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Allarme occupazione per Villa Pini: una sentenza potrebbe creare problemi

Appello del senatore Mascitelli a Chiodi ed al Consiglio regionale

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Allarme occupazione per Villa Pini: una sentenza potrebbe creare problemi
CHIETI. Allarme-appello del senatore Alfonso Mascitelli, Idv: c’è un pericolo “Consiglio di Stato” per i dipendenti di Villa Pini e dintorni.

«E se dopo la sospensiva appena accordata, il pronunciamento finale sugli accreditamenti fosse negativo? Sarebbe molto meglio disinnescare questa bomba ad orologeria prima che scoppi. Non ci si può limitare ad aspettare, bisogna agire perché ci sono gli strumenti legislativi per stabilizzare definitivamente questi posti di lavoro».
 Di qui la richiesta al presidente Chiodi e a tutta la classe politica regionale per attivate un’azione preventiva che possa scongiurare quella che potrebbe essere «una delle più grandi vertenze della nostra Regione: il futuro dei 1.400 dipendenti dell’ex gruppo Angelini non può essere considerato un fatto per pochi addetti».
 Secondo il senatore Mascitelli, che è anche vicepresidente della Commissione senatoriale  di inchiesta del Sistema sanitario nazionale, la sospensiva concessa dal CdS rischia solo di allungare in modo angoscioso l’attesa dei dipendenti.
«Continua il disinteresse o il menefreghismo su questa vicenda, che non è solo un problema della curatela fallimentare – spiega il senatore – cosa accadrebbe se nel secondo grado di giudizio fosse confermata la sentenza Tar che annulla l’accreditamento facendo saltare i contratti? Mandiamo a casa senza lavoro, in piena recessione economica, oltre 1.000 persone, incolpevoli degli errori e delle ruberie della classe politica di ieri? O li lasciamo per mesi senza stipendio (come è già capitato, ndr) e in attesa di una soluzione postuma e tardiva, prodotta dall’insipienza di una classe politica di oggi?»
Quindi la proposta: il decreto legge 98/2011, all’articolo 17, conferisce al commissario ad acta i poteri di rimuovere i provvedimenti legislativi di ostacolo all’attuazione del Piano di rientro e dei programmi operativi. E il Consiglio regionale, in questo caso, ha l’obbligo di pronunciarsi entro 60 giorni.
«Se a questo poi si aggiunge che il programma operativo 2010, approvato con legge dello Stato, fa espressa menzione della firma sui tetti di spesa che la curatela fallimentare ha sottoscritto per Villa Pini con un importo di oltre 19 milioni per l’ospedalità privata e di quasi 13 milioni per le prestazioni di riabilitazione – conclude Mascitelli - si capisce che nei confronti del destino di questi lavoratori non si potranno avanzare alibi o scusanti. Se poi ci si vuole nascondere, solo in questo caso, dietro l’alibi delle prescrizioni della legge regionale 32, ciò diventerebbe nuova materia di indagine per la Commissione parlamentare di inchiesta per capire perché questa legge viene applicata per alcuni e interpretata per altri».
s. c.