttori di stabili devono inoltre provvedere a «che siano tempestivamente rimossi i ghiaccioli formatisi sulle grondaie, sui balconi o terrazzi, nonché tutti i blocchi di neve o ghiaccio che rischiano di cadere sui marciapiedi pubblici o su cortili privati, onde evitare pregiudizi alla sicurezza di persone e cose. La rimozione della neve da tetti, terrazze, balconi, la stessa deve essere effettuata senza interessare il suolo pubblico». Qualora ciò non sia obbiettivamente possibile, le operazioni di sgombero devono essere eseguite «delimitando preliminarmente l’area interessata ed adottando ogni possibile cautela, non esclusa la presenza al suolo di persone addette alla vigilanza».
I canali di gronda ed i tubi di discesa delle acque meteoriche devono essere sempre mantenuti in perfetto stato di efficienza. «È fatto obbligo – prosegue il testo - ai proprietari, gli amministratori e ai locatari di stabili di segnalare tempestivamente qualsiasi pericolo con transennamenti opportunamente disposti». Cercasi urgentemente fornitore ufficiale di transenne.
Alla rimozione della neve dai passi carrabili «devono provvedere i loro utilizzatori». I privati che provvedono ad operazioni di sgombero della neve dal suolo pubblico, inoltre, «non devono in alcun modo ostacolare la circolazione pedonale e veicolare nonché il movimento dei mezzi per la raccolta dei rifiuti e lo sgombero neve». Lavorate, insomma, fate in fretta e non disturbate.
Inoltre chi ha un negozio o qualsiasi attività che insiste sulla pubblica dovrà provvedere anche «alla costante pulizia dei marciapiedi».
«Ho emanato l’ordinanza – ha dichiarato il sindaco Cialente – al fine di aumentare il livello di sicurezza per pedoni e automobilisti. Ricordo che proprietari, inquilini e amministratori di immobili sono, per legge, responsabili, anche penalmente, di eventuali danni provocati a persone o cose dalla caduta di neve o ghiaccio dai tetti o dai balconi. Sono certo, comunque, di poter contare sulla comprensione e sulla collaborazione di tutti».
Più ‘morbida’, invece, l’ordinanza emanata a Pescara dal sindaco Albore Mascia che chiama in casa solo i proprietari degli edifici o gli amministratori di condomini. A loro si chiede un controllo tecnico per evitare «pericolosi distacchi di blocchi di neve o ghiaccio dai cornicioni, tetti e pensiline».