IL CASO

Tollo, la discarica dei veleni. Nessuna spiegazione sulla bonifica

Lavori subappaltati ad una ditta non iscritta all’albo dei gestori rifiuti

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4461

  Tollo, la discarica dei veleni. Nessuna spiegazione sulla bonifica
TOLLO. Contrada Venna, ex fornace Gagliardi, “ex” discarica dei veleni.


Giorni fa PrimaDaNoi.it ricordava la storia di quella discarica tra Tollo, Miglianico e Francavilla meta anni fa di un incontrollato via vai di camion contenenti rifiuti tossici. Oggi è ancora impossibile capire come sono stati realizzati i lavori di bonifica, le procedure e le metodologie utilizzate. Impossibile avere dettagli anche dalla ditta che se ne è occupata, la Ecologica Anzuca srl.
Le domande erano chiare e dirette: «con quali mezzi la ditta si è occupata della bonifica? Che protocollo avete utilizzato?»
Sullo sfondo, spunta il nome della ditta di costruzioni De Cesaris srl alla quale Ecologica Anzuca «avrebbe subappaltato i lavori di bonifica». 

«ARGILLA SU ARGILLA»
Ci sono pochi punti certi nella storia della discarica e della bonifica anche grazie al silenzio tombale che circonda questa storia e visto che chi sarebbe obbligato a parlare invece tace.
La bonifica non è stata completata visto che, a distanza di anni, 337 sacchi depositati in capannoni aspettano ancora di essere portati via, nonostante la legge fissi ad un anno il termine di giacenza provvisoria. La Regione Abruzzo sembra aver completamente “dimenticato” quel carico.
Secondo alcuni testimoni la bonifica non sarebbe così sicura e comunque non sarebbe stata concepita per una giacenza di anni, cioè quei veleni dovevano essere portati via il più presto possibile. Cambiano, infatti, le metodologie di bonifica se si prevede che i veleni debbano stazionare per molto più tempo prima di essere smaltiti.
Dalle carte dell’inchiesta sappiamo che nel 2007 la Regione stanzia 587mila euro per la bonifica. Destinataria la Provincia di Chieti, Ente attuatore Tollo. Il Comune fa un bando di gara l’8 ottobre 2007 ed affida i lavori all´impresa Ecologica Anzuca srl l’8 ottobre 2007. I lavori, conferma anche una recente inchiesta del giornalista Gianni Lannes, «sono stati affidati all’impresa “Ecologica Anzuca srl” e subappaltati il 20 dicembre 2007, alla ditta “Angelo De Cesaris” di Francavilla al Mare».
«I rifiuti sono stati per la massima parte interrati nella ex cava», recita una relazione tecnica del Comune di Tollo, «al lato destro del torrente Venna e per la parte rimanente sono contenuti in big bags».
PrimaDanoi.it ha contattato la Ecologica Anzuca per sapere come ha operato e come è stata scelta la ditta subappaltatrice, cioè la De Cesaris srl. Avremmo voluto conoscere bene anche i rapporti tra le due ditte visto che dalle tracce lasciate sul web si parla di «Ecologioca Anzuca che fa capo al gruppo De Cesaris».
Come detto dalla società nessuna informazione ma chi risponde al telefono ci rimanda alla De Cesaris e quelli della De Cesaris ad Ecologica Anzuca.
Un impiegato della ditta di smaltimento rifiuti, raggiunto da PrimaDaNoi.it, dice che «le due aziende sono più o meno la stessa cosa» e che Ecologica Anzuca svolge una funzione di «intermediazione nel campo rifiuti»; non ci descrive i dettagli dell’operazione bonifica e ci invita a «parlare con il titolare».
Dopo una serie di infruttuosi tentativi, riusciamo a parlare con la moglie di Angelo De Cesaris la quale conferma che «la ditta di costruzioni ha acquisito da poco l’Ecologica Anzuca srl e da poco si occupa di smaltimento rifiuti e bonifica».
La Ecologica Anzuca srl quindi avrebbe subappaltato i lavori di bonifica alla De Cesaris nel 2007, quando questa non l’aveva ancora rilevata. Si sa infine che per la bonifica di siti inquinati la ditta deve essere iscritta all’albo nazionale gestori rifiuti: Ecologica Anzuca compare. Anche la De Cesaris srl oggi c'è.
Constatare che a distanza di anni non si riesca a parlare di questa vicenda non fa onore a nessuno. Dopo il silenzio delle istituzioni, impossibile sapere se quei veleni siano oggi innocui oppure producano ancora morte.