SANITA'

Il sub commissario Baraldi apre ai sindacati sulle modifiche all’accreditamento

Si lavora per modificare la legge regionale 32

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Il sub commissario Baraldi apre ai sindacati sulle modifiche all’accreditamento
ABRUZZO. La neve non ferma il sub commissario Giovanna Baraldi e la sua consulente emiliana che stanno lavorando per la modifica della legge 32 sull’accreditamento.


Ma qualcosa si muove anche per la definizione operativa dell’accordo raggiunto con i sindacati il 3 agosto scorso sullo sviluppo delle cure territoriali, sulla politica del personale e sulle liste d’attesa che continuano ad assillare i cittadini-utenti ed i vari manager come una specie di maledizione biblica.
Il lavoro più capillare e più difficile è quello sulla legge 32 (peraltro già prorogata) che prevedeva il rispetto di molti requisiti per ottenere l’accreditamento sanitario. Questa legge, elaborata ed approvata nel 2007 sotto l’assessore Bernardo Mazzocca, viene considerata troppo “avanzata” rispetto alle normali condizioni di attività degli ospedali pubblici e delle cliniche, per cui si va verso un ammorbidimento delle prescrizioni. Anche se rimane valido lo slogan di quegli anni e cioè “far diventare ospedali gli ospedali italiani.” Proprio la difficoltà di applicare questa legge e l’uso disinvolto che se ne è fatto, hanno spinto il sub commissario a muoversi con l’aiuto di un consulente esterno e con l’appoggio dei sindacati e di Confindustria Pescara.
Infatti sono state denunciate difformità di applicazione da parte di Asl più rigide o meno rigide (il senatore Alfonso Mascitelli, Idv, recentemente ha scritto che questa legge “viene applicata per alcuni e interpretata per altri”) tanto da creare malumori tra gli imprenditori della sanità privata, ma anche difficoltà di applicazione in quasi tutti gli ospedali pubblici che in molti casi – se l’applicazione della 32 fosse rigida – dovrebbero chiudere. Di qui l’incontro che c’è stato nei giorni scorsi su iniziativa di Confindustria Pescara per saggiare le reazioni sindacali rispetto alle future proposte di modifica che vanno nel senso di una semplificazione delle procedure di autorizzazione e di accreditamento. Un incontro che è servito ad approfondire le prime indicazioni secondo le quali le strutture che hanno i requisiti di legge dovranno presentare un crono programma di adeguamento alla legge 32. Se entro tre anni l’adeguamento non ci sarà, decade l’accreditamento definitivo. A latere è previsto anche l’insediamento di una commissione con le rappresentanze sindacali per definire quanto personale deve essere impiegato per paziente, quali saranno le tariffe, come avverrà la compartecipazione alla spesa, cioè i nuovi tickets, e quali saranno le esenzioni. Più che una modifica, il tutto sembra uno snellimento, necessario peraltro, ma poco innovativo. Di positivo c’è il coinvolgimento dei sindacati, secondo il nuovo stile del sub commissario che finalmente si muove nella direzione di gestire il consenso. Il che servirà ad evitare lo sconcerto e le polemiche che accoglievano gli improvvisi, inaspettati e monocratici decreti commissariali ultimativi, che in effetti un’applicazione rigida all’Abruzzo delle indicazioni dell’Agenzia sanitaria nazionale. Di questa apertura ai sindacati è anche conferma la lettera con cui il sub commissario Baraldi ha convocato per martedì 14 e 21 quattro incontri congiunti con le Asl e con le organizzazioni sindacali. Il prossimo martedì sarà la volta delle Asl di Pescara e L’Aquila, il martedì successivo sono state convocate Chieti e Teramo. Si parlerà  -come detto - di cure territoriali, di personale e di liste d’attesa.
Sebastiano Calella