RICOSTRUZIONE

Il Consiglio comunale:«Cialente sia il nuovo commissario per la ricostruzione»

La mozione approvata questa mattina

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Massimo Cialente

Massimo Cialente

L'AQUILA. Nel consiglio comunale di questa mattina alcune mozioni approvate.

I lavori del Consiglio comunale si sono aperti stamane con l’ordine del giorno, presentato dai consiglieri comunali Luigi Faccia (L’Aquila città unita) e Franco Mucciante (Forza Italia) relativo alla proposta di intitolazione dell’area di Piazza D’Armi, dedicata al nuovo mercato ambulante, come “Piazzale volontari d’Italia”. La proposta, approvata con 32 voti favorevoli e due contrari, è stata presentata in quanto «Piazza D’armi è divenuta- si legge nel documento – il simbolo dell’emergenza del post sisma e della grande azione di solidarietà dei volontari di tutta Italia, in quanto è stato il campo di accoglienza più grande di quelli allestiti dalla Protezione Civile in tutto l’Abruzzo, ospitando sino a 1600 sfollati appartenenti a numerosissime etnie».
L’assemblea ha approvato inoltre, con 15 voti favorevoli, 10 contrari e 5 di astensione, la mozione presentata dai consiglieri comunali Enrico Verini e Maurizio Leopardi (Fli) relativa alla proposta di attribuzione di compiti commissariali al sindaco del Comune dell’Aquila. La mozione impegna il sindaco dell’Aquila «a farsi promotore, presso le autorità competenti governative, di ogni azione utile e necessaria, al fine di modificare il modello commissariale, designando per tale ruolo lo stesso primo cittadino, a partire dalla data della prossima scadenza del mandato commissaria ledi dicembre 2012».
Attraverso tale misura il Consiglio comunale ritiene infatti «che ci possa essere una maggiore vicinanza e un più proficuo rapporto tra i cittadini colpiti dal sisma e autorità, al fine di proporre norme più snelle, più attinenti alla realtà che certamente è meglio conosciuta da un Sindaco piuttosto che da un Presidente di Regione». Il consiglio ritiene inoltre che, «attribuire i compiti commissariali al sindaco, rappresenterebbe certamente un necessario esercizio democratico, che rafforzerebbe e darebbe piena legittimità ad un ruolo decisivo e di difficile esercizio».