EMERGENZA RIFIUTI

Discarica Colle Cese satura tra 20 giorni

Pd: «inerzia degli organi competenti»

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Discarica Colle Cese satura tra 20 giorni
PESCARA. Questa mattina si è riunita la commissione ambiente del Comune di Pescara nella quale è stato ascoltato il presidente di Ambiente s.p.a. Massimo Sfamurri e l’assessore Isabella Del Trecco.


Dalle notizie fornite sarebbe in sostanza confermato il quadro di estrema emergenza che vivrebbe il territorio pescarese per la prossima saturazione della discarica di Colle Cese.
Notizia già emersa lo scorso 17 dicembre 2011. La situazione è particolarmente delicata poiché la discarica di Colle Cese andrà ad esaurimento a fine febbraio, dopo aver accolto per tre anni tutti i rifiuti del Teramano, circostanza che ha abbreviato di un anno la sua vita ed a pochi giorni dalla saturazione effettiva non si conoscono le decisioni che saranno prese di qui ad un paio di settimane per evitare il caos.
«A distanza di due mesi dalla precedente audizione in Commissione di vigilanza», dice il Pd, «abbiamo assistito all’inerzia degli organi competenti: Regione e Provincia in primis».
Secondo i consiglieri pescarese Antonio Blasioli, Florio Corneli, Marco Alessandrini la maggioranza di centrodestra avrebbe deliberatamente scelto l’inerzia per «creare uno stato di emergenza»
«La Provincia di Pescara», ricordano i consiglieri Pd, «ha adottato il Piano Provinciale dei rifiuti a dicembre, con grande ritardo rispetto a quando avrebbe potuto e ciò comporta che si apra il termine di sessanta giorni per le osservazioni e di eventuali ricorsi, ma a oggi il piano non risulta pubblicato nè si conosce lo stato dell’iter per il parere di congruità alla legge regionale 45/2007 da parte della Regione Abruzzo. C’è il parere di congruità o il piano dovrà essere rivisto con un ulteriore inevitabile allungamento dei tempi che finirà per aggravare l’emergenza? Una politica accorta e avveduta che ragioni sul futuro non avrebbe mai permesso la saturazione dell’unica discarica pubblica provinciale senza che fosse nemmeno pronto lo strumento giuridico idoneo di piano. E su questo sono innegabili le responsabilità della Giunta Testa per il ritardo immotivato nell’assumere l’atto».
Per questo il Pd ha richiesto l’audizione dell’assessore provinciale all’ambiente Lattanzio, al fine di chiarire la situazione.
Il Pd registra inoltre «un atteggiamento inerte della Regione Abruzzo che, oltre a non dare attuazione alle promesse di impegnare parte dei Fondi FAS e del Piano Triennale per l’impiantistica pubblica come le piattaforme della differenziata, che comporterebbe un grande risparmio per la nostra città, continua a non prendere decisioni in merito alla gestione dell’emergenza che si avrà di qui a qualche giorno con la chiusura di Colle Cese».
«Cosa disporrà per la Provincia di Pescara l’assessore Di Dalmazio? Subirà i diktat degni di un vetero campanilismo di Di Stefano, Febbo e Di Primio che già hanno detto di non voler ospitare a Chieti i rifiuti del pescarese (30.000 tonnellate di rifiuto trattato l’anno) o disporrà che i rifiuti arrivino a Chieti? A quindici giorni dall’emergenza non sappiamo come andrà a finire. E queste operazioni», conclude il Pd, «come e quanto incideranno sul trasporto dei rifiuti del pescarese? Quanto inciderà sui bilanci comunali e quanto ancora sulle tasche dei già tartassati cittadini pescaresi il girovagare per l’Italia dei tir di Attiva alla ricerca di discariche in cui tombare i rifiuti?»