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Chieti città bloccata, esercito al lavoro ma la situazione non migliora

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Chieti città bloccata, esercito al lavoro ma la situazione non migliora
CHIETI. A Chieti ha ripreso a nevicare da molte ore. Neve fine e ghiacciata che si deposita come lo zucchero a velo sui cumuli lungo le strade e sui tetti.

La circolazione in città è migliorata lungo le strade principali ma rischia di tornare di nuovo molto difficile per il persistere della nevicata e per il ghiaccio che si è formato dopo una notte gelida. Difficoltosa la viabilità invece per le altre strade, diciamo secondarie, che pure però tengono intrappolate diverse migliaia di persone che lamentano ancora di non poter spostare le auto parcheggiate.

E’ caldo è il fronte delle polemiche e sembra incolmabile la distanza tra l’Amministrazione comunale secondo la quale la situazione è sotto controllo e l’opposizione che parla di disastro annunciato. In mezzo i cittadini disorientati, per i mille disagi che sono costretti a subire mentre qualcuno dice (l’assessore Ivo D’Agostino) che il Piano neve ha funzionato e che il sale c’è ed è in distribuzione all’autoparco comunale ed al palazzo dello sport a Tricalle. A precisa richiesta diretta, dall’autoparco confermano che al momento il sale è finito, ma stanno arrivando altri 10 quintali. Ci sono infatti difficoltà a reperire il sale dai fornitori ed il Comune sta cercando di acquistarlo a Pescara. Finora comunque sono stati distribuiti 42 bancali di sale da 10 quintali l’uno, per un totale di 420 quintali in sacchetti, mentre a Tricalle continua la distribuzione di sale sfuso. L’assessore dice anche che i mezzi antineve si stanno adoperando, che ora anche i soldati stanno sbloccando molte criticità. Allora bisogna capirsi sui mezzi e sui soldati. Che i mezzi del Comune siano 17, più altri privati sarà pure vero, ma non sono sembrati sufficienti e adatti allo scopo. E che i soldati ci siano, si vede, ma non sembra che abbiano dato un grosso contributo. Si muovono a gruppi di una decina e con molta buona volontà spalano ingressi di condomini e qualche strada o qualche scala. Due almeno guardano e dirigono, gli altri a turno spalano. Ma sono giovani volontari la cui buona volontà è frustrata dalla scarsa attrezzatura. Cioè l’intervento dell’esercito evoca mezzi e automezzi straordinari, non una presenza delle divise mimetiche che fanno più colore che altro, come si è visto in giro. Tra l’altro si è diffusa la notizia che queste giornate di lavoro dovranno essere pagate dal Comune e questo fa montare la rabbia di tanti giovani chietini, disposti a spalare anche loro come avveniva in passato. A precisa richiesta, il sindaco ha chiarito che sull’argomento è stato raggiunto un accordo: i soldati che operano nel normale orario di lavoro non saranno pagati, mentre l’avvocato Di Primio, cioè il sindaco, «pagherà di tasca sua» lo straordinario di ufficiali e sottufficiali. Pur apprezzando moltissimo l’iniziativa del primo cittadino, non va bene che il costo dell’operazione sia a carico dell’avvocato Di Primio, che non è un benefattore, ma il sindaco in carica. Sulla disorganizzazione e sulla sottovalutazione dell’emergenza meteo insiste l’opposizione, ricordando che a parti inverse il centrodestra tuonava contro l’amministrazione Ricci che pure un Piano neve più organizzato ce l’aveva. Sono stati riesumati i comunicati di fuoco che qualche assessore in carica, allora all’opposizione, spediva a ripetizione ai giornali. Insomma è molto più facile fare l’oppositore. In realtà, osservando quello che è successo a Chieti, viene riconfermata la prima impressione e cioè che ci sia stata una sottovalutazione nella predisposizione del piano neve, affidato ad un assessore che non è un tecnico e che tra l’altro ha rifiutato i consigli dell’opposizione in Comune. Inoltre dietro tutta questa storia ci sono anche le difficoltà delle casse comunali, non in grado di mettere su un Piano neve migliore. Ma allora perché risparmiare sul sale, che costa veramente poco (e che sulle strade non si è visto) e adesso costringere “l’avvocato Di Primio” a pagare di tasca sua? Il generale inverno ha sconfitto Napoleone e poi le armate tedesche: o a Chieti non si studia la storia o c’è stato qualche peccato di presunzione.

Sebastiano Calella