L' ABRUZZESE ILLUSTRE

Gli strepitosi affari immobiliari dell’astro Massimo Caputi

Dalla Proger ai recenti scandali: storia di una vita di successo

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Massimo Caputi

Massimo Caputi

ABRUZZO. Lui c’è sempre, quando si tratta di grandi affari, storie di amministrazioni, investimenti a sette o otto zeri, quando si tratta di cariche o poltrone lui c’è.

Da qualche giorno le cronache di tutti i giornali italiani sono piene delle gesta di Massimo Caputi, abruzzese, grande imprenditore che ha iniziato a sfondare il mercato locale negli anni ’80 con la sua creatura più importante, la Proger spa. Si tratta oggi di un colosso che ha progettato in giro per il mondo opere faraoniche da miliardi di euro. Alla fine degli anni 80 andava forte per lo più nel circondario tra Pescara e Chieti per opere importantissime come il porto turistico, il tribunale di Pescara, l’università D’Annunzio (dove candidato nella corsa a nuovo rettore è il fratello Sergio Caputi).
Ma questo è il passato. Il futuro invece riguarda due incredibili operazioni immobiliari emerse grazie ad alcune inchieste giornalistiche e riguardano la vendita di due palazzi uno a Roma e l’altro a Venezia. Fatti diversi accomunati da un incredibile guadagno di chi vende e da un punto di contatto: Massimo Caputi appunto.

ROMA, I CONTI TORNANO: IN UN GIORNO GUADAGNO DA 18 MILIONI DI EURO
La notizia viene lanciata lo scorso 31 gennaio dal tg La7 di Mentana: al centro della compravendita di un palazzo di via della Stamperia il Fondo Omega, creato per valorizzare il patrimonio immobiliare del gruppo Intesa, presieduto da Caputi e la “Estate Due”, la società immobiliare del senatore Pdl, Riccardo Conti.
«Il 31 gennaio del 2011», scrive il Messaggero, «il giorno in cui Conti acquista l’immobile dal fondo Omega gestito da Massimo Caputi e dalla sua Idea Fimit, nel portafoglio della sua società ci sono appena mille e sessanta euro. Eppure, quella mattina, la Estate Due si impegna a pagare 26 milioni e mezzo, e ad anticiparne cinque in pochi giorni».
Sempre il 31 gennaio 2011 Riccardo Conti vende all’Enpap (l’ente di previdenza degli Psicologi) il palazzo con un ricarico di diciotto milioni, cioè 44,5 milioni. Chiedendo un anticipo di sette milioni da pagare in tempi rapidi. Conti poi verserà tre giorni dopo cinque milioni di acconto che doveva a Massimo Caputi. «Così prima ancora di aver sottoscritto un rogito», scrive sempre il Messaggero, «il senatore Pdl aveva già incassato due milioni senza sborsare nulla di tasca propria. Tre mesi dopo, Riccardo Conti deve saldare il conto con Idea Fimit, che gli ha venduto il palazzetto. Così un giorno prima del termine, cioè il 29 aprile 2011, Conti prende appuntamento con il presidente dell’Enpap per l’atto di vendita definitivo del palazzo che ancora deve pagare. In quella occasione incassa una tranche di altri 26 milioni e mezzo, e può agilmente versare i 21,5 che servono per saldare Idea Fimit di Caputi».
Il senatore Conti nato nella Dc è poi passato nell'Udc per approdare al Pdl nella corrente che porta a Giovanardi. Al Senato è entrato in sostituzione del governatore della Lombardia Roberto Formigoni. Oltre a fare l'immobiliarista ha una piccola partecipazione nella Lux Vide, la società che produce fiction per la tv, fondata da Ettore Bernabei.
Sui fatti narrati la procura di Roma ha aperto una inchiesta.

VENEZIA: FERROVIE E REGIONE, ALTRO AFFARE TARGATO CAPUTI
La Nuova Venezia invece parla oggi di un altro affare di cui a livello locale si era già parlato ma che forse dopo i fatti romani è tornato alla mente a qualcuno.
Infatti il quotidiano ricorda la vicenda della compravendita del palazzo delle Ferrovie di Venezia, che oggi ospita 600 dipendenti della Regione, comprato dalla giunta Galan nel 2007 per 70 milioni di euro dopo che era stato valutato 70 miliardi di lire, ovvero 35 milioni di euro, da dirigenti della stessa Regione nel 2001.
«Al netto del tempo passato e di lavori di ripristino, la plusvalenza è stimata in 24 milioni di euro», scrive il quotidiano.
In quel caso Massimo Caputi era anche amministratore delegato di Grandi Stazioni.
«La compravendita parte nel 2001», scrive sempre il quotidiano veneto, «quando Caputi, che conosce personalmente Galan, avvia contatti. La Regione non si schioda dalla valutazione di 70 miliardi di lire che le Ferrovie avevano fatto cedendo gli immobili di Venezia, Bologna e Firenze, un pacchetto unico, a Grandi Stazioni (40% Benetton, Pirelli e Caltagirone). Glielo vanno a dire due dirigenti regionali, Umberto Bocus e Loris Costantini. Caputi non vende, preferisce accordarsi per l’affitto, ma paga lo stesso la prima tranche di consulenza a Gian Michele Gambato che gli ha agevolato la trattativa».
Chi è Gambato? Era il responsabile commerciale della Proger di Massimo Caputi, oggi trasferitosi in Veneto ed è presidente di Sistemi Territoriali, società della Regione.
La seconda tranche viene pagata a Gambato nel 2007 dal nuovo a.d. di Grandi Stazioni, Ennio Aliotti, quando il palazzo di Venezia viene acquistato dalla giunta Galan per 70 milioni di euro. Totale della provvigione a Gambato 1,6 milioni. Tre anni dopo, nel 2010, scoppia uno scandalo e viene aperta una inchiesta di cui non si è saputo più nulla.

FIMIT, CAPUTI, NAPOLEONE E LA RICOSTRUZIONE DE L’AQUILA
Caputi che di strada ne ha fatta negli ultimi 30 anni non si è dimenticato del suo Abruzzo dove ha i suoi amici di sempre e dove torna volentieri quando può. Si è ricordato dell’Abruzzo appena dopo il 2009 quando tra mille difficoltà bisognava risolvere il problema di sistemare oltre 40mila sfollati aquilani. Sfollati dal terremoto che ha devastato la città.
La vicenda riguarda un fondo immobiliare, 'Europa risorse sgr', che ha acquisito la proprietà di 380 appartamenti, affittati agli sfollati, e che poi sarebbero stati venduti. Dietro il fondo immobiliare, come risulta da un dossier preparato dai comitati aquilani e da un'inchiesta pubblicata dal settimanale 'Left', si nascondono società anonime lussemburghesi e società finanziarie in un paradiso fiscale come le Cayman.
Dietro il fondo un abruzzese emigrante di ritorno, Antonio Napoleone, e ovviamente Massimo Caputi.
Erano sostanzialmente tre i progetti di Europa Risorse con la collaborazione di Fintecna e la Fimit e riguardavano tre zone particolarmente importanti della città de L’Aquila.

Solo pochissime settimane fa il Comune de L'Aquila su spinta della giunta di centrosinistra presieduta da Massimo Cialente firma un nuovo patto tra l’amministrazione aquilana e la Idea-Fimit sgr e aggiunge 80 appartamenti al parco immobili a quelli già acquistati in città, dopo il terremoto, a un prezzo scontato del 25% circa, dal Fondo AQ gestito da Europa Risorse sgr.

SEMPRE AL MASSIMO
Massimo Caputi nasce a Chieti. Comincia la sua scalata in Abruzzo dove si laurea in Ingegneria Civile nel 1977 ed inizia ad operare nel 1977 presso lo studio di ingegneria di famiglia, fondato nel 1950. Nel 1984 fonda la società di ingegneria Proger Spa che sarà il suo trampolino di lancio.
Negli anni ’80 la sua Proger ha avuto i meriti di costruire mezzo Abruzzo. Qualche inchiesta locale del passato lo ha sfiorato senza mai preoccuparlo seriamente.
 Una carriera brillante, prima l'incarico da Ferrovie dello Stato poi la carica di amministratore delegato della società di scopo Termini Spa, infine dall'agosto 2001 è consigliere delegato di Fondi Immobiliari Italiani SGR Spa, con il compito di lanciare sul mercato il primo fondo immobiliare per apporto pubblico.
Manager navigato, ricopre ruoli importanti anche in “Grandi stazioni”,  Acea, Monte dei Paschi di Siena e Banca agricola Mantovana.
 Nel 2002, piena epoca berlusconiana, arriva il salto: l’incarico come amministratore delegato di Sviluppo Italia.
Nel 2006, il Comune di Pescara versa 258.900 euro all'ingegnere Caputi per il progetto poi cestinato della ristrutturazione dell’ex Aurum. La stessa cosa accade con la progettazione della riviera nord per cui Caputi chiede una parcella di circa 200mila che il Comune non intende pagare.
Il suo nome ricorre molte volte nelle cronache.
Per esempio il 7 maggio 2008 Caputi dimentica in un albergo, a Milano, una busta contenete 45mila euro in contanti. Il commesso che li trova si spaventa e chiama la polizia. Gli inquirenti mettono sotto controllo il telefono di Caputi. Bastano pochi ascolti per capire che gli argomenti sono molto interessanti. Il 24 luglio del 2009 Caputi viene ufficialmente indagato dai magistrati di Milano. Le accuse sono pesanti: riciclaggio, aggiotaggio e ostacolo all’attività di controllo di Consob e Bankitalia. Sotto la lente finisce proprio la gestione della Fimit sgr che investe in fondi immobiliari ingentissime somme di denaro per conto delle casse pensionistiche Enasarco (medici), Inarcassa (ingegneri e architetti), Enpals (lavoratori dello spettacolo) e Inpdap (dipendenti pubblici). Una società così forte da mirare all’acquisizione di un colosso del settore, come la Pirelli Re, che Tronchetti Provera sembrerebbe pronto a dismettere.
E solo qualche giorno fa la Consob ha comminato due multe, per un totale di 140mila euro a Caputi (oggi consigliere delegato di Idea Fimit) e all'ex amministratore delegato di Fabrica Sgr, Carla Ivaldi per avere eseguito operazioni in conflitto di interessi senza informare adeguatamente le rispettive società.