L'AQUILA

Chiusa l'inchiesta sui funerali di Stato, l’azienda: «estranea ai fatti contestati»

La Procura ipotizza una truffa ai danni dello Stato. Due indagati

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Chiusa l'inchiesta sui funerali di Stato, l’azienda: «estranea ai fatti contestati»
L’AQUILA. Servizi fatturati, incassati e mai effettuati.

Su questi presunti illeciti ruota l’inchiesta della procura aquila che nei giorni scorsi ha recapitato l’avviso di conclusione delle indagini a due responsabili dell’agenzia di pompe funebri Taffo Gaetano e figli snc che ha una sede a Roma e una a L’Aquila. Risultano indagati Giuseppe Taffo e Luciano Taffo.
Nel mirino sono finiti servizi (mai effettuati, dice l’accusa) sia in occasione dei funerali solenni delle 205 vittime celebrati il 10 aprile sia per quelli privati svolti qualche giorno dopo. Le indagini della Guardia di Finanza dell'Aquila avrebbero accertato che l'impresa avrebbe fatturato servizi effettuati in realtà da altre imprese funebri a cui si erano rivolti i parenti delle vittime del terremoto. In particolare, le Fiamme gialle hanno riscontrato irregolarità in 29 fatture per forniture di bare e altre 20 per il trasporto delle salme nei luoghi di residenza, per un importo di 38 mila euro.
La società, si legge nell’ordinanza di chiusura delle indagini «con artifici e raggiri» avrebbe annotato anche «servizi non effettivamente resi ad alcune vittime del terremoto che invece avevano fruito di altre agenzie di pompe funebri».
Ma l’azienda respinge al mittente ogni addebito. Il legale Paolo Vecchioli chiede di non fare processi mediatici e si augura che al più presto la questione venga sciolta e chiarita. Sempre Vecchioli assicura che i propri assistiti sono estranei ai fatti contestati e avranno modo di dimostrarlo presto. Per la difesa non è veritiera l’accusa di non aver mai portato a termine i lavori richiesti: «anche il capo di imputazione li assolve» e spiega che l’azienda «ha fatto quanto pattuito con la prefettura» che in quei giorni coordinava le varie operazioni.