LA DENUNCIA

Giulianova, lavori spiaggiato: esposto in procura

Chiesti approfondimenti sulla gestione dell’emergenza

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Giulianova, lavori spiaggiato: esposto in procura
GIULIANOVA. La vicenda dei rifiuti spiaggiati di Giulianova, finisce in Procura.


I gruppi consiliari del Popolo della Libertà e di Progresso Giuliese, chiedono lumi alla Procura di Teramo sulla procedure seguite dal Comune di Giulianova circa la raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti spiaggiati dell'alluvione del 28 febbraio e 1 e 2 marzo 2011. Obiettivo: sciogliere dubbi sulla gestione economica e tecnica dei lavori di pulizia delle spiagge giuliesi dopo le mareggiate di fine febbraio inizi marzo ed appurare eventuali responsabilità.
I consilgieri comunali Gianluca Antelli, Paolo Vasanella, Andrea Rota, Gianfranco Francioni, Laura Ciafardoni, Massimo Maddaloni chiedono al Procuratore di approfondire alcuni punti: l’affidamento diretto della gestione di raccolta, trasporto e smaltimento rifiuti spiaggiati, la Costituzione ATI (associazione temporanea di impresa) dell’ente esecutore «che inizia i lavori e firma i documenti già dal 28 di marzo 2011 prima della presunta regolarità di costituzione della stessa, avvenuta in data 7 aprile 2011».
Ulteriori perplessità, dice il grupppo, «ci sorgono in capo al destinatario del rifiuto indifferenziato Ameli Maurizio, destinatario del rifiuto indifferenziato, che svolge come attività principale preparazione di cantiere e movimento terra ed ha la propria attività sita fuori Regione Abruzzo.Si potevano portare i rifiuti fuori Regione?».
E ancora: «chi ha controllato l’entità e la quantità (sono stati smaltiti 3625 tonnellate di rifiuto non differenziato e 724 tonnellate di legno) del materiale-rifiuto che i camion caricavano per essere smaltito visto l’enorme peso che essi portavano?».
Poi, il capitolo pagamento. «Va evidenziata», dicono i consiglieri, «la liquidazione di tutte le fatture “in tempo record” per un importo pari a 1.091.000 Euro ( così come risulta da bilancio comunale) a dispetto di imprese che da anni attendono di essere pagate dal Comune di Giulianova».
Dubbi e perplessità che si trascinano dagli inizi della vicenda. L’8 marzo 2011, dopo alcuni giorni dagli episodi alluvionali del 28 febbraio e del 1-2 marzo, il sindaco di Giulianova, Francesco Mastromauro emette un verbale di somma urgenza per fronteggiare lo stato di degrado ambientale e carenza igienico sanitaria del litorale di Giulianova a causa delle mareggiate.
Il 14 marzo vengono affidati alla ditta Cama Service di Giulianova il servizio di selezione dei rifiuti sulle spiagge, e alla società Cirsu spa, la raccolta, il trasporto ed il successivo avvio a recupero e/o smaltimento dei rifiuti, individuando l’area di proprietà comunale nella zona industriale di Colleranesco ad est del depuratore comunale di Colleranesco, come “punto temporaneo di raccolta” dei rifiuti spiaggiati che non potranno sostare per un periodo superiore a 48 ore. Il 31 marzo, il dirigente della 3° area, venuto a conoscenza della mancata disponibilità della Cirsu Spa a svolgere il compito affidatole, si rivolge alla ditta Cama Service che si dichiara disponibile all’esecuzione dei lavori di trasporto e smaltimento e si costituisce in Ati (associazione temporanea di impresa).
I costi dei lavori in questione sono così ripartiti : 800.000 euro è l’importo stanziato per l’accumulo dei materiali sulle spiagge ad opera della ditta Cama in Ati con la ditta Core, 18.000 euro la somma prevista per l’ accumulo dei materiali, il conferimento in discarica dei materiali costa 150.000 euro, la vagliatura 72.000 euro, l’ operazione raccolta e trasporto in discarica dei materiali ingombranti post alluvione 24.000 euro, il conferimento dei materiali post vagliatura 27.500 euro.