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Pescara, lavoratori Ferri Euronics licenziati: «l’azienda ci rassicurava»

Gli ex dipendenti esclusi in piazza il 9 febbraio a Pescara

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Pescara, lavoratori Ferri Euronics licenziati: «l’azienda ci rassicurava»
PESCARA. Gli ex lavoratori del gruppo Ferri Euronics scendono in piazza contro il licenziamento.



Con la cessione del ramo aziendale non tutti i posti di lavoro sono stati salvati. Fuori dai giochi i lavoratori di Puglia, Basilicata e Lazio. Il 9 febbraio sit in di protesta davanti il nuovo centro "la vela" in via Tiburtina a Pescara. I dipendenti: «dall’azienda nessuno risponde».
«Impegni presi e non mantenuti». Così parlano i lavoratori del Gruppo Ferri Euronics esclusi dal reintegro a seguito della cessione in affitto del ramo d'azienda della Ferri Electronics ad Andreoli spa. Nonostante le rassicurazioni del Gruppo, (l'amministratore delegato Simonetta Ferri comunicava lo scorso 17 dicembre che nessuno avrebbe perso il lavoro), i punti vendita di Puglia e Basilicata hanno chiuso i battenti senza preavviso lasciando a casa numerosi addetti ed in cassa integrazione altri operatori degli uffici commerciali. Per questo il 9 febbraio il personale “escluso” sarà presente con volantini davanti il nuovo centro La Vela di via Tiburtina a Pescara, che sarà inaugurata con l'apertura di un nuovo punto Euronics Andreoli.
In Molise e Abruzzo i punti vendita sono stati riassorbiti dalla nuova società mentre nel Lazio, Puglia e Basilicata l’azienda ha tolto tenda senza fornire spiegazioni.

«UNA DOCCIA FREDDA»
La realtà ha dimostrato il contrario. Cesare Stufano è uno degli ex lavoratori del Gruppo Ferri. Uno di quelli rimasti senza lavoro con una famiglia a carico. Dal 31 gennaio Stufano sbattuto fuori ha perso tutto: lavoro, stipendio, speranza.
Aveva un buon lavoro, un contratto a tempo indeterminato. Poi nel 2010 allettato dal posto di lavoro nel Gruppo Euronics («mi sembrava un’ottima occasione») molla tutto e firma il contratto con la nuova azienda.
«Nel punto vendita di Matera», racconta a PrimaDaNoi.it, «eravamo in due a lavorare a tempo determinato. Ho creduto veramente in questa avventura. Ci hanno licenziati senza nemmeno darci una spiegazione, non godiamo neanche di ammortizzatori sociali. Almeno i colleghi del Lazio hanno lottato fino ala fine, riuscendo ad ottenere la mobilità. Noi neanche quella».
Il 31 gennaio la doccia fredda. Una lettera di licenziamento, così, improvvisa e tutti in mezzo alla strada. Tra loro giovani, padri e madri di famiglia. I punti vendita sono stati chiusi uno dopo l’altro: Gioia Del Colle, Martina Franca, Matera. Alcuni di essi hanno avuto vita brevissima: aperti a fine luglio 2011 e chiusi il 31 dicembre
Dall’azienda nessuna risposta.«Le abbiamo provate tutte», dice Stufano con voce provata, «non ci hanno degnato di una risposta abbiamo chiamato anche Simonetta Ferri, l’amministratrice unica della società (che a dicembre dispensava rassicurazioni) senza ottenere nulla». Anche i sindacati più volte interpellati, hanno fatto spallucce.
«Non ci resta che partire alla volta di Pescara per dimostrare il nostro rammarico», conclude Stufano che in queste ore organizza il sit in di protesta.

«NESSUNO PERDERA’ IL LAVORO »
«Anche se l’azienda cederà in affitto singoli rami costituiti da tutti i punti vendita (compresi quelli di prossima apertura) situati nel territorio delle regione Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata, i lavoratori non avranno nulla da temere». Parola del Gruppo Ferri-Euronics durante un incontro lo scorso dicembre. Presenti negli uffici dell’assessorato al Lavoro e Formazione Professionale della Provincia di Pescara, i delegati della ditta Ferri, rappresentata da Annamaria Cannati del responsabile del personale dell’azienda, Leo D’Attanasio, una rappresentanza dei lavoratori Rsa Ugl (Antonello Di Tonto e Raffaele Cavallucci) e il segretario regionale Ugl terziario, Luigi Castiglione. Addirittura il Gruppo prometteva ai dipendenti l’eventuale utilizzo di ammortizzatori sociali.
Marirosa Barbieri