I RISARCIMENTI

Neve e risarcimenti, parte la controffensiva. Autotrasportatori furiosi

Codici: «nessuna class action, seguiamo ogni caso singolarmente»

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Neve e risarcimenti, parte la controffensiva. Autotrasportatori furiosi
ABRUZZO. Chiamano da tutto Abruzzo e alcuni anche da Roma: raccontano le loro storie, rivivono quei momenti drammatici e soprattutto chiedono che chi ha sbagliato paghi.

L’associazione Codici dopo l’emergenza neve ha aperto uno sportello per assistere i consumatori che in questi giorni hanno vissuto odissee e disagi. Ci sono i casi minori: le macchine colpite in pieno da alberi o rami caduti. Le amministrazioni comunali dovranno risarcire il danno. Ma ci sono anche storie più difficili come chi ha vissuto per ore senza gas e luce o di chi ha visto la morte con gli occhi.
Il telefono squilla da giorni e i responsabili di Codici rispondono ben oltre l’orario d’ufficio. Non si procederà per class action, chiarisce subito Domenico Pettinari: «seguiamo ogni caso singolarmente perché vogliamo dare risposte concrete agli utenti. Ci portano sul tavolo 100 problemi diversi e noi garantiamo un servizio di altissima qualità per tutti, differenziato, a seconda delle esigenze».
In 30 ore Codici Abruzzo ha raccolto oltre 100 segnalazioni. Poi ci sono anche le 150 famiglie di Torre de Passeri rimaste senza elettricità nella giornata di venerdì, bisogna seguire anche loro. Così come una decina di casi a Pianella di persone a cui sono scoppiate le tubature per il gelo.
Per i prossimi 10 giorni i 5 avvocati dell’associazione incontreranno gli utenti nelle sedi di Pescara e L’Aquila. «Il consulto legale è gratuito», spiega Pettinari, «poi per l’avvio della pratica stragiudiziale chiediamo solo di versare la quota associativa, ovvero appena 20 euro». Ma quale risarcimento si può ottenere? «Per una macchina danneggiata si può andare da poche centinaia di euro a 2 mila euro a seconda del preventivo del carrozziere. Per la mancanza di elettricità, acqua o gas dai 200 euro per il disagio ai mille euro in caso di danni materiali».
Poi ci sono le questioni più spinose: i ‘naufraghi’ dell’autostrada :  «chiederemo in media mille euro e passeggero in sede stragiudiziale, cifra che potrebbe anche salire dovendo affrontare una vera e propria causa». E se ci sono utenti preparati alla battaglia (persone che si presentano con foto, video girati con cellulari) ci sono anche quelli impreparati: «a tutti chiediamo di documentare quanto avvenuto. Di conservare i biglietti dei treni, dei pullman, del pagamento dell’autostrada. Eventuali scontrini di ristoranti e alberghi ».

LE STORIE
Il 70% delle persone che si sono rivolte a Codici sono rimaste intrappolate in autostrada prima dell’uscita di Carsoli. «Ci raccontano tutti gli stessi dettagli», spiega Pettinari, «ovvero che entrati in autostrada a Roma non c’era alcun tipo di segnalazione che l’autostrada fosse chiuse. Alcuni hanno chiesto informazioni anche alla stradale che ha verificato esclusivamente che fossero montati catene o pneumatici da neve. Nessuna segnalazioni su chiusure in corso».
E sempre lì, racconta Pettinari, si è fermato anche un pullman dell’Arpa –Teramo: «c’erano 40 persone a bordo del mezzo e sono rimasti per oltre 12 ore in una galleria. Hanno raccontato di aver avuto sonnolenza, cefalee e giramenti di testa a causa del monossido di carbonio respirato».
C’è anche chi intorno alla mezzanotte di venerdì è uscito a Carsoli e ha pernottato in albergo «pagando tra gli 80 e i 100 euro». Nessuno sconto, vista l’emergenza, nemmeno per chi è andato al ristorante (non avendo trovati protezione civile pronta a distribuire acqua e viveri). C’è chi ha sfidato il freddo e a piedi è andato a comprare della benzina «per poter tenere acceso il motore dell’auto tutta notte e far funzionare il riscaldamento».
Ma c’è anche chi è rimasto intrappolato sull’A25 prima dell’uscita Tagliacozzo. «Un signore di 50 anni ci ha raccontato di aver chiamato la Protezione Civile per chiedere aiuto. A motore spento la neve continuava a scendere e la macchina è stata completamente sepolta». La Protezione civile «ha spiegato all’automobilista che grazie ad una telecamera di sorveglianza riuscivano a vedere dove era posizionato e gli hanno consigliato di camminare a piedi per 300 metri per raggiungere un pullman fermo poco più avanti e passare la notte lì. L’automobilista ha tentato di uscire dall’auto ma non è riuscito a camminare nella neve». Per lui ed un’altra coppia di coniugi fermi con l’auto lì vicino la salvezza è arrivata solo la mattina successiva. C’è poi chi ha trascorso la notte sulla statale Sora-Cassino 12, come un ragazzo di Montesilvano o 20 ore sul treno Roma- Avezzano fermatosi a Carsoli.
«Sono stati tutti abbandonati a loro stesso», conferma Pettinari. «Non sono stati soccorsi in alcun modo, si sono dovuti arrangiare da soli, anche anziani e bambini. E’ stato solo un miracolo che non ci siano state vittime».
a.l. 

ANCHE GLI AUTOTRASPORTATORI CONTRO STRADA DEI PARCHI
La Cna Abruzzo valuterà, d'intesa con le proprie aziende danneggiate, eventuali azioni legali, nei confronti della società “Strada dei Parchi”, per i disagi causati agli autotrasportatori in questi giorni di emergenza maltempo.  E' quanto annuncia una nota della confederazione artigiana regionale, in relazione alle tante segnalazioni arrivate dai propri associati, circa gli enormi disagi patiti da automobilisti e autotrasportatori nel corso della forte nevicata del 3 febbraio scorso. Disagi culminati con la chiusura di A24 e A25 per un paio di giorni. «Riteniamo che la gestione dell’emergenza, da parte della società di gestione, sia stata in questa occasione particolarmente inefficiente, causando gravi difficoltà a chi si è trovato malauguratamente a transitare in  quel tratto di strada» denuncia la confederazione artigiana abruzzese, che torna a battere il tasto sui «continui aumenti dei pedaggi, da noi immediatamente denunciati, che a fronte di un aumento dei costi a carico degli utenti non ha certamente prodotto un miglioramento del servizio». La Cna, dunque, promette di affiancare i trasportatori per una eventuale azione risarcitoria, continuando l’azione di pubblica denuncia del grave stato di disinteresse dimostrato dalla società Strada dei Parchi in questa come in altre circostanze, tanto da essere richiamata ai propri doveri da più parti istituzionali».