PESCARA

Centrale Fater, la questione approda in Consiglio regionale

Da Spoltore: «ripercussioni anche per noi, serve iter autorizzativo»

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Centrale Fater, la questione approda in Consiglio regionale
PESCARA. I consiglieri regionali Maurizio Acerbo (Rc), Marinella Sclocco (Pd) e Antonio Saia (Pci) presenteranno una interrogazione regionale nel corso del prossimo Consiglio regionale.

Troppi i dubbi su questo progetto, sostengono i consiglieri. E la «credibilità delle istituzioni» (Comune di Pescare e Regione) non passa l’esame. Nei giorni scorsi almeno un risultato lo si è ottenuto grazie al Wwf: l’associazione ambientalista ha chiesto all’azienda di ridurre le emissioni. 
Ma se Legambiente plaude a questa iniziativa sostiene che non sia ancora sufficiente.
«Dalla documentazione esaminata – spiega Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo – emerge, al contrario delle tante richieste avanzate in Abruzzo, che la centrale non ha finalità prettamente speculative, bensì è finalizzata all’autoconsumo con l’obiettivo di perseguire un migliore efficientamento energetico, una ulteriore riduzione delle emissioni e l’affrancamento dalle fonti fossili».
«Se da un lato leggiamo in positivo il bilancio ambientale – continua Angelo Di Matteo – dall’altro però non possiamo non evidenziare la criticità nell’approvvigionamento della biomassa ad olio vegetale importata da paesi africani e non proveniente quindi da una filiera corta o dal recupero degli olii vegetali esausti. L’azienda, in attesa di veder migliorato il contesto degli approvvigionamenti, deve impegnarsi a rispettare le indicazioni della Commissione Europea sui biocombustibili: come ciclo di vita è previsto un risparmio di gas ad effetto serra, rispetto ai combustibili fossili, del 35% al 2014, al 50% al 2017 e al 60% nel 2018».
La questione della centrale Fater ha però alimentato ulteriormente la discussione sulla difficile situazione della qualità dell’aria in Val Pescara che, come descritta anche nel dossier Mal’Aria presentato da Legambiente a gennaio, pone l’area metropolitana di Pescara-Spoltore a metà strada tra il livelli di inquinamento riscontarti a Milano e a Torino.
«Il problema sollevato sulle emissioni della centrale a biomasse della Fater è importante e non va sottovalutato – conclude Angelo Di Matteo – ma rischia di essere fuorviante rispetto al contesto, in quanto il Piano sulla Qualità dell’Aria approvato nel 2007 dalla Regione Abruzzo che vieta alle aziende in Val Pescara di aumentare le emissioni in atmosfera, attribuisce le cause dell’inquinamento per circa l’88% al traffico veicolare e per circa il 7% alle attività industriali».
A protestare in questi giorni anche il Pd di Spoltore secondo il quale gli effetti dell’ impianto avranno ripercussioni ambientali anche sul loro territorio «già martoriato dai fumi del cementificio».
«La questione dunque», fanno notare, «ha ripercussioni sovracomunali delle quali si dovrebbe tener conto espletando l’iter autorizzativo». Il partito Democratico si dice inoltre stupito per le «bizzarre affermazioni» rilasciate dai delegati della Asl: «L’aria di Pescara fa schifo non sarà la centrale biomasse Fater a peggiorarla» e dell’Arta: «L’aria è ampiamente fuori dai limite di legge, la centrale impatterà solo per pochissimo» all’ultima commissione ambiente di Pescara.
Il Pd sottolinea che tutto ciò è «sicuramente in antitesi con il decreto legislativo 155/2010 e con gli obiettivi fissati dal Piano Regionale per la tutela della qualità dell’aria del 2007 completamente disatteso sia a Pescara che a Spoltore con evidenti responsabilità, che prevedeva già entro il 2010 il rispetto degli obiettivi stabiliti dalle normative europee, evitando comunque il peggioramento nelle zone definite di mantenimento».